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HIPSTER MANIA

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HIPSTORY: I RITRATTI DI LEADERS STORICI REINTERPRETATI CON UN INEQUIVOCABILE HIPSTER LOOK. QUALE RISULTATO?

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“Ognuno di noi ha incontrato un hipster almeno una volta nella vita… magari non avrà saputo identificarlo con questo termine, ma è praticamente impossibile non notare il loro abbigliamento “alternativo”! Queste figure controversie, o le si ama o le si odia” .  A questo punto cerchiamo di capire innanzitutto quali sono le caratteristiche che ci permettono di identificare un hipster. I pantaloni: uomini e donne indossano indistintamente skinny aderentissimi al limite del blocco circolatorio, con vita alta fino almeno all’ombelico e risvolto al fondo per far intravedere la caviglia (dotata o meno di calzino bianco a seconda della stagione). Le camicie dal sapore vintage spesso a quadri chiuse fino all’ultimo bottone e occhiali da vista (veri o finti poco importa, ma di certo con montatura retrò molto vistosa e lenti grandi), mentre ai piedi spuntano mocassini lucidi o stringate, ideali per il risvoltino dei pantaloni. La barba o i baffi (o entrambi) hipster sono inconfondibili, così come le acconciature finto arruffate che richiedono un paio d’ore di styling ogni mattina, mentre le ragazze prediligono tagli corti e asimmetrici, capelli viola o, per chi non vuole rischiare troppo, il classico shatush. Che piacciano o meno, gli hipster sono un fenomeno mondiale: da Londra a New York, da Berlino a Barcellona, sono i protagonisti (fonte)

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E se di fenomeno mondiale si tratta, ecco che ci sono artisti che ci mettono del loro, come Amit Shimoni, che ha scelto di ritrarre alcuni  leaders mondiali viventi e non, reinterpretandoli in “veste” Hipster. La sua raccolta porta il nome di Hipstory. Quale risultato ha ottenuto? Beh un Ghandi con i Rayban o un Che col berretino di lana, sono assolutamente snaturati e per niente credibili, ovviamente…perdono tutto il loro spessore, tutta la forza del loro pensiero…Leader? No non lo sembrano piu’. Il lavoro di Shimoni è comunque eccezionale, ma il risultato mi dà da pensare. Permettetemi un pò di ironia: “non è che se sei esageratamente Hipster hai poche chances di diventare qualcuno?”. Scherzo naturalmente! L’abito non fa il monaco

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THINK MOBILE FIRST ! THINK RESPONSIVE!

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Quante volte vi sarà capitato di vedere dal vostro desktop in ufficio, promozioni e pubblicità che non avete il tempo di apporfondire e prendere in considerazione, pertanto avete rimandato la ricerca alla pausa pranzo con il vostro smartphone o a casa la sera, sul divano col vostro tablet. Ebbene quante volte vi è capitato di non riuscirci ? Di scoprire che da mobile il sito non è affatto navigabile, il menu’ “prende le strade piu’ svariate” , il sito sembra “impazzire”…? Vi ritirete dalla ricerca e l’azienda avrà perso un potenziale visitatore, utente ed eventualmente poi, anche cliente.  Ebbene vista l’esponenziale crescita dell’uso di smartphone e tablet come dispositivi di navigazione per approcciare a informazioni, dati e acquisti, per il mondo del web design la parola d’ordine deve essere Responsive Web Design.
Siamo quasi a fine 2014 e da quando il concetto è comparso per la prima volta nel 2005, (nel libro di Ethan Marcotte, dal titolo “Responsive Web Design”), siamo certi che non ha rappresentato solo una moda, ma il sistema migliore da lì in avanti per la progettazione web. Anche Google, nel suo Webmaster forum del 2012 ha raccomandato la progettazione responsive web come uno dei i migliori approcci per siti multi-device.
Con il responsive design, come intuiamo anche dall’immagine proposta, si progetta in modo da poter offrire una user experience unica  per qualsiasi device o risoluzione. Potremmo dire “NON IMPORTA DOVE SEI, MA SOLO COSA FAI“- l’esperienza utente o user experience, per essere un pò piu’ allineati col modo del web design, è la priorità per chi progetta . L’utente deve poter navigare ovunque e con qualunque mezzo incontrando sempre la stessa modalità di navigazione. Intuiamo, a questo punto, anche perchè sia così importante che ogni sito degno di questo nome debba rispettare una progettazione responsive. Qualsiasi azienda che investa nella progettazione e realizzazione di un sito web, avrà come obiettivo primario quello di presentarsi on line nella maniera migliore, con un progetto attraente, emozionale,informativo e soprattutto di semplice navigazione. Tenuto conto che la navigazione su smartphone e tablet è in crescita esponenziale rispetto a quella su desktop, il  sito aziendale non dovrà mancare di una progettazione responsive, altrimenti per quanto possa essere graficamente accativante, ricco di contenuti e informazioni, perderà l’opportunità di agganciare clienti acquisiti e potenziali. Il vostro sito deve essere mobile friendly! Ecco a tale proposito un’affermazione di Kate Aronowitz (Head of Designing, Facebook): – “We’re just now starting to think about mobile first and desktop second for a lot of our products.” –