La mamma di Cappuccetto Rosso non è un’irresponsabile e neanche voi…

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Insegniamo ai nostri figli come diventare cittadini digitali

Premessa

Minori e Internet | Dati UNICEF 2018

Ogni giorno oltre 175.000 bambini si connettono ad internet per la prima volta (un bambino ogni mezzo secondo)

Nel mondo1 utente su 3 è un bambino ( i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso)

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Nel nostro immaginario collettivo, se c’è una fiaba che più di ogni altra ha un’efficacia tale da poter essere attualizzata in ogni tempo e contesto sociale, questa è proprio “Cappuccetto Rosso”.

Il suo messaggio è indiscutibilmente  attuale e per tanti genitori è il racconto ideale per mettere in guardia i loro piccoli dai rischi della disobbedienza e dai pericoli in cui incorrerebbero dando retta agli sconosciuti.     “Attento al lupo

Vi faccio una domanda.  Guardando l’immagine qui sopra cosa vi viene in mente?

L’ho mostrata a più persone di età diverse e tutte mi hanno risposto: “Cappuccetto Rosso”. Quando ho chiesto di approfondire con altri dettagli, tutte hanno iniziato a narrare la fiaba.

Mi piacerebbe invece soffermarmi su un altro particolare: la mamma! Secondo me è un personaggio sottovalutato, in realtà è lei che innesca il meccanismo “diabolico”: manda la piccola tutta sola nel bosco. E’ una sconsiderata?

Direi proprio di no, anzi! Lo sappiamo tutti che più e più volte raccomanderà alla piccola di non allontanarsi dal sentiero e di non fermarsi con gli sconosciuti.

Ma, ahimè, il male è subdolo, non ha scrupoli e, nascoto dietro il volto della lusinga tende agguati  diabolici. La mamma non conosce tutte le trappole del male, non ne prevede le sue azioni, per cui non può prevenirle. Si sente tranquilla: ha ben istruito la sua piccola.

Proprio così, se  leggiamo la storia come monito per noi adulti, tutto cambia e la mamma di Cappuccetto Rosso acquisisce un ruolo nuovo e determinante. La mamma deve imparare qualcosa in più, quello che sa non basta a proteggere Cappuccetto Rosso.

Adesso la vedete meglio nella foto? E’ il genitore che ha impegni al lavoro o che deve uscire per la spesa.  E’ la mamma che deve assentarsi da casa, per cui lascia soli per qualche ora i suoi figli. E’ il padre che rientra tardi dal lavoro a causa di un ritardo del treno…è la mamma che non può accompagnare i suoi figli a scuola, per cui ci andranno da soli…

Questi e tanti altri sono i motivi per cui spesso non possiamo stare con i nostri figli, ma cerchiamo di sentirci comunque tranquilli, perchè abbiamo spiegato loro tante cose, li abbiamo messi in guardia e gli abbiamo insegnato a fidarsi solo di noi e poche altre persone.

Spesso le nostre raccomandazioni non sono sufficienti perchè non sempre sappiamo da cosa dobbiamo proteggerlii: il bosco non è fatto solo di verde, cespugli, piante e un sentiero. Il bosco nasconde molte insidie ed è giunto il momento di scovarle, conoscerle e affrontarle quando si manifestano.

Oggi il bosco si chiama rete e come il bosco ha tantissimi pregi, ci tiene in contatto col mondo, ci informa e velocizza il nostro lavoro ma … qualcuno ha imparato a nascondersi tra le sue maglie.

Il lupo della rete oggi ha tanti nomi: sexting, grooming, sextortion, cyberbullismo, stalking, fake profile…per dirne alcuni. Li conoscete? Sapete di cosa si tratta?

I vostri ragazzi hanno uno smartphone? Allora è il momento di parlarne.

Vi propongo uno dei miei corsi che si terrà a novembre a Gallarate.Se siete interessati a corsi in altre città contattatemi su info@logosinprogress.com. (anche con minimo partecipanti 5)

Mi piacerebbe incontrarvi!