SITI E RESPONSIVE DESIGN

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Il tuo sito è stato creato prima del 2015?

Scopri se Google l’ha tagliato fuori dalla ricerca

Fai il test di responsività

Tagliato fuori dalla ricerca su google?
Il tuo sito forse è stato penalizzato.
Dal 21 Aprile 2015 Google ha modificato il proprio algoritmo e se il tuo sito non è responsive non piace al motore di ricerca.
Cosa vuol dire responsive?
I visitatori devono poter vedere il tuo sito, ottimizzato per le diverse dimensioni dello schermo da cui guardano:
 | COMPUTER | TABLET | SMARTPHONE |
Hai già provato a vedere se il tuo sito passa il Test di responsività? E’ un sistema messo a disposizione da google per vedere se il tuo sito è navigabile anche da smartphone e tablet.

Verifica la navigabilità del tuo sito. Provalo ora facendo clik al link di seguito:

Prova Test
Che risultato hai ottenuto?

Appare il testo:”Fantastico. Questa pagina è ottimizzata per i dispositivi mobili.” ? Allora puoi stare tranquillo.
Non è così?  Non preoccuparti non è successo solo a te! Noi possiamo aiutarti creando un nuovo sito responsive per la tua attività.

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La mamma di Cappuccetto Rosso non è un’irresponsabile e neanche voi…

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Insegniamo ai nostri figli come diventare cittadini digitali

Premessa

Minori e Internet | Dati UNICEF 2018

Ogni giorno oltre 175.000 bambini si connettono ad internet per la prima volta (un bambino ogni mezzo secondo)

Nel mondo1 utente su 3 è un bambino ( i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso)

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Nel nostro immaginario collettivo, se c’è una fiaba che più di ogni altra ha un’efficacia tale da poter essere attualizzata in ogni tempo e contesto sociale, questa è proprio “Cappuccetto Rosso”.

Il suo messaggio è indiscutibilmente  attuale e per tanti genitori è il racconto ideale per mettere in guardia i loro piccoli dai rischi della disobbedienza e dai pericoli in cui incorrerebbero dando retta agli sconosciuti.     “Attento al lupo

Vi faccio una domanda.  Guardando l’immagine qui sopra cosa vi viene in mente?

L’ho mostrata a più persone di età diverse e tutte mi hanno risposto: “Cappuccetto Rosso”. Quando ho chiesto di approfondire con altri dettagli, tutte hanno iniziato a narrare la fiaba.

Mi piacerebbe invece soffermarmi su un altro particolare: la mamma! Secondo me è un personaggio sottovalutato, in realtà è lei che innesca il meccanismo “diabolico”: manda la piccola tutta sola nel bosco. E’ una sconsiderata?

Direi proprio di no, anzi! Lo sappiamo tutti che più e più volte raccomanderà alla piccola di non allontanarsi dal sentiero e di non fermarsi con gli sconosciuti.

Ma, ahimè, il male è subdolo, non ha scrupoli e, nascoto dietro il volto della lusinga tende agguati  diabolici. La mamma non conosce tutte le trappole del male, non ne prevede le sue azioni, per cui non può prevenirle. Si sente tranquilla: ha ben istruito la sua piccola.

Proprio così, se  leggiamo la storia come monito per noi adulti, tutto cambia e la mamma di Cappuccetto Rosso acquisisce un ruolo nuovo e determinante. La mamma deve imparare qualcosa in più, quello che sa non basta a proteggere Cappuccetto Rosso.

Adesso la vedete meglio nella foto? E’ il genitore che ha impegni al lavoro o che deve uscire per la spesa.  E’ la mamma che deve assentarsi da casa, per cui lascia soli per qualche ora i suoi figli. E’ il padre che rientra tardi dal lavoro a causa di un ritardo del treno…è la mamma che non può accompagnare i suoi figli a scuola, per cui ci andranno da soli…

Questi e tanti altri sono i motivi per cui spesso non possiamo stare con i nostri figli, ma cerchiamo di sentirci comunque tranquilli, perchè abbiamo spiegato loro tante cose, li abbiamo messi in guardia e gli abbiamo insegnato a fidarsi solo di noi e poche altre persone.

Spesso le nostre raccomandazioni non sono sufficienti perchè non sempre sappiamo da cosa dobbiamo proteggerlii: il bosco non è fatto solo di verde, cespugli, piante e un sentiero. Il bosco nasconde molte insidie ed è giunto il momento di scovarle, conoscerle e affrontarle quando si manifestano.

Oggi il bosco si chiama rete e come il bosco ha tantissimi pregi, ci tiene in contatto col mondo, ci informa e velocizza il nostro lavoro ma … qualcuno ha imparato a nascondersi tra le sue maglie.

Il lupo della rete oggi ha tanti nomi: sexting, grooming, sextortion, cyberbullismo, stalking, fake profile…per dirne alcuni. Li conoscete? Sapete di cosa si tratta?

I vostri ragazzi hanno uno smartphone? Allora è il momento di parlarne.

Vi propongo uno dei miei corsi che si terrà a novembre a Gallarate.Se siete interessati a corsi in altre città contattatemi su info@logosinprogress.com. (anche con minimo partecipanti 5)

Mi piacerebbe incontrarvi!

 

 

 

Serial killer e utente online … Quante analogie! E’ pur sempre una questione di analisi comportamentale

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Sapete cosa dico ai miei clienti o agli allievi dei miei corsi quando introduco il discorso sulla creazione e gestione delle pagine social?

Una parte del lavoro che dovrete svolgere, richiede che siate dei veri profilers” . Sarà la mia passione, esagerata, per il “mondo del crimine (in tv) “, ma, tra caccia al soggetto ignoto e ricerca dell’utente tipo, vedo molte assonanze.

Se siete fan della serie Criminal Minds (o delle altrettanto note serie tv  Law & Order: Criminal Intent, Profiler – Intuizioni mortaliMindhunter o di film di successo comeIl silenzio degli innocenti) sapete di cosa sto parlando: i profilers hanno il compito di individuare un profilo criminale che permetta di portare alla luce un soggetto criminale ignoto. Come lo fanno? Attraverso tecniche e competenze acquisite con studi di psicologia, medicina, criminologia e avvalendosi del prezioso supporto della casistica e della analogia con casi già risolti. Naturalmente le mie nozioni in materia si limitano ad una esperienza da fiction, non è il mio campo e preferisco che il mio faccia a faccia con un serial killer sia filtrato da uno schermo, mentre me ne sto comoda sul divano. Certo è che la figura del profiler mi aiuta molto a rendere l’idea.

E’ proprio così! Quando create una pagina facebook o un account instagram, quando lavorate alla seo del vostro sito, dovrete avere ben chiaro il “profilo del vostro utente tipo“, quel  soggetto ignoto, del quale dovrete scoprire, gusti, preferenze, ricerche effettuate online, richieste specifiche di prodotti o servizi, posizione geografica, età, sesso…

Questa “analisi comportamentale” può avvenire solo ed esclusivamente online ed è definita profilazione utente e si basa sulla lettura e analisi dei dati di comportamento che ciascuno di noi ha in rete.

Un nostro like è una manifestazione di interesse, un click sul banner posizionato nella home page del sito che stiamo consultando fa sapere al web che stiamo cercando un particolare servizio. Click, like, condivisioni, esattamente come accade con le azioni di un serial killer, sono azioni che riconducono alla nostra “identità digitale”, quella identità che un sito aziendale o una pagina social ben costruiti devono saper intercettare.

Ricordate che “l’analisi digitale comportamentale” va affidata a professionisti, ma la consocenza del vostro lavoro, di come e perchè lo svolgete è innanzitutto una vostra risorsa, che potrete sfruttare nelle strategie di social e web marketing.

Seguite i vostri amici, guardate quello che pubblicano, guardate quello che condividono e portateli alle vostre pagine convertendoli in clienti o testimonial: e come nela caso di un serial killer, l’utente tipo potrebbe essere proprio un vostro amico, un amico di un amico e, ovviamente, anche un perfetto estraneo.