Il tuo brand è sempre visibile?

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Stai facendo pubblicità sui social, su youtube e google?
Utilizzi anche spazi fisici per promuovere il tuo prodotto? Vetrina, scaffali, espositori?
A questo punto sai qual è la prima cosa che devi chiederti?
Il mio marchio è sempre visibile e riconoscibile?
Prima ancora della visibilità di un prodotto o di un servizio, quello che deve rilevare è la visibilità del brand.

Come potremmo definire la visibilità del brand?


Il brand è effettivamente visibile non solo se presente, ma se riconoscibile.
Colori, payoff, font ecc. sono elementi “stabili” del brand e devono apparire con coerenza e costanza in ogni contesto pubblicitario, dal Instagram a Youtube, dallo scaffale alla vetrina.

La presenza e la riconoscibilità non possono prescindere l’una dall’altra.
Un esempio può rendere meglio il concetto

In queste due immagini ho riportato i frame di due video della Barilla, che promuovono due prodotti e, se vogliamo, anche due differenti emozioni.
Qui sotto lo scaffale di un supermercato

Cosa non manca ? Il brand! Presente, evidente, riconoscibile

Immagino che tutti stiate pensando alla banalità di quello che sto dicendo.
Certo, sono d’accordo, ma solo perché si sta parlando di Barilla, così come se si stesse parlando di Coca Cola, Apple, Nike…
Ma provate a pensare ai brand più piccoli, alle organizzazioni o aziende locali che magari si muovono in un mercato più ristretto dal punto di vista geografico e che devono farsi conoscere e riconoscere per accaparrarsi quella fetta di clientela che altri potrebbero sottrargli.

Se non sei Barilla o Coca Cola dovrai fare ancora più attenzione a non trascurare il tuo brand.

Prendo ad esempio un settore molto interessante e molto pubblicizzato: bellezza e benessere.
Dite la verità, capita anche a voi di vedere scorrere sul vostro smartphone immagini bellissime postate sui social, tutte simili tra loro? Sono belle, accattivanti, promuovono un risultato, magari sono in grado di trasmettere un valore e sicuramente sanno intercettare una vostra esigenza…”caspita devo dare una spuntatina ai capelli e magari rifare il colore”, ma poi manca il brand.

Chi ha postato quella foto o quel video? Se in quel particolare momento sono impegnata in altra attività, sono al lavoro, devo rispondere ad una telefonata…perderò quella particolare foto e non saprò più ricondurla a un brand.

Un’attività di marketing non può prescindere da questa priorità.
Anche quando sei titolare di una piccola attività commerciale, di un centro benessere, di un ristorante, di un hotel o di uno studio professionale, rendi visibile il tuo brand.
Ogni post sui social network , ogni video che posterai su youtube e soprattutto ogni campagna ads deve mettere in evidenza il tuo brand.

PERCHE’ IL BRAND DEVE ESSERE SEMPRE VISIBILE?

Se capiamo il motivo non ci dimenticheremo mai più di ricorrere al nostro brand nelle nostre attività di marketing.
Ritorniamo all’esempio delle foto di una bella acconciatura: se alla foto la mia memoria associa un brand è più facile che io diventi cliente di quel parrucchiere . Ha intercettato una mia esigenza, mi ha trasmesso un’emozione, magari anche un valore, perché mi ha raccontato che utilizza prodotti cruelty free, ma innanzitutto…mi ha detto chi è, si è palesato attraverso il suo brand.

Quando deciderò finalmente di cambiare tinta o sistemare la mia acconciatura, la mia memoria mi aiuterà a scegliere ripescando tra le immagini, i video o i cartelloni pubblicitari in cui quel brand mi è apparso.

Cos’è allora la visibilità del brand?

Se dal punto di vista descrittivo possiamo definirla come l’ insieme degli elementi di identificazione, dal punto di vista dell’azione di marketing, la visibilità del brand è la sua presenza strategica, capace di andare ad occupare uno spazio significativo nella nostra memoria.

Covid 19 e messaggi su WhatsApp. Da oggi possiamo verificarne l’autenticità.

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di Maria Rosaria Iglio

Facebook lancia in Italia il progetto pilota di fact-checking per monitorare fake in materia di Coronavirus

Quanti messaggi avete ricevuto sul tema Covid19?

Dallo scoppio della pandemia tutti abbiamo ricevuto tramite WhatsApp messaggi di vario genere con informazioni allarmanti arrivate da pseudo medici e infermieri o consigli su rimedi miracolosi per prevenire la malattia.
Come verificare la veridicità delle notizie e come combattere la disinformazione?

In Italia il progetto pilota di fact-checking

Facebook non ha sottovalutato il problema e ha dato il via a un progetto pilota che parte proprio in Italia.
Di cosa si tratta? Di un’attività di fact-checking su WhatsApp che risponde all’iniziativa di co-regolamentazione definita da Agcom per affrontare la sfida della disinformazione sul Coronavirus attraverso le piattaforme digitali.

Il servizio si basa sulla partnership con Facta, il nuovo progetto di Pagella Politica, che è partner di Facebook in Italia dal 2018, nell’ambito del programma globale di fact-checking dell’azienda. ” (Fonte Facebook Italia)

Come funziona il servizio di fact-checking? Un numero a vostra disposizione

Il servizio di controllo funziona in maniera molto semplice ed immediata:
è stato messo a disposizione degli utenti un numero, il  +39 345 6022504 cui inviare i messaggi arrivati su WhatsApp riguardanti il Coronoavirus:
Può trattarsi di qualsiasi tipo di messaggio:

  • messaggio vocale
  • messaggio con immagini
  • messaggio con video

In questo modo il servizio può verificarne la veridicità e l’autenticità. Facta però non si limiterà a mandare una notifica all’utente che ha inviato la richiesta.
Se dovesse trattarsi di una nuova notizia falsa la inserirà su http://www.facta.news all’interno di un “un database di fatti e miti sul nuovo coronavirus, ad uso del pubblico e dei media come fonte di informazione”.

Le bufale purtroppo sono una  vera “malattia” che contamina piattaforme social e instant messaging. La lotta alle fake è una delle battaglie più difficili da combattere anche per il colosso di Mark Zuckerberg.
Un consiglio “memorizzate in rubrica il numero +39 345 6022504, così potrete condividere subito i messaggi sospetti“.

Real time marketing nell’emergenza

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Il real time marketing non è per tutti.

Mai come ora dobbiamo fare attenzione alla scelta delle strategie di marketing e comunicazione. Il dramma del Coronavirus ci ha messo di fronte ad un evento cui eravamo tutti assolutamente impreparati: non ci stupiremmo di fronte a un incidente in una centrale nucleare, a uno tsunami o a un terremoto, ma la pandemia non potevamo proprio prevederla.
Covid19 ha aggredito trasversalmente tutti noi e ha reso vano ogni nostro progetto di vita e di lavoro, almeno per il 2020.
La pandemia purtroppo non ha un suo target e una sua audience, la pandemia è democratrica e si diffonde con equità geografica e sociale.

Ma cosa c’entra tutto questo con il real time marketing?
Innanzitutto riprendiamone la definizione: “Il real time marketing è la capacità dell’azienda di essere reattiva, di rispondere velocemente, in modo non pianificato, agli stimoli esterni…” (Fonte Inside Marketing)

Detto questo è d’obbligo una riflessione: fino a quanto può spingersi un’azienda nello “sfruttare” un evento che colpisce profondamente la sensibilità comune?
Possiamo mettere sulla bilancia una crisi mondiale sanitaria ed economica con le esigenze individuali di brand awereness aziendale?

La reattività dell’azienda e la velocità nel mettere in campo una strategia di marketing non pianificata, come risposta ad un evento esterno non prevedibile, non è sicuramente il criterio di valutazione sulla base del quale riconosciamo una buona campagna di real time marketing.

L’azione di marketing non pianificata per essere efficace e corretta deve essere coerente ai valori aziendali, agli obiettivi di businnes e alla narrazione del brand.
L’instant o real time si riferisce all’evento e non ai valori, alla mission e al core business che sono già radicati nella storia aziendale .
Solo un’azione che li rispetti, tenendoli in dovuta considerazione, può giustificare la scelta del brand in tal senso.

Ebbene ecco perchè il real time marketing non è per tutti.
Non è una questione di capacità o velocità di risposta. E’ una questione di valori e di ascolto.
L’azienda ascolta il web e ne interpreta l’orientamento per rispondere con coerenza.
Il pregio del brand non sta solo nell’immediatezza della risposta, ma nel saper ascoltare e rispondere con intelligenza.

Il web è critico ed è sicuramente un’arma a doppio taglio. Una campagna incoerente o addirittura scorretta non sfugge all’occhio del web che può decretare il fallimento dell’immagine aziendale tanto velocemente quanto veloci e approssimativi siete stat6i voi nel comunicare.

Non dimentichiamo inoltre che per “essere sul pezzo”, come si usa dire, serve un plus che non tutti hanno: la creatività. Se questa manca si fanno davvero dei tremendi scivoloni, che costano caro al brand.

Non ci sono ricette ma quello che suggerisco è innanzitutto non dare l’impressione di voler sfruttare un evento drammatico, non discostatevi dai vostri obiettivi ed evitate le forzature.

Di fronte alla necessità di non rimanere in silenzio e di dover continuare a comunicare con la vostra community non strafate, siate sobri ed eleganti. Hic et nunc.

Real time ed engagement a tutti i costi? Ascoltate il mio consiglio: “affidatevi agli esperti”!

Vi propongo alcune campagne che sono piaciute al web.
Ricordate le Penne Lisce della Barilla rimaste da sole sugli scaffali dei supermercati razziati di tutto il resto?
Ecco De Cecco ha risposto, velocemente, con eleganza e scaltrezza.

E questa è Ceres, sempre sul pezzo! Ci fa rivivere un’esperienza negativa (come toccare un limone marcio in frigo) per invitarci ad un’azione corretta che può aiutarci a prevenire il contagio.

Non si fa riferimento al Coronavirus, non ce n’è bisogno.
La birra è un’immagine positiva associata al sapone e alla sua schiuma. “Il male” è come un limone marcio che ci sporca le mani.
Corriamo subito a lavarle!