Strategie social: i nuovi strumenti che agevoleranno il lavoro del vostro social team

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Non è una novità, ovviamente, che per promuovere la propria attività non si può prescindere dall’utilizzo dei social media e dalla conoscenza dei cosiddetti social media tool.

L’uso corretto e consapevole dei social network da parte delle aziende può portare al successo nel medio e lungo termine, portandole in breve tempo a farsi conoscere da un largo numero di persone. Il buon marketer, però, non può trascurare il fatto che, non basta semplicemente raggiungere più utenti possibili per conseguire i propri obiettivi professionali, soprattutto se questi sono diretti alla vendita di un prodotto o di un servizio. Ciò che fa la differenza è la capacità di generare engagement, ovvero la capacità di coinvolgere il pubblico del web e avvicinarlo ai servizi e ai prodotti aziendali.

Ogni marketer e consulente aziendale sa che l’azienda non può essere lasciata da sola nella scelta delle strategie, il marketer deve mantenere la rotta mettendo in piedi una vera e propria strategia editoriale, pianificando nei dettagli obiettivi e azioni:

  • a quale tipo di target rivolgersi
  • quale hashtag creare che si riferisca esclusivamente alla propria attività o a un proprio progetto specifico
  • quale contenuto mettere online, monitorandone i risultati
  • asccoltare i propri utenti per captarne i cambiamenti, modificando di conseguenza il proprio piano editoriale.

Di seguito verranno indicati diversi e nuovi strumenti che sulla base delle necessità e della disponibilità di budget semplificano la vita di marketers e social team!.

DOVE TROVARE CONTENUTI SEMPRE ATTUALI?

La ricerca e l’informazione su argomenti di tendenza nel proprio settore di operatività sono fondamentali per disporre di contenuti sempre aggiornati da condividere con il proprio pubblico
Dove trovare i contenuti? Spidwit  è un tool di content curation che permette di scoprire i migliori contenuti per il proprio settore verticale, creare dei post e condividerli sui propri canali.Il tool è disponibile in lingua italiana e con diversi piani tariffari a seconda delle proprie esigenze.

E PER IL CUSTOMER CARE?

L’utilizzo di canali emergenti per mantenere un filo diretto con i propri clienti è alla base dei moderni servizi di customer care.

Smooch è il tool che permette attraverso un’unica piattaforma di gestire i messaggi provenienti da diversi canali, è una soluzione che ben si sposa con il concetto di customer care delle aziende 2.0 . Il tool è disponibile in lingua inglese e oltre o alla versione free è possibile trovare soluzioni in abbonamento o “a consumo”.L’utilizzo di canali emergenti per mantenere un filo diretto con i propri clienti è alla base dei moderni servizi di customer care.

Ongair è un tool a pagamento per la messagistica integrata multicanale. Una soluzione web based che tiene traccia di tutte le conversazioni effettuate attraverso le app di instant messaging, che misura i tassi di risposta e che offre insights sulle interazioni effettuate integrandosi perfettamente con CRM come Zendesk e Freshadesk.

E PER IL TANTO AMATO EDITING DI FOTO E VIDEO?

Canva I social assumono sempre di più una dimensione visual e Canva si presenta come uno dei più semplici strumenti online per creare ed editare le immagini da postare sui propri canali. Un ricco archivio di immagini, diversi filtri da applicare alle foto e un’interfaccia semplice da utilizzare fanno di Canva uno strumento pratico e intuitivo. Il tool è disponibile sia per il web che per dispositivi mobile iOS.
Accanto ai tool per immagini, si affiancano i tool per creare contenuti video. Lumen5 è uno strumento gratuito che permette, partendo da un link e basandosi su un algoritmo di intelligenza artificiale, di generare il video-slide show di un articolo.

Sicuramente gli strumenti utili sono parecchi e sempre in aggiornamento. Per un marketer tenersi informato è un obbligo ed un piacere: ben vengano i nuovi tools che ci facilitano il lavoro.

(FONTE:Inside Marketing)

Guest Wi-Fi e la vetrina digitale in un negozio fisico

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di Maria Rosaria Iglio

Internet ha modificato le nostre abitudini di acquisto: navighiamo, scandagliamo, valutiamo, ci informiamo, acquistiamo e pretendiamo. Cosa pretendiamo? Coupon, promozioni mirate e tante altre attenzioni da parte del negozio online, che ci gratifichino e ci facciano sentire dei privilegiati.

Se entriamo in un negozio fisico è molto più difficile effettuare le azioni cui ci ha abituato il web, non siamo sicuri di avere  a portata di mano l’intera gamma dei prodotti e non riusciamo a mettere a confronto, in maniera minuziosa i vari prezzi. …e i coupon o i buoni acquisto che ci premiano per la nostra fedeltà dove sono?

Ebbene nell’era digitale è sempre più auspicabile che alcune abitudini acquisite online, non vengano a  mancare all’interno di un negozio fisico. E’ una lezione che i commercianti devono apprendere molto in fretta, sfruttando appieno le potenzialità della comunicazione digitale, per arrivare ad offrire ai propri clienti un’esperienza digitale analoga a quella online.

Con il web abbiamo metabolizzato dei meccanismi che ci fanno sentire più sicuri e più garantiti in fase di acquisto: pensate ad esempio alla possibilità di “interrogare” altri utenti, per avere un riscontro sulla qualità di un prodotto. Le recensioni condizionano parecchio le nostre scelte.

Un traguardo significativo nello sviluppo dell’esperienza digitale all’interno di un negozio fisico è il Guest Wi-Fi.

Come funziona?

Cito direttamente un articolo di Digital4Marketing e ne consiglio l’intera lettura.

Grazie al guest Wi-Fi, direttamente da terminale mobile, i retailer possono accogliere i clienti in negozio con un portale di benvenuto, in linea con la propria “immagine”, ingaggiarli esponendo nella vetrina digitale le ultime offerte, promuovendo i programmi di loyalty, incentivando l’utilizzo della mobile app, oppure coinvolgendoli in sondaggi mirati per conoscere i gusti e le preferenze della clientela.Il guest Wi-Fi, dunque, può accelerare il processo di trasformazione digitale, anche ottimizzando gli investimenti già esistenti. La chiave di volta è, tuttavia, la piattaforma che abilita i servizi a valore aggiunto over guest Wi-Fi. Infatti, solo scegliendo la soluzione giusta i retailer possono offrire il guest Wi-Fi aumentando sia la customer satisfaction sia i ricavi.”

Che dire?

Sentiremo parlare sempre più di Guest Wi-Fi e una sfida per noi marketer sarà proprio quella di acquisire le giuste competenze per preparare i nostri clienti del settore retail a “pensare digitale” anche offline!

Che ne dite? E’ un’interessante opportunità! Abbiamo “insegnato” alle aziende quanto fosse indispensabile  ” pensare social” – “pensare seo” e soprattutto “pensare ecommerce” (passatemi l’espressione), oggi parte una nuova sfida! 

WEBMASTER FAI DA TE? AHI AHI AHI AHI!

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seo_luganoSITO WEB E SEO UN CONNUBIO IRRINUNCIABILE

Facciamo una premessa

Quando un sito web può essere considerato di successo? Quando raggiunge i suoi obiettivi e, oggi, come è noto, un sito web può tendere a tanti e differenti obiettivi :

  • raccogliere e diffondere contenuti
  • fare incontrare più persone che condividono tra loro interessi comuni in una realtà virtuale
  • vendere i nostri prodotti online
  • presentare la nostra azienda
  • acquisire contatti e nuova clientela

La SEO in ciacuna di queste ipotesi è fondamentale per i motori di ricerca e assume un ruolo determinante per la buona riuscita del sito web.

Rivolgersi ad amici e parenti artisti del fai da te per ottenere assistenza siti web non sempre è la soluzione migliore per creare e mantenere aggiornata una pagina in modo tale che i motori di ricerca la propongano tra le prime della lista. Nel mondo virtuale esistono milioni di siti che vendono prodotti come il tuo, centinaia di migliaia di pagine che trattano argomenti simili a quello che proponi, e se è importante essere su Google lo è ancor di più essere tra quelli che il motore di ricerca propone per primi.” (fonte B&G Business & Gentlemen)

QUALI SONO LE REGOLE PER UN SITO WEB DI SUCCESSO?

Rivolgetevi a professionisti! Costruiranno per voi pagine che non rimarranno sconosciute,

E’ il problema che riscontrano molte aziende: siti ben “vestiti”, apperentemente “ben scritti” , che però non funzionano, non hanno visualizzazioni e non sono portati alla conoscenza dell’utente interessato. Fatevi trovare! Chiunque acceda ai motori di ricerca digitando parole collegate al vostro settore di competenza o agli articoli che vendete online, verrà indirizzato verso le prime pagine che risultano ottimizzate . E voi dove siete? Essere tra quelle pagine oppure rimanere indietro può fare la differenza.

Inutile dire che le regole di una buona SEO sono tante e soprattutto in continua evoluzione, ma rivolgersi a professionisti è la prima regola da seguire. Investire denaro e tempo rivolgendosi a pseudo web master fai da te vi farà perdere in partenza.

ESSERE I PRIMI SUI MOTORI NON BASTA! SIETE SOLO A META’ DELL’OPERA

Una regola da non trascurare in ambito SEO, a mio avviso, è anche quella di “scrivere” correttamente i contenuti e soprattutto creare per l’utente, un percorso di navigazione facilmente intuibile e soprattutto un percorso “guidato” da call to action, che invitino a compiere azioni mirate, che non distraggano l’utente dai contenuti e dalla semplice individuazione di ciò che potete offrire.

Se il percorso dell’utente è quello di digitare sui motori le parole d’interesse e trovare il vostro sito nelle prime posizioni, è anche indispensabile che continui la sua navigazione con quelle azioni che a voi interessano, come le compilazioni di form, l’acquisto di prodotti, le richieste di preventivi ecc.

In questo i professionisti sono indispensabili, perchè sapranno progettare per voi conversion form, call to action e soprattutto sapranno scrivere i contenuti del vostro sito seondo le regole per il web!

Volete saperne di più? Contact Logos in Progress Lugano

 

 

INSTAGRAM,NON POSSIAMO FARNE A MENO

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Instagram? Beh, oggi rientra assolutamente tra le strategie social che sviluppo per i miei clienti. In realtà, il più delle volte sono loro stessi a propormene l’utilizzo. Nella richiesta è passato al secondo posto, subito dopo Facebook, soppiantando Pinterest e Twitter.

Qual è stato il mio approccio iniziale a Instagram?

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Alla sua comparsa ho compreso subito quanto fosse accattivante per le nuove generazioni: i millennials e Instagram sembravano fatti gli uni per l’altro, la loro esigenza inesauribile di comunicare attraverso le immagini veniva e viene tuttora appagata così come è appagata la loro curiosità, a volte fin troppo morbosa, di sapere sempre più dei loro contatti, ricorrendo alle immagini postate.

Ma il passo è stato breve e Instagram si è subito rivelato valido strumento per le aziende.e visto che dai millennials possiamo apprendere spontaneità, curiosità e molto della loro originale creatività, prima di affidarmi ad un corso di formazione, mi sono rivolta ad una teenager, mia figlia, che mi ha aiutato nell’apprendere i meccanismi di pubblicazione e di ricerca dei contatti, ignara lei stessa di quali potenzialità il nuovo social presentasse per un marketer 🙂

Sono partita dal “basso”, ampliando la mia conoscenza attraverso successivi corsi più specifici e mirati allo sviluppo di Instagram nel marketing. Il grande salto di Instagram è datato luglio 2015, quando “… è entrato nel mondo dell’advertising” (consiglio la lettura di Ora è chiaro perchè Zuckerberg ha investito Istagram) A quel punto non ci si poteva più tirare indietro.

Qual è la situazione attuale?  Instagram oggi

Le aziende che non vogliono essere ignorate o dimenticate, soprattutto dalla generazione di consumatori più giovani, non possono non utilizzare Instagram. Conoscendolo e sviluppandolo al meglio possono sfruttare tante nuove opportunità.

Forrester l’ha eletto “il re dell’engagement sui social”, facendo riferimento al fatto che i post pubblicati dalle marche più importanti hanno un tasso di engagement per follower del 4,21%.

Instagram sta confermandosi quale social network di riferimento per attività di social media marketing … è un social media visivo, pertanto, i contenuti dei brand … e il valore semantico delle immagini possono emergere in un ambiente favorevole alla loro comprensione. Il layout della pagina di Instagram, grazie ad un feed minimale, pone al centro l’immagine favorendo la probabilità che i contenuti dei brand davvero rilevanti siano effettivamente visti dagli utenti (al contrario di quanto avviene su Twitter o Facebook)” (Fonte btboresette- articolo di Domenico Megali)

Come utilizzare Instagram? L'immagine è tutto!

Sono fondamentali alcuni accorgimenti che passano proprio dalla tipologia di questo social. Le foto rappresentative di un brand, di un prodotto o di un’attività devono rispettare canoni di ottima qualità. Mi riferisco in particolare alla qualità del contenuto, che

  • deve carpire l’attenzione con assoluta immediatezza

  • deve rappresentare con cura i dettagli che riconducono all’azienda

  • deve essere costruito per il target di riferimento

L’immagine di qualità è un contenuto di qualità, che, inutile ripeterlo, è fondamentale in qualsiasi strategia di content e visual marketing.

Le campagne e la landing page

Anche Instagram, come detto prima, è entrato nel mondo dell’ads e, al momento, con costi molto contenuti. Perché non sperimentare ? In questo caso è fondamentale

  • assicurarsi che la pagina di atterraggio della campagna sia ottimizzata per il mobile: questo sembra ovvio, ma non lo è. Instagram è mobile. Il traffico che si ottiene attraverso questa applicazione è puramente traffico mobile. E non bisogna dimenticare che ciò che conta è la conversione. Quindi è di vitale importanza ottimizzare la pagina di atterraggio per la conversione del traffico mobile.” (Fonte)

Ogni quanto pubblicare su Instagram?

Regolarità

Prima di decidere quando e quanto pubblicare è necessario prefissarsi un obiettivo: la regolarità della pubblicazione, elemento determinante affinché l’utente percepisca la serietà e credibilità del brand. Regolarità vuole anche dire discrezione: i followers non devono sentirsi sommersi dai vostri post. Non stancateli!

La maggior parte delle marche pubblica da uno a tre post al giorno. Per quanto riguarda l’orario in cui pubblicarli, dipenderà dal pubblico a cui sono diretti. Orario e frequenza, si possono determinare con semplici test: provate a pubblicare post a intervalli diversi e in momenti diversi della giornata e verificate quali ottengono i migliori risultati.

Un piano editoriale

La redazione di un calendario dei contenuti può aiutare ad avere un programma puntuale e preciso.

e più avanti parleremo degli influencer un capitolo che merita un maggiore approfondimento

PUBBLICARE SUI SOCIAL … QUANDO?

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Eh si, non perdiamo di vista gli obiettivi! Questo ci obbliga a tenere sempre presente chi è il nostro pubblico e attraverso quale piattaforma social comunichiamo.

Programmare campagne o pubblicare post sono azioni da calendizzare. La facile accessibilità ai social spesso ci inganna e un errore in cui potremmo incorrere è proprio quello di pubblicare solo quando ci è più comodo …

Il target invece è il primo fattore da tenere presente: basti pensare alle diverse abitudini di accesso tra adolescenti, giovani, adulti e senior senza dimenticare quanto possa essere determinante il fuso orario, se il proprio target è oltreoceano.

Quando intercettare il nostro pubblico?

Grazie alla ricerca condotta da What She Said Marketing Solutions in relazione ai momenti migliori e a quelli peggiori per pubblicare sui social media, abbiamo una infografica esplicativa ed istruttiva.

 

https://i0.wp.com/www.hostingvirtuale.com/blog/infografiche/quando-pubblicare-social.pngfonte What She Said Marketing Solutions

 

SNOWBOARDING A NEW YORK | IL VIDEO VIRALE CHE PIACE ANCHE AI MARKETERS

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Probabilmente molti di voi hanno già visto lo spettacolare video dei ragazzi che attraversano New York in snowboard. …Poche ore dopo essere andato online è diventato virale, arrivando in tre giorni a 10 milioni di visualizzazioni. E’ stato girato da un noto regista newyorkese, Casey Neistat in collaborazione con un gruppo di amici e ha una durata di 2 minuti e 41 secondi, tempo sufficiente per trasportare tutti in una dimensione di esaltazione ed emozione. Casey non è nuovo a queste esperienze, anzi il marketing attraverso contenuti e lo storytelling, sono alla base della sua attività promozionale, e nuovamente ci fa parlare di lui e del suo business.

snowboarding with the NYPD_1Come? Con questo bellissimo video in cui vediamo una New York imbiancata e felice, quella delle grandi strade generalmente più battute e più frequentate da newyorkesi e turisti, quella delle commedie hollywoodiane, quella che esalta. Come scrive, in un suo commento il blogger americano Raymond Coppinger questo video è una vera e propria lettera d’amore alla meravigliosa città in cui tutto è possibile. Perché ne parliamo? Sicuramente per riconfermare, se ancora ce ne fosse necessità, l’importanza della viralità dei contenuti nella comunicazione.

In questo più che in altri video possiamo trarre delle lezioni di marketing.

“Indipendentemente dal business di cui vi occupate, i prodotti che create o i servizi che fornite, la vera chiave di successo per la vostra azienda è proprio il racconto di una storia . Senza raccontare la vostra storia, sia attraverso la vostra voce o quella di un vostro cliente le vostre probabilità di successo sono notevolmente ridotte.” Nei contenuti che Casey crea, riesce ad essere innegabilmente se stesso e la sua personalità appare in maniera trasparente conferendo successo alla sua storia e coinvolgendo.

Il concetto di storytelling è ancora poco metabolizzato dalle aziende, che legate ad un concetto tradizionale di pubblicità e marketing, puntano ancora alla promozione del brand e della loro attività attraverso contenuti statici, in cui elogiano se stesse e i loro prodotti, senza creare una connessione effettiva con clienti, fan e utenti. Un video virale come quello di Casey, non è affatto lasciato al caso, è studiato e consapevolmente progettato, ma con un obiettivo preciso: creare una storia che emoziona e che ci fa affezionare a lui e al suo lavoro.

BURBERRY STRIZZA L’OCCHIO A SNAPCHAT E DIVENTA IL FASHION BRAND PIU’ DIGITALE

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Burberry scalza Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton e riconquista lo scettro di brand più digitale nell’annuale classifica Fashion Digital Index stilata da L2. (Fonte) Quest’ultima è una realtà che si occupa della valutazione delle performance digitali dei marchi e che misura l’attività di 83 brand sul web.
Quali sono i dati presi in considerazione per stilare questa analisi?
Offerta del sito web, e-commerce, digital marketing e attività sui social media. Per Burberry è un ritorno in vetta, dove era due anni fa: lo scorso anno, invece, il marchio guidato da Christopher Bailey era sceso al sesto posto lasciando libere le prime posizioni a Gucci, Coach e Tory Burch.
Quest’anno, i primi posti sono occupati, oltre che da Burberry, da Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton.
La carta vincente giocata quest’anno da Burberry è stata la scelta di approdare sue piattaforme ancora poco utilizzate dai fashion brand: Periscope e Snapchat. Sorprendenti le cifre comunicate dalla stessa Burberry: il sito mobile ha visto triplicare le vendite nell’ultimo anno,lo
show di Burberry per la primavera-estate 2016 ha generato 200 milioni di visite sulla piattaforma Snapchat, mentre l’account di Twitter, lanciato nel 2009, ha raggiunto i 5 milioni di follower nel mondo. Burberry, infine, ha sottolineato di essere stato il primo brand a lanciare un canale dedicato su Apple Music.
Social media, piattaforme web di nuova generazione, e-commerce e digital marketing se ben utilizzati rappresentano le fondamenta del marketing di successo, ma attenzione …se mal gestite si ritorcono negativamente contro lo stesso brand, come un boomerang. (Melegatti è uno degli ultimi esempi)

Tecnologia ed emozione a braccetto nelle nuove strategie di mobile marketing

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“…Non dimentichiamo che siamo umani”

E’ quello che mi viene da dire dopo aver letto un bellissimo articolo di Gilad Bechar ( accademico influente, presso l’Università di Tel Aviv, docente di Mobile Marketing and New-Media )

Al di là di quelli che potrebbero essere aspetti tecnici, interessanti più per gli addetti ai lavori, il concetto espresso da Bechar è che, per quanto tutto stia andando verso il digitale e il mobile, la tecnologia non deve sostituirsi all’emozione, ma lavorare con essa.

Negli ultimi tempi sempre più applicazioni mobile hanno introdotto elementi umani: persone al di là degli algoritmi… e pare funzionino di più. Naturalmente in questo caso ogni aspetto dell’umanità di un utente viene considerato ai fini di un miglioramento e perfezionamento delle strategie di mobile marketing. Basti pensare che le “migliori connessioni”, più precisamente le applicazioni mobili di maggior successo, sono proprio quelle che facilitano la connessione da uomo a uomo. L’applicazione funziona ed è performante proprio quando fonda il proprio sistema anche sul collegamento diretto tra esseri umani e non solo tra umani e algoritmi. L’emozione del consumatore non si misura in algoritmi, per parlare la lingua degli utenti e dei clienti i brands non devono mai trascurare la componente umana. Direi che se il marketing da un lato influenza le emozioni dall’altro deve anche ascoltarle.

Insomma l’interazione tra app e utente/consumatore può essere “umanizzata”, perchè qualsiasi tipo di interazione che si basi sulle emozioni umane è molto più forte e più profonda di quella che si basa su messaggi tecnici e sterili.

Mentre gesti umani e intuitività sono stati ampiamente discussi da anni in relazione alle potenzialità di successo del mobile, la psicologia comportamentale per il mobile marketing non è ancora tenuta in considerazione quanto dovrebbe.

Per un mobile marketing di successo dobbiamo capire le persone e i loro comportamenti più intimi e, in futuro, probabilmente ogni app diventerà più intelligente e sarà maggiormente in sintonia con i nostri programmi, le nostre preferenze personali e anche con gli errori che facciamo.

Per approfondire aspetti tecnici consiglio la lettura integrale dell’articolo (vai al link)

IL TUO SITO NON E’ RESPONSIVE? NON E’ OTTIMIZZATO PER I DISPOSITIVI MOBILI? GOOGLE TI PENALIZZA!

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IL TUO SITO WEB NON E' A MISURA DI SMARTPHONE? DEVI INTERVENIRE SUBITO!

Se ne è parlato tanto e poi, il 21 Aprile 2015 è arrivato!  E’ l’algoritmo di Google annunciato già nel mese di febbraio, che ha portato alla Mobile Geddon, una vera e propria rivoluzione (mobile-armageddon), che favorisce i siti mobile friendly e penalizza quelli che non sono ottimizzati per smartphone, tablet e tutti i dispositivi mobili. Sebbene Google abbia dichiarato che il nuovo algoritmo sarà applicato solo alle ricerche effettuate con i dispositivi mobili, resta da vedere se nei prossimi mesi ci saranno dei cambiamenti anche nelle versioni desktop.

Google ci ha abituati a continui cambiamenti dell’algoritmo con cui indicizza i siti web: Panda, Penguin e Pigeon sono solo alcune di queste revisioni. Ogni modifica ha cambiato sensibilmente il modo con cui il motore di ricerca genera la SERP (le pagine con i risultati di ricerca).
Nel caso della MobileGeddon la rivoluzione è più profonda e porta il web ad essere sempre più vicino ai dettami di Google: un web a misura di smartphone appunto mobile friendly.
È evidente quanto l’uso di internet su device sia in aumento. L’accesso quotidiano a internet da smartphone è soggetto ad una incontrollabile ascesa: come registra Business Insider, il 60% del traffico web negli USA è generato da smatphone e tablet; secondo l’Osservatorio del Politecnico di Torino, in Italia gli acquisti tramite e-commerce nel 2015 saranno per il 25% effettuati tramite mobile.
Quindi, è naturale che il web abbia bisogno di un “incentivo” ad adeguarsi alle nuove tecnologie e alle dimensioni ridotte dei dispositivi; solo che per molti, questa novità sembra una vera e propria imposizione, in quanto forza la Rete ad adeguarsi al modello di dettato da Google

NON AVETE UN SITO RESPONSIVE OTTIMIZZATO PER I DISPOSITIVI MOBILI?

Gli effetti si faranno sentire fin da subito! Se avete basato il vostro business proprio sul web, purtroppo vedrete scendere drasticamente il rank nella SERP di Google.
In sostanza, sono penalizzati quei siti che fanno uso di software esterni per visualizzare i contenuti (vedi Flash e Silverlight), che richiedono di zoomare per poter leggere il testo o che non adattano il layout alla dimensione dello schermo (distinguendo adeguatamente la pubblicità dai contenuti).

COME INTERVENIRE?
Ecco alcuni suggerimenti per evitare la penalizzazione:
Se hai creato il tuo sito o blog con i consueti CMS come Joomla o WordPress, accertati di aver utilizzato un template responsive, ovvero che si adatti in base alla dimensione dello schermo. Se non lo fosse, valuta di sostituirlo o di aggiornarlo con uno più adeguato.
Dimentica Flash (finalmente – “morto” da tempo). Se hai una splash page, delle animazioni o dei contenuti realizzati in Flash o Silverlight, controlla che sia disponibile una versione sostitutiva in HTML. Questi formati, infatti, non sono supportati da quasi nessun dispositivo mobile in commercio.

…ANCHE GOOGLE TI VIENE IN AIUTO
Google ha messo a disposizione le linee guida con cui definisce un sito mobile friendly e ha un’intera sezione dedicata allo sviluppo di mobile-sites. (Fonte notizia)

DESIDERI UNA CONSULENZA PER SAPERNE DI PIU’? DEVI CREARE UN NUOVO SITO PER LA TUA AZIENDA? Puoi compilare il form e ti contatteremo

Ecommerce e T shirt

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Si chiama #Tshirtmania è il nuovo progetto ( sarà presto on line) che ho sviluppato con la staff di Studio Logos in Progress (agenzia di comunicazione con sede a Lugano) e Seriland, azienda italiana del settore serigrafia e stampa digitale su tessuto.Moschino_018_1366.450x675

Di cosa ci siamo occupati?
Innanzitutto della programmazione di una campagna social, della progettazione di un sito istituzionale, di uno shop online e di un blog dedicato esclusivamente alle news dal mondo della Tshirt.
Sì, perchè esiste un vero e proprio mondo, un credo, che vede la Tshirt come un must da indossare, attraverso cui esprimere il proprio mood.
Presto sarà attivo online uno shop in cui l’azienda proporrà magliette con ogni tipo di grafica, immaginabile e inimmaginabile: dall’era della Tshirt bianca siamo passati a quella della Tshirt stampata. Messaggi, loghi, immagini del nostri idoli,vip, sportivi, tutto quanto parla di noi.
Riporto di seguito l’articolo che ho pubblicato sul blog Tshirtmania

“Per i giovani è una seconda pelle, per gli over 30 funziona nel tempo libero e in vacanza.

Confortevole come una canottiera ma, a differenza di questa, non disdicevole se mostrata al mondo, la T-shirt è stata una innovazione rivoluzionaria degli anni ’50. Una  maglietta basica di cotone candido a forma di T, appunto, composta da tre rettangoli: il più grande per il corpo, gli altri per le maniche. Mutuata dall’esercito e dai penitenziari Usa (insieme a chinos di tela e camicie di denim), si è diffusa universalmente come indumento unisex, pratico, fresco e anche sexy: indimenticabile Marlon Brando con i bicipiti scolpiti da una T-shirt, conturbante quanto basta. Nei decenni la T-shirt si è evoluta: nella qualità del cotone, nei colori e soprattutto nei disegni e nelle scritte, fino a diventare un vero manifesto da indossare. (Fonte)

audrey_tshirt1Per chi come noi si occupa della personalizzazione di capi di abbigliamento e di stampa  su tessuto, la maglietta rappresenta da sempre un prodotto di fascino. “(Giorgio Battaglia, Titolare e fondatore Seriland dal 1980)

Una maglietta oggi è un inequivocabile strumento di comunicazione, che parla del vostro mood, della vostra vita, di uno stato d’animo o di una provocazione, di battute divertenti.
E’ facile vederla indossata da vip, sportivi, personaggi del cinema e gente comune.  
La T-shirt del terzo millennio è colorata o stampata con soggetti grafici di design è la magliettae ha preso il posto della sua più basica e sobria antenata.
Una cosa è certa la T-shirt non ha sesso e non ha età: si adatta ad ogni target e ad ogni generazione
Soprattutto è un capo di abbigliamento sempre economico e alla portata di tutti.
Anche negli anni 2000 la parola d’ordine è T-Shirt mania
Maria Rosaria Iglio