Guest Wi-Fi e la vetrina digitale in un negozio fisico

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di Maria Rosaria Iglio

Internet ha modificato le nostre abitudini di acquisto: navighiamo, scandagliamo, valutiamo, ci informiamo, acquistiamo e pretendiamo. Cosa pretendiamo? Coupon, promozioni mirate e tante altre attenzioni da parte del negozio online, che ci gratifichino e ci facciano sentire dei privilegiati.

Se entriamo in un negozio fisico è molto più difficile effettuare le azioni cui ci ha abituato il web, non siamo sicuri di avere  a portata di mano l’intera gamma dei prodotti e non riusciamo a mettere a confronto, in maniera minuziosa i vari prezzi. …e i coupon o i buoni acquisto che ci premiano per la nostra fedeltà dove sono?

Ebbene nell’era digitale è sempre più auspicabile che alcune abitudini acquisite online, non vengano a  mancare all’interno di un negozio fisico. E’ una lezione che i commercianti devono apprendere molto in fretta, sfruttando appieno le potenzialità della comunicazione digitale, per arrivare ad offrire ai propri clienti un’esperienza digitale analoga a quella online.

Con il web abbiamo metabolizzato dei meccanismi che ci fanno sentire più sicuri e più garantiti in fase di acquisto: pensate ad esempio alla possibilità di “interrogare” altri utenti, per avere un riscontro sulla qualità di un prodotto. Le recensioni condizionano parecchio le nostre scelte.

Un traguardo significativo nello sviluppo dell’esperienza digitale all’interno di un negozio fisico è il Guest Wi-Fi.

Come funziona?

Cito direttamente un articolo di Digital4Marketing e ne consiglio l’intera lettura.

Grazie al guest Wi-Fi, direttamente da terminale mobile, i retailer possono accogliere i clienti in negozio con un portale di benvenuto, in linea con la propria “immagine”, ingaggiarli esponendo nella vetrina digitale le ultime offerte, promuovendo i programmi di loyalty, incentivando l’utilizzo della mobile app, oppure coinvolgendoli in sondaggi mirati per conoscere i gusti e le preferenze della clientela.Il guest Wi-Fi, dunque, può accelerare il processo di trasformazione digitale, anche ottimizzando gli investimenti già esistenti. La chiave di volta è, tuttavia, la piattaforma che abilita i servizi a valore aggiunto over guest Wi-Fi. Infatti, solo scegliendo la soluzione giusta i retailer possono offrire il guest Wi-Fi aumentando sia la customer satisfaction sia i ricavi.”

Che dire?

Sentiremo parlare sempre più di Guest Wi-Fi e una sfida per noi marketer sarà proprio quella di acquisire le giuste competenze per preparare i nostri clienti del settore retail a “pensare digitale” anche offline!

Che ne dite? E’ un’interessante opportunità! Abbiamo “insegnato” alle aziende quanto fosse indispensabile  ” pensare social” – “pensare seo” e soprattutto “pensare ecommerce” (passatemi l’espressione), oggi parte una nuova sfida! 

Il Natele 2016 è sempre più digitale con tantissime applicazioni per far divertire i bambini!

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calendario_avvento_digitaleBasta scaricarle dagli store online e sono parecchie, sono le applicazioni nate per i più piccini e che sicuramente piacciono anche a noi grandi. Ecco quindi che per dare al nostro smartphone un veste più natalizia, tra le tante applicazioni non devono mancare queste divertenti novità: digitali e al tempo stesso tradizionali sono le tante applicazioni per il Calendario dell’Avvento. Prese dalla tradizione, che dal 1° al 24 dicembre, ha sempre voluto regalare ai bambini delle sorprese quotidiane, oggi animano i nostri smartphone…

Calendario dell’Avvento 2016: elfi in missione per salvare il Natale

Ecco quindi che il calendario dell’avvento digitale, come vuole la tradizione, accompagnerà i bambini dal 1 al 24 dicembre, con 24 episodi coinvolgenti, che racconteranno l’avventura di alcuni elfi impegnati a salvare il Natale. Ogni giorno i bambini potranno premere su una nuova casella e scoprire cosa gli aspetta: puzzle da risolvere, avventure da affrontare, tutto a sfondo natalizio. La storia è raccontata come se fosse un poema e ogni bambino potrà impersonare uno degli elfi e sentirsi il protagonista della storia.

Calendario dell’Avvento 2016 è sicuramente una delle migliori applicazioni per aspettare l’arrivo di Babbo Natale con i propri bambini. L’applicazione è gratuita ed è disponibile solamente per gli utenti Android.

DIVERTIAMOCI INSIEME AI NOSTRI BAMBINI…

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Scopri altre applicazioni a questo link – E’ molto esaustivo. C’è da divertirsi!

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BURBERRY STRIZZA L’OCCHIO A SNAPCHAT E DIVENTA IL FASHION BRAND PIU’ DIGITALE

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Burberry scalza Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton e riconquista lo scettro di brand più digitale nell’annuale classifica Fashion Digital Index stilata da L2. (Fonte) Quest’ultima è una realtà che si occupa della valutazione delle performance digitali dei marchi e che misura l’attività di 83 brand sul web.
Quali sono i dati presi in considerazione per stilare questa analisi?
Offerta del sito web, e-commerce, digital marketing e attività sui social media. Per Burberry è un ritorno in vetta, dove era due anni fa: lo scorso anno, invece, il marchio guidato da Christopher Bailey era sceso al sesto posto lasciando libere le prime posizioni a Gucci, Coach e Tory Burch.
Quest’anno, i primi posti sono occupati, oltre che da Burberry, da Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton.
La carta vincente giocata quest’anno da Burberry è stata la scelta di approdare sue piattaforme ancora poco utilizzate dai fashion brand: Periscope e Snapchat. Sorprendenti le cifre comunicate dalla stessa Burberry: il sito mobile ha visto triplicare le vendite nell’ultimo anno,lo
show di Burberry per la primavera-estate 2016 ha generato 200 milioni di visite sulla piattaforma Snapchat, mentre l’account di Twitter, lanciato nel 2009, ha raggiunto i 5 milioni di follower nel mondo. Burberry, infine, ha sottolineato di essere stato il primo brand a lanciare un canale dedicato su Apple Music.
Social media, piattaforme web di nuova generazione, e-commerce e digital marketing se ben utilizzati rappresentano le fondamenta del marketing di successo, ma attenzione …se mal gestite si ritorcono negativamente contro lo stesso brand, come un boomerang. (Melegatti è uno degli ultimi esempi)

Tecnologia ed emozione a braccetto nelle nuove strategie di mobile marketing

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“…Non dimentichiamo che siamo umani”

E’ quello che mi viene da dire dopo aver letto un bellissimo articolo di Gilad Bechar ( accademico influente, presso l’Università di Tel Aviv, docente di Mobile Marketing and New-Media )

Al di là di quelli che potrebbero essere aspetti tecnici, interessanti più per gli addetti ai lavori, il concetto espresso da Bechar è che, per quanto tutto stia andando verso il digitale e il mobile, la tecnologia non deve sostituirsi all’emozione, ma lavorare con essa.

Negli ultimi tempi sempre più applicazioni mobile hanno introdotto elementi umani: persone al di là degli algoritmi… e pare funzionino di più. Naturalmente in questo caso ogni aspetto dell’umanità di un utente viene considerato ai fini di un miglioramento e perfezionamento delle strategie di mobile marketing. Basti pensare che le “migliori connessioni”, più precisamente le applicazioni mobili di maggior successo, sono proprio quelle che facilitano la connessione da uomo a uomo. L’applicazione funziona ed è performante proprio quando fonda il proprio sistema anche sul collegamento diretto tra esseri umani e non solo tra umani e algoritmi. L’emozione del consumatore non si misura in algoritmi, per parlare la lingua degli utenti e dei clienti i brands non devono mai trascurare la componente umana. Direi che se il marketing da un lato influenza le emozioni dall’altro deve anche ascoltarle.

Insomma l’interazione tra app e utente/consumatore può essere “umanizzata”, perchè qualsiasi tipo di interazione che si basi sulle emozioni umane è molto più forte e più profonda di quella che si basa su messaggi tecnici e sterili.

Mentre gesti umani e intuitività sono stati ampiamente discussi da anni in relazione alle potenzialità di successo del mobile, la psicologia comportamentale per il mobile marketing non è ancora tenuta in considerazione quanto dovrebbe.

Per un mobile marketing di successo dobbiamo capire le persone e i loro comportamenti più intimi e, in futuro, probabilmente ogni app diventerà più intelligente e sarà maggiormente in sintonia con i nostri programmi, le nostre preferenze personali e anche con gli errori che facciamo.

Per approfondire aspetti tecnici consiglio la lettura integrale dell’articolo (vai al link)

IoT INTERNET OF THINGS

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Iot: l’internet delle cose e il ruolo attivo degli oggetti collegati alla reteIoT-Graphic

Partiamo dalla piu’ immediata e  semplice definizione prendendo come fonte Wikipedia

Internet delle cose (o, più propriamente, Internet degli oggetti o IoT, acronimo dell’inglese Internet of Things) è un neologismo riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. L’Internet delle cose è vista come una possibile evoluzione dell’uso della Rete. Gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri.

ESEMPI

Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le piante comunicano all’innaffiatoio quando è il momento di essere innaffiate, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo, i vasetti delle medicine ti avvisano se  dimentichi di prendere un farmaco. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.

QUAL E’ LO SCOPO?

L’obiettivo dell’internet delle cose è di far sì che il mondo elettronico tracci una mappa di quello reale, dando un’identità elettronica alle cose e ai luoghi dell’ambiente fisico. Gli oggetti e i luoghi muniti di etichette di identificazione a radio frequenza (Rfid) o Codici QR comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili come i telefoni cellulari. E’ una definizione che andrebbe sicuramente approfondita soprattutto perchè l’evoluzione dell’IoT va ad interessare differenti campi di applicazione. E naturalmente non possiamo non tenere presente le criticità cui si espone.

CRITICHE

Le maggiori critiche fatte sino ad ora all’IoT riguardano due aspetti: la sicurezza e la privacy. Le aziende stanno già lavorando su soluzioni che rendano sicuri gli oggetti da attacchi di hacker, anche se dobbiamo aspettarci in futuro la necessità di antivirus o altri sistemi di protezione, proprio per gli oggetti e non più solo per i computer.

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PERCHE’ L’IoT INTERESSA I MARKETER?

Ora è evidente che se ritorniamo all definizione riportata sopra “… gli oggetti e i luoghi muniti di etichette Identificazione a radio frequenza (Rfid) o Codici QR comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili come i telefoni cellulari…”, comprendiamo e intuiamo immediatamente quali opprotunità possa aprirsi per le strategie di marketing. L’Internet delle cose o degli oggetti, come è stato soprannominato, è un argomento che ogni marketer dovrebbe tenere in considerazione, fin da subito: è infatti più attuale di quanto si possa immaginare. Innanzitutto ci obbliga a vedere le azioni di marketing in modo nuovo, non possiamo più limitarci a capire cosa vogliono utenti e consumatori. Sicuramente non è finita l’era del prosumer, ma ne avanza un’altra al suo fianco quella in cui il consumer va “intercettato in tempo reale”.iot_inphografic

L’esempio lampante che mi aiuta a spiegare questa definizione l’ho preso da Marketo.com: immaginiamo che grazie a un segnale un’ auto informi il proprietario che una ruota sta per sgonfiarsi e contemporaneamente mandi il segnale anche al negozio di riparazioni piu’ vicino: quest’ultimo potrà fissare un appuntamento e magari applicare anche uno sconto per il  servizio offerto. Insomma la realtà viene tracciata ai fini di una strategia di marketing e sfruttando l’Iot ci troviamo in tempo reale a soddisfare una richiesta (in questo caso di servizi) e anticipiamo i nostri competitors che non sfruttano il sistema.

Ecco un’infografica esplicativa.

Fonte Marketo.com