Il Natele 2016 è sempre più digitale con tantissime applicazioni per far divertire i bambini!

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calendario_avvento_digitaleBasta scaricarle dagli store online e sono parecchie, sono le applicazioni nate per i più piccini e che sicuramente piacciono anche a noi grandi. Ecco quindi che per dare al nostro smartphone un veste più natalizia, tra le tante applicazioni non devono mancare queste divertenti novità: digitali e al tempo stesso tradizionali sono le tante applicazioni per il Calendario dell’Avvento. Prese dalla tradizione, che dal 1° al 24 dicembre, ha sempre voluto regalare ai bambini delle sorprese quotidiane, oggi animano i nostri smartphone…

Calendario dell’Avvento 2016: elfi in missione per salvare il Natale

Ecco quindi che il calendario dell’avvento digitale, come vuole la tradizione, accompagnerà i bambini dal 1 al 24 dicembre, con 24 episodi coinvolgenti, che racconteranno l’avventura di alcuni elfi impegnati a salvare il Natale. Ogni giorno i bambini potranno premere su una nuova casella e scoprire cosa gli aspetta: puzzle da risolvere, avventure da affrontare, tutto a sfondo natalizio. La storia è raccontata come se fosse un poema e ogni bambino potrà impersonare uno degli elfi e sentirsi il protagonista della storia.

Calendario dell’Avvento 2016 è sicuramente una delle migliori applicazioni per aspettare l’arrivo di Babbo Natale con i propri bambini. L’applicazione è gratuita ed è disponibile solamente per gli utenti Android.

DIVERTIAMOCI INSIEME AI NOSTRI BAMBINI…

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Scopri altre applicazioni a questo link – E’ molto esaustivo. C’è da divertirsi!

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BURBERRY STRIZZA L’OCCHIO A SNAPCHAT E DIVENTA IL FASHION BRAND PIU’ DIGITALE

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Burberry scalza Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton e riconquista lo scettro di brand più digitale nell’annuale classifica Fashion Digital Index stilata da L2. (Fonte) Quest’ultima è una realtà che si occupa della valutazione delle performance digitali dei marchi e che misura l’attività di 83 brand sul web.
Quali sono i dati presi in considerazione per stilare questa analisi?
Offerta del sito web, e-commerce, digital marketing e attività sui social media. Per Burberry è un ritorno in vetta, dove era due anni fa: lo scorso anno, invece, il marchio guidato da Christopher Bailey era sceso al sesto posto lasciando libere le prime posizioni a Gucci, Coach e Tory Burch.
Quest’anno, i primi posti sono occupati, oltre che da Burberry, da Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton.
La carta vincente giocata quest’anno da Burberry è stata la scelta di approdare sue piattaforme ancora poco utilizzate dai fashion brand: Periscope e Snapchat. Sorprendenti le cifre comunicate dalla stessa Burberry: il sito mobile ha visto triplicare le vendite nell’ultimo anno,lo
show di Burberry per la primavera-estate 2016 ha generato 200 milioni di visite sulla piattaforma Snapchat, mentre l’account di Twitter, lanciato nel 2009, ha raggiunto i 5 milioni di follower nel mondo. Burberry, infine, ha sottolineato di essere stato il primo brand a lanciare un canale dedicato su Apple Music.
Social media, piattaforme web di nuova generazione, e-commerce e digital marketing se ben utilizzati rappresentano le fondamenta del marketing di successo, ma attenzione …se mal gestite si ritorcono negativamente contro lo stesso brand, come un boomerang. (Melegatti è uno degli ultimi esempi)

IPOCONDRIACI GIOITE ! GOOGLE STA PENSANDO A VOI

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SIETE IPOCONDRIACI ? SE NON VI BASTASSERO LE INFORMAZIONI GIA’ PRESENTI NEL WEB, NON PREOCCUPATEVI! ORA GOOGLE AGGIORNERA’ L’ELENCO E LA DESCRIZIONE DELLE MALATTIE.

Beh, che gli ipocondriaci abusino della ricerca su Google, non è una novità. Ne sa qualcosa la maggior parte di noi…  🙂

Ebbene per non lasciarci mai a bocca asciutta Google ha annunciato che sta aggiornando in maniera massiva il proprio database relativo alle malattie e ai loro sintomi.Ipocondria

Sapete perchè Google ha intrapresoo questa iniziativa?
Tutto è accaduto all’inizio di agosto quando a New York City si è registrata la presenza di un focolaio della malattia del legionario, una forma rara e potenzialmente fatale di polmonite, che a quanto pare molte persone non conoscevano, visto proprio l’impennata della ricerca con un picco del 1000%.

Visto il rischio di panico in questo come in altri casi e visto che, frequentemente gli utenti danno interpretazioni errate dei sintomi, mettendo in difficoltà i loro medici, Google ha deciso di pubblicare anche una versione ” PDF scaricabile”, contenente informazioni precise e dettagliate: una vera e propria scheda tecnica.

Secondo quanto annunciato da Google, la scheda in pdf sarebbe stata richiesta dagli stessi medici, molto probabilmente perché erano stanchi di litigare con i loro pazienti.

 

 

 

Native advertising e content marketing: il fascino del perfetto mix tra pubblicità e contenuto

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Pubblico di seguito un interessante articolo di Patrick Albano, VP Advertising Solutions EMEA, Yahoo , che riesce a inquadrare molto bene il concetto secondo cui alle aziende si aprano nuove possibilità e opportunità di comunicare i loro messaggi in maniera naturale ed efficace proprio grazie alla continua evoluzione della fruizione di contenuto digitale e mobile.

Amate di più il content marketing o il native advertising? Ebbene la lettura di questo articolo aiuta tutti noi operatori del settore a capire che si tratta di due realtà che devono andare di pari passo, affiancarsi e non escludersi. Come dice Patrick Albano ” … Content marketing e native advertising sono spesso strettamente associati e, a volte, anche considerati sinonimi. Questo accade perché, spesso, chi fa content marketing utilizza il native advertising per distribuire il proprio contenuto. Nonostante questo, però, il native advertising non è solo un’opportunità per distribuire contenuto, è un modo per chiunque faccia marketing di parlare con il proprio target…”

Ecco tutto il testo. Buona lettura!

Il native advertising rappresenta il cuore di un movimento interno al digital advertising. Se per molti publisher questo format viene preferito per la sua capacità di abbinarsi a forma e funzione di un contenuto editoriale o di un’esperienza di prodotto, per i pubblicitari rappresenta un modo efficace di comunicare i loro messaggi di marketing, in maniera più naturale.

Man mano che la fruizione di contenuto digitale e mobile si evolve, anche le opportunità per il native advertising crescono. La prossima generazione di esperienze digitali sarà infatti più visuale, feed driven e personalizzata, e anche il native si evolverà allo stesso modo.

In qualità di leader di settore, è importante per noi alimentare questa nuova opportunità e stare attenti a non ostacolare la crescita del native advertising rinchiudendolo dentro confini troppo stretti. Esso infatti si presenta sotto molte forme a partire dal search advertising (la prima forma di native) all’advertising in stream, a formati che includono giochi e altro ancora.

Content marketing e native advertising sono spesso strettamente associati e, a volte, anche considerati sinonimi. Questo accade perché, spesso, chi fa content marketing utilizza il native advertising per distribuire il proprio contenuto. Nonostante questo, però, il native advertising non è solo un’opportunità per distribuire contenuto, è un modo per chiunque faccia marketing di parlare con il proprio target.

Un buon esempio è rappresentato dalla vasta gamma di native advertising che incontriamo ogni giorno attraverso l’advertising “in stream”, ovvero la serie dei messaggi pubblicitari presenti nel flusso di contenuto che appare quando visitiamo i nostri siti preferiti. In questo flusso, la pubblicità è un mix spesso ben fatto di messaggi che possono essere offerti in tempo reale, download di applicazioni o contenuti video così come messaggi di content marketing.

I consumatori moderni si aspettano che questi flussi portino loro i contenuti migliori e le informazioni più utili, e che i messaggi pubblicitari siano personalizzati, rilevanti, e che riguardino argomenti su cui siano invogliati a rispondere. La trasparenza è fondamentale per mantenere la fiducia dei consumatori ed è importante che la pubblicità sia comunque evidenziata come tale affinché sia sempre riconoscibile rispetto al contenuto editoriale.

Con l’evolversi del settore e di chi realizza campagne marketing, editori e consumatori saranno sempre più immersi nel flusso del native advertising e vedremo questo formato diventare sempre più appealing per un pubblico sempre più vasto. E’ importante che come leader di settore supportiamo questo interesse del mercato per favorire l’innovazione e per continuare a sostenere esperienze digitali di grande qualità per tutti gli attori coinvolti.

 

Ecommerce e T shirt

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Si chiama #Tshirtmania è il nuovo progetto ( sarà presto on line) che ho sviluppato con la staff di Studio Logos in Progress (agenzia di comunicazione con sede a Lugano) e Seriland, azienda italiana del settore serigrafia e stampa digitale su tessuto.Moschino_018_1366.450x675

Di cosa ci siamo occupati?
Innanzitutto della programmazione di una campagna social, della progettazione di un sito istituzionale, di uno shop online e di un blog dedicato esclusivamente alle news dal mondo della Tshirt.
Sì, perchè esiste un vero e proprio mondo, un credo, che vede la Tshirt come un must da indossare, attraverso cui esprimere il proprio mood.
Presto sarà attivo online uno shop in cui l’azienda proporrà magliette con ogni tipo di grafica, immaginabile e inimmaginabile: dall’era della Tshirt bianca siamo passati a quella della Tshirt stampata. Messaggi, loghi, immagini del nostri idoli,vip, sportivi, tutto quanto parla di noi.
Riporto di seguito l’articolo che ho pubblicato sul blog Tshirtmania

“Per i giovani è una seconda pelle, per gli over 30 funziona nel tempo libero e in vacanza.

Confortevole come una canottiera ma, a differenza di questa, non disdicevole se mostrata al mondo, la T-shirt è stata una innovazione rivoluzionaria degli anni ’50. Una  maglietta basica di cotone candido a forma di T, appunto, composta da tre rettangoli: il più grande per il corpo, gli altri per le maniche. Mutuata dall’esercito e dai penitenziari Usa (insieme a chinos di tela e camicie di denim), si è diffusa universalmente come indumento unisex, pratico, fresco e anche sexy: indimenticabile Marlon Brando con i bicipiti scolpiti da una T-shirt, conturbante quanto basta. Nei decenni la T-shirt si è evoluta: nella qualità del cotone, nei colori e soprattutto nei disegni e nelle scritte, fino a diventare un vero manifesto da indossare. (Fonte)

audrey_tshirt1Per chi come noi si occupa della personalizzazione di capi di abbigliamento e di stampa  su tessuto, la maglietta rappresenta da sempre un prodotto di fascino. “(Giorgio Battaglia, Titolare e fondatore Seriland dal 1980)

Una maglietta oggi è un inequivocabile strumento di comunicazione, che parla del vostro mood, della vostra vita, di uno stato d’animo o di una provocazione, di battute divertenti.
E’ facile vederla indossata da vip, sportivi, personaggi del cinema e gente comune.  
La T-shirt del terzo millennio è colorata o stampata con soggetti grafici di design è la magliettae ha preso il posto della sua più basica e sobria antenata.
Una cosa è certa la T-shirt non ha sesso e non ha età: si adatta ad ogni target e ad ogni generazione
Soprattutto è un capo di abbigliamento sempre economico e alla portata di tutti.
Anche negli anni 2000 la parola d’ordine è T-Shirt mania
Maria Rosaria Iglio

 

WEB E CENSURA NELLA NUOVA CAMPAGNA DI PSIPHON

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…E SE ANCHE IL TUO PAESE CENSURASSE I SOCIAL NETWORK?social_censored

Sono almeno 25 i Paesi in cui milioni di utenti di Internet subiscono ancora la censura: la libertà di espressione non è un diritto acquisito per tutti. Ho scelto di segnalare una nuova campagna di comunicazione che ha affidato ad immagini assolutamente inequivocabili, la condanna della censura applicata ai social piu’ diffusi e conosciuti. Si tratta del lavoro commissionato da Psiphon alla agenzia canadese Rack & Pinion Creative. Le immagini sono realizzate attraverso un “semplice” lavoro di applicazione di sculture di carta, rappresentanti le icone dei vari social network, su poster colorati, affiancate da frasi pungenti ed ironiche. social_censura1Psiphon è un browser open source web il cui obiettivo è quello di eludere la censura in quei paesi in cui la libertà di espressione è limitata e l’accesso a certi siti web è bloccato. E’ uno strumento rivelatosi molto utile soprattutto per gli utenti Android che hanno avuto problemi di censura a causa del paese in cui vivono. Grazie a questa applicazione, si può navigare in maniera davvero libera. La censura del web è un fenomeno endemico purtroppo sono anora troppi i Paesi che applicano con disinvoltura lucchetti telematici alle informazioni scomode agli apparati di potere particolarmente influenti. Inutile dire che stiamo paralando di Paesi come la Cina, l’Iran, l’Arabia Saudita. Psiphon è stato sviluppato presso il Citizen Lab dell’Università di Toronto e appartiene alla categoria dei web proxy che si offrono di scandagliare il network globale dietro richiesta dell’utente. Dà la possibilità a quegli utenti dei paesi con l’accesso alla rete censurato, di sfruttare i proxy server presenti nelle nazioni non interessate dal problema. Diversamente da altri servizi di proxy e di camuffamento delle connessioni, psiphon basa il suo funzionamento sul concetto di “network di fiducia” per distribuire gli indirizzi dei server d’uscita, rendendo i suddetti più difficili da individuare e bloccare. twitter_censura_caratteriUna riflessione per tutti coloro che, come noi, possono utilizzare liberamente il web…!