Serial killer e utente online … Quante analogie! E’ pur sempre una questione di analisi comportamentale

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Sapete cosa dico ai miei clienti o agli allievi dei miei corsi quando introduco il discorso sulla creazione e gestione delle pagine social?

Una parte del lavoro che dovrete svolgere, richiede che siate dei veri profilers” . Sarà la mia passione, esagerata, per il “mondo del crimine (in tv) “, ma, tra caccia al soggetto ignoto e ricerca dell’utente tipo, vedo molte assonanze.

Se siete fan della serie Criminal Minds (o delle altrettanto note serie tv  Law & Order: Criminal Intent, Profiler – Intuizioni mortaliMindhunter o di film di successo comeIl silenzio degli innocenti) sapete di cosa sto parlando: i profilers hanno il compito di individuare un profilo criminale che permetta di portare alla luce un soggetto criminale ignoto. Come lo fanno? Attraverso tecniche e competenze acquisite con studi di psicologia, medicina, criminologia e avvalendosi del prezioso supporto della casistica e della analogia con casi già risolti. Naturalmente le mie nozioni in materia si limitano ad una esperienza da fiction, non è il mio campo e preferisco che il mio faccia a faccia con un serial killer sia filtrato da uno schermo, mentre me ne sto comoda sul divano. Certo è che la figura del profiler mi aiuta molto a rendere l’idea.

E’ proprio così! Quando create una pagina facebook o un account instagram, quando lavorate alla seo del vostro sito, dovrete avere ben chiaro il “profilo del vostro utente tipo“, quel  soggetto ignoto, del quale dovrete scoprire, gusti, preferenze, ricerche effettuate online, richieste specifiche di prodotti o servizi, posizione geografica, età, sesso…

Questa “analisi comportamentale” può avvenire solo ed esclusivamente online ed è definita profilazione utente e si basa sulla lettura e analisi dei dati di comportamento che ciascuno di noi ha in rete.

Un nostro like è una manifestazione di interesse, un click sul banner posizionato nella home page del sito che stiamo consultando fa sapere al web che stiamo cercando un particolare servizio. Click, like, condivisioni, esattamente come accade con le azioni di un serial killer, sono azioni che riconducono alla nostra “identità digitale”, quella identità che un sito aziendale o una pagina social ben costruiti devono saper intercettare.

Ricordate che “l’analisi digitale comportamentale” va affidata a professionisti, ma la consocenza del vostro lavoro, di come e perchè lo svolgete è innanzitutto una vostra risorsa, che potrete sfruttare nelle strategie di social e web marketing.

Seguite i vostri amici, guardate quello che pubblicano, guardate quello che condividono e portateli alle vostre pagine convertendoli in clienti o testimonial: e come nela caso di un serial killer, l’utente tipo potrebbe essere proprio un vostro amico, un amico di un amico e, ovviamente, anche un perfetto estraneo.

 

Zuckerberg mantiene la parola! E voi avete già ricevuto la nuova notifica di facebook?

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Quante applicazioni abbiamo usato tramite il login di facebook? Ebbene è ora di dare una controllatina e rimuovere quei siti e quelle app che non utilizziamo più e ai quali abbiamo dato accesso alle nostre informazioni personali.

Come fare? Zuckerberg ci aiuta inviandoci una notifica e un link e soprattutto snellendo e velocizzando la procedura. Ecco di seguito la notifica di Facebook

E’ così che dal 15 Aprile alcuni utenti registrati su facebook hanno iniziato a ricevere una notifica non appena effettuato l’accesso al proprio account personale di Facebook.
Si tratta di uno dei tanti provvedimenti che la compagnia con sede a Menlo Park ha deciso di attuare in seguito al datagate causato dall’uso inappropriato dei dati da parte di Cambridge Analytica.

La notifica è arrivata puntuale dopo che  Mark Zuckerberg si è presentato davanti al Congresso degli USA, ammettendo le proprie colpe e responsabilità e promettendo maggiore trasparenza..

Il team che lavora dietro le quinte di Facebook ha già attuato diverse contromisure per arginare il problema:

  1. Sono in corso indagini per analizzare una ad una tutte le applicazioni che hanno richiesto l’accesso attraverso il login di Facebook, e che pertanto hanno potuto mettere le mani su informazioni sensibili condivise dall’utente sul proprio profilo;
  2. Sarà limitato l’accesso ai dati degli iscritti da parte degli sviluppatori;
  3. Vengono messi a disposizione degli utenti strumenti di facile utilizzo per avere un maggiore controllo della propria privacy.

In quest’ultimo rientra anche la notifica che sta comparendo sulle bacheche degli utenti di Facebook che recita:

Protezione delle tue informazioni

Sappiamo quanto sia importante che i tuoi dati siano al sicuro e stiamo semplificando il modo in cui puoi decidere con quali app condividere le tue informazioni.
Puoi accedere alla sezione App e siti web delle tue impostazioni in qualsiasi momento, per vedere a quali app e siti web hai effettuato l’accesso tramite Facebook. Puoi anche rimuovere quelli che non vuoi più che siano connessi a Facebook.

Al di sotto del messaggio, un pratico pulsante con la dicitura “Vai alle Impostazioni” permette di accedere in maniera immediata alla sezione che raccoglie tutte le applicazioni che abbiamo utilizzato attraverso il login di Facebook e, nel caso, di revocare il consenso a quelle sospette o non più utilizzate.

Si tratta di una manovra di notevole importanza perché esistono alcune applicazioni, in passato davvero virali, che sotto le mentite spoglie di innocenti giochi o quiz hanno ricevuto dagli stessi iscritti l’autorizzazione per ottenere informazioni come:

  • Rete di contatti
  • Gruppi ai quali si è iscritti
  • Post sul diario
  • Relazioni
  • Posizioni lavorative
  • Grado di istruzione
  • Indirizzo e-mail
  • Città di origine o attuale
  • Compleanno
  • Eventi
  • Foto
  • Contenuti a cui è stato lasciato un “Mi Piace”

In realtà, va detto che Facebook è sempre stato molto cauto quando si trattava della privacy dei suoi iscritti, e negli ultimi anni gli utenti hanno avuto gradualmente più controllo sui propri dati inseriti nel mondo del social network.

Oggi, però, gli sforzi di Facebook sono tutti in direzione della semplicità e della trasparenza, per questo motivo procedure che prima risultavano lunghe e noiose ora sono state rese più semplici ed immediate: basta un tap o un click sul pulsante mostrato dalla recente notifica per decidere se lasciare che applicazioni, servizi o software possano continuare ad accedere alle nostre info, oppure se fermare lo spionaggio.(fonte)