SITI E RESPONSIVE DESIGN

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Il tuo sito è stato creato prima del 2015?

Scopri se Google l’ha tagliato fuori dalla ricerca

Fai il test di responsività

Tagliato fuori dalla ricerca su google?
Il tuo sito forse è stato penalizzato.
Dal 21 Aprile 2015 Google ha modificato il proprio algoritmo e se il tuo sito non è responsive non piace al motore di ricerca.
Cosa vuol dire responsive?
I visitatori devono poter vedere il tuo sito, ottimizzato per le diverse dimensioni dello schermo da cui guardano:
 | COMPUTER | TABLET | SMARTPHONE |
Hai già provato a vedere se il tuo sito passa il Test di responsività? E’ un sistema messo a disposizione da google per vedere se il tuo sito è navigabile anche da smartphone e tablet.

Verifica la navigabilità del tuo sito. Provalo ora facendo clik al link di seguito:

Prova Test
Che risultato hai ottenuto?

Appare il testo:”Fantastico. Questa pagina è ottimizzata per i dispositivi mobili.” ? Allora puoi stare tranquillo.
Non è così?  Non preoccuparti non è successo solo a te! Noi possiamo aiutarti creando un nuovo sito responsive per la tua attività.

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Serial killer e utente online … Quante analogie! E’ pur sempre una questione di analisi comportamentale

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Sapete cosa dico ai miei clienti o agli allievi dei miei corsi quando introduco il discorso sulla creazione e gestione delle pagine social?

Una parte del lavoro che dovrete svolgere, richiede che siate dei veri profilers” . Sarà la mia passione, esagerata, per il “mondo del crimine (in tv) “, ma, tra caccia al soggetto ignoto e ricerca dell’utente tipo, vedo molte assonanze.

Se siete fan della serie Criminal Minds (o delle altrettanto note serie tv  Law & Order: Criminal Intent, Profiler – Intuizioni mortaliMindhunter o di film di successo comeIl silenzio degli innocenti) sapete di cosa sto parlando: i profilers hanno il compito di individuare un profilo criminale che permetta di portare alla luce un soggetto criminale ignoto. Come lo fanno? Attraverso tecniche e competenze acquisite con studi di psicologia, medicina, criminologia e avvalendosi del prezioso supporto della casistica e della analogia con casi già risolti. Naturalmente le mie nozioni in materia si limitano ad una esperienza da fiction, non è il mio campo e preferisco che il mio faccia a faccia con un serial killer sia filtrato da uno schermo, mentre me ne sto comoda sul divano. Certo è che la figura del profiler mi aiuta molto a rendere l’idea.

E’ proprio così! Quando create una pagina facebook o un account instagram, quando lavorate alla seo del vostro sito, dovrete avere ben chiaro il “profilo del vostro utente tipo“, quel  soggetto ignoto, del quale dovrete scoprire, gusti, preferenze, ricerche effettuate online, richieste specifiche di prodotti o servizi, posizione geografica, età, sesso…

Questa “analisi comportamentale” può avvenire solo ed esclusivamente online ed è definita profilazione utente e si basa sulla lettura e analisi dei dati di comportamento che ciascuno di noi ha in rete.

Un nostro like è una manifestazione di interesse, un click sul banner posizionato nella home page del sito che stiamo consultando fa sapere al web che stiamo cercando un particolare servizio. Click, like, condivisioni, esattamente come accade con le azioni di un serial killer, sono azioni che riconducono alla nostra “identità digitale”, quella identità che un sito aziendale o una pagina social ben costruiti devono saper intercettare.

Ricordate che “l’analisi digitale comportamentale” va affidata a professionisti, ma la consocenza del vostro lavoro, di come e perchè lo svolgete è innanzitutto una vostra risorsa, che potrete sfruttare nelle strategie di social e web marketing.

Seguite i vostri amici, guardate quello che pubblicano, guardate quello che condividono e portateli alle vostre pagine convertendoli in clienti o testimonial: e come nela caso di un serial killer, l’utente tipo potrebbe essere proprio un vostro amico, un amico di un amico e, ovviamente, anche un perfetto estraneo.

 

Logos in Progress | La tua web agency

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Privacy dei minori online, come tutelarla

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Per anni, a partire dall’avvento di internet e in particolare del fenomeno social network, abbiamo sostenuto l’importanza della condivisione di contenuti in rete, come strategia di marketing vincente per aziende e organizzazioni.

E’ il ruolo di noi marketers è il nostro business.

Oggi le cose non sono cambiate, anzi, le strategie possono essere supportate da strumenti online sempre più performanti e dalla nascita di specilaisti del settore, che sono diventati figure indispensabili all’interno delle aziende.

…ma possiamo fermarci qui? Forse sì, nulla ci vieta di andare avanti a testa bassa senza guardarci intorno e senza tenere in considerazione le derive del mondo internet .

Se da un lato le dinamiche social e il mondo internet rappresentano una risorsa di business per le aziende e e organizzazioni, dall’altro sono diventati una vera trappola per chi li utilizza in maniera impropria, mettendo a rischio la propria privacy e la propria sicurezza.

… mi riferisco ai singoli individui che con i loro profili popolano il mondo del web.

Credo sia fondamentale per chi ha una maggiore conoscenza dei nuovi strumenti di comunicazione, dare il proprio contributo di informazione e formazione ai cittadini digitali, perchè la loro presenza nel web sia più consapevole e responsabile.

Oggi condivido un articolo di  Eleonora Tricarico , pubblicato da Ninja Marketing, voce autorevole, in materia di comunicazione digitale.

Di cosa si parla? Di quanto conta oggi la privacy dei minori e di quali siano i rischi che ancora alcuni genitori ignorano. Non dimentichiamo che la legge tutela l’immagine…e prevede conseguenze penali per il trattamento illecito di dati

Se siete genitori che spesso pubblicano e condividono immagini dei propri figli minori, vi invito alla lettura dell’articolo andando a questo link.

FURTO D’IDENTITA’ IN RETE

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di Maria Rosaria Iglio

Furto d’identità e cybercrime

Social network e servizi interattivi online fanno parte della nostra quotidianità, ma c’è un dettaglio che non sempre cogliamo o che sottovalutiamo:se nella vita reale siamo spesso riservati, poco generosi nel dare informazioni personali e diffidenti nei confronti dello “sconosciuto”, online pecchiamo tutti di ingenuità e la quantità di dati che riguardano la sfera della nostra privacy finiscono in rete in maniera sempre più esponenziale.

Così gli hacker, sempre in agguato, hanno iniziato a sviluppare nuove tecniche, come il social engineering ma non solo, che permettono di rubare password e nome utente di servizi online (come social network e personal banking) grazie a quelle stesse informazioni che noi ingenuamente immettiamo in rete.

Uno degli effetti principali di questa attività è il furto di identità. Gli hacker riescono a entrare in possesso di password, nomi utenti, dati bancari, numeri di carta di credito e altri dati personali e li utilizzano per fingersi persone che in realtà non sono. È tra le attività di cybercrime più pericolose e subdole e fa registrare tassi di crescita altissimi: ogni anno, milioni di internauti in tutto il mondo (complice anche i data breach delle grandi aziende) vedono la loro identità online messa a repentaglio dagli attacchi di hacker e cybercriminali vari. (fonte)

Ma è possibile proteggerci? Per fotuna sì!
Partiamo dalle email: è uno dei consigli che potrebbe sembrare molto banale e scontato, ma dobbiamo fare attenzione  all’indirizzo di posta elettronica di chi  spedisce l’email. Lo spam e il phishing sono i mezzi preferiti dagli hacker per entrare in possesso dei vostri dati personali. La nostra banca o un qualsiasi ente finanziario non ci chiederà mai i nostri dati personali o i dati di accesso al conto online via email. È buona norma, quindi, non fornirli e non effettuare l’accesso tramite link che trovate in messaggi di posta sospetti. Se siete dubbiosi sull’effettiva provenienza della email e sulle informazioni che riporta, effettuate l’accesso ai servizi di personal banking connettendovi direttamente al sito della banca.

…e l’antivirus? Eh sì non dobbiamo sottovalutarne l’efficacia: per proteggere il nostro computer e la nostra identità da attacchi provenienti da hacker,  un buon antivirus è sempre una garanzia così come tenere sempre aggiornati i nostri programmi. Gli hacker utilizzano backdoor, trojan  e gli antivirus con gli antimalware sono l’unico modo per rimanere al riparo da pericoli di questo genere.

La navigazione sicura: mettiamo al sicuro la nostra rete Wi-Fi utilizzando uno standard crittografico adeguato. Se il nostro router ha già impostata una chiave crittografica abbastanza sicura (basata ad esempio sullo standard WPA2 a 256 bit) non va cambiata e soprattutto non va disattivato mai l’accesso via password alla nostra rete senza fili. La navigazione è più sicura se navighiamo in incognito o tramite una connessione criptata, magari utilizzando una VPN o software come HTTPS Everywhere.

L’importanza della password: per comodità spesso utilizziamo sempre la stessa password per tutti i nostri account ma in questo modo siamo più facilmente hackerabili e perderemmo in un solo colpo, l’accesso a tutti i servizi online che utilizziamo. E’ consigliabile  una password differente per ogni servizio web a cui siamo iscritti, ma sappiamo nche quanto sia difficile ricordare tutte. Fortunatamente esistono programmi ed estensioni per browser – come ad esempio LastPass – che ci possono aiutare in questo compito.

La prudenza innanzitutto: sarebbe opportuno che online fossero presenti il minor numero di informazioni personali sul nostro conto. Non dovremmo sovraccaricare i nostri account social (come Facebook, Twitter e Foursquare) con informazioni e dati che ci riguardano personalmente. Non è necessario, ad esempio, effettuare il check-in su Foursquare quando si è in banca: qualche malintenzionato potrebbe aspettarci fuori dal portone e rubarci quanto appena prelevato (oppure obbligarci a prelevare).

E’ buona norma limitare il più possibile le cerchie d’amicizia (virtuali) sui social network: “non parlare con gli sconosciuti” è un monito assolutamente attuale, perché non possiamo mai sapere chi si nasconde dietro una tastiera e uno schermo.

 

 

Lasceresti tuo figlio ore da solo per strada? … e online?

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di Maria Rosaria Iglio

Ci affanniamo e non poco, per insegnare ai nostri figli come attraversare la strada, come diffidare degli sconosciuti o semplicemente come andare in bicicletta, senza cadere e farsi male.

Perché?

E’ così semplice rispondere: perché li amiamo e li proteggiamo. L’esperienza, i fatti di tutti i giorni ci hanno abituati a stare in guardia e ad essere molto diretti con in nostri figli, parlando loro esplicitamente di tutta quella serie di pericoli che potrebbero incontrare nella vita quotidiana: ai giardini o all’oratorio, in autobus o alla stazione, a scuola o in palestra. Siamo altrettanto previdenti rispetto al web? Siamo così preoccupati? Conosciamo l’entità del pericolo che potrebbero correre utilizzando smartphone, computer o Ipad?

Di norma non “demonizzo” l’uso dei social e del web da parte dei ragazzi, anzi, ne apprezzo l’opportunità di approfondimento e conoscenza, ma “demonizzo” l’atteggiamento superficiale di noi adulti, che nella stragrande maggioranza dei casi, veniamo meno al nostro obbligo di protezione e tutela.

Perché se non li abbandoniamo ore da soli per strada, li lasciamo ore online? Perché se ci preoccupiamo di fargli indossare tutte le protezioni del caso, per farsi una corsetta in bicicletta, non ci preoccupiamo di attivare tutti i sistemi di controllo messi a disposizione dalla rete per tutelarli?

E non mi riferisco solo ai bambini e agli adolescenti, perchè  il problema tocca anche quei soggetti fragili per i quali normalmente intervengono e decidono persone cui viene affidata la loro tutela.

Il pericolo ha nuove frontiere e siamo obbligati a conoscerle: si chiamano cyberbullismo, sexting, dipendenza, stalking, ransomware, fake news o chat non sicure… e i nuovi nemici si chiamano troll, haters, pedofili in rete,falsi profili…

Un quadro molto ampio di rischi e derive che potrebbe farci sentire spiazzati, soli e poco preparati, ma non è così, anzi il messaggio che mi sento di dare è più che positivo: possiamo strutturarci iniziando a conoscere meglio quel mondo in cui bazzicano spesso i nostri figli; la rete e i social. Questo non ci obbliga ad utilizzare per forza Facebook o Instagram, ma almeno a conoscerne i regolamenti di iscrizione, le possibilità di gestione della privacy e della sicurezza, le dinamiche di pubblicazione e condivisione.

Lo sapete che Facebook tutela i minori? Lo sapete che Instagram ha un proprio decalogo dedicato a tutti i ragazzi, su come dovrebbero o non dovrebbero essere i contenuti delle loro foto? Informiamoci e creiamo i profili social dei nostri figli insieme a loro, insegnandogli innanzitutto a non mentire sull’età e a comprendere che tutto quello che scrivono, pubblicano e condividono “rimarrà per sempre in rete”, con tutte le conseguenze del caso (anche penali).

Qualche riga più su ho scritto che la rete mette a disposizione strumenti di tutela che possiamo attivare sui dispositivi che utilizzano i nostri figli: li conoscete? Purtroppo non basta scaricare alcuni software, per lo più gratuiti, ad esempio antispam o antivirus e mettere una password d’accesso, niente di più sbagliato. Questo genere di supporti non riescono in alcun modo a proteggere i fragili internauti dai pericoli.

E’ molto meglio installare su smartphone, pc e tablet i parental control; software che permettono di bloccare subito una pagina web sospetta, alcuni seguono molto da vicino la navigazione dei ragazzi, ad esempio sono in grado di registrare le attività e i materiali che non sono sicuri per il pubblico più giovane.

Mi sento di consigliarvi alcune applicazioni tra le più utilizzate nel mondo e testate con successo dagli utenti: Net Nanny, Kaspersky Safe Kids, Anti-Porn ( ma ne esistono molte altre)

NETNANNY

Sì, è proprio lei, la babysitter della rete. Un bambino dovrebbe essere sempre guidato dai propri genitori quando naviga in Rete, ma non sempre è possibile, per cui è necessario che i genitori si adoperino per garantire la sicurezza dei minori nelle ore che trascorrono da soli sui loro dispositivi. NetNanny è un software, che risponde a una serie di finalità, tra cui impedire l’accesso a un certo tipo di contenuti nocivi. E’ una piattaforma che permette ai genitori di gestire in maniera accurata i contenuti cui i più piccoli possono accedere quando utilizzano il computer o lo smartphone. Disponibile per Windows, macOS, Android e iOS, mette a disposizione strumenti quali il controllo parentale, filtro anti pornografia, difesa dal cyberbullismo e molto altro ancora. Il tutto è basato su un sistema di controllo cloud che consente di scansionare in diretta le pagine che si stanno visitando evitando, così, che i più piccoli possano accedere a contenuti – o applicazioni – non adatte alla loro età.

KASPERSKY SAFE KIDS

Suite di protezione a 360 gradi, non protegge i vostri bambini solamente quando navigano online, ma consente anche di monitorarne spostamenti e movimenti, avvisandovi nel caso in cui si allontanino da una safe area stabilita da voi. Disponibile per computer (Windows e Mac) e smartphone (Android e iPhone), Kaspersky Safe Kids permette di selezionare natura e tipologia dei contenuti che i più piccoli possono visualizzare e , allo stesso tempo, controllare modalità di utilizzo del computer e dello smartphone. Oltre a impostare un tempo massimo di utilizzo giornaliero, Safe Kids dà modo di controllare chiamate e messaggi in uscita e l’attività dei propri figli su Facebook.

ANTI-PORN

Il porno è forse una delle nostre maggiori preoccupazioni, ma sappiate che esistono diversi strumenti che permettono di proibire l’accesso a siti hard di ogni genere. Anti-Porn è un’estensione per Chrome e Firefox che impedisce ai giovani internauti di visitare siti a luci rosse: grazie a una piattaforma cloud, monitora costantemente milioni di siti web e miliardi di pagine per aggiornare continuamente la black list di portali dai quali i più giovani devono stare alla larga.

Ne esistono davvero parecchie e tutte molto utili, ma vorrei consigliarvi di prendere confidenza anche voi con quel mondo che tanto affascina i vostri figli, così da saperli accompagnare in ogni loro esperienza in rete.

CONTENT IS KING E’ ANCORA UNA INCONFUTABILE VERITA’

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CONTENT IS KING!
Sapete chi l’ha detto?

Un tale di nome Bill Gates, che già nel 1996, a speigazione di questa sua affermazione diceva: ” … se chiedete alle persone di accendere il computer per leggere su uno shermo, allora devono essere ricompensate con informazioni approfondite e aggiornate, che possono esplorare a piacere. Hanno bisogno di avere l’audio e, magari, pure dei video. Hanno bisogno di un’opportunità per il coinvolgimento personale che va ben al di là di quella offerta dall’editoriale di una rivista”.

Questo è il punto ancora oggi: offrire informazioni e creare coinvolgimento. Questo è il content marketing!

Una vera strategia di content marketing per le aziende non può non basarsi sulla produzione di contenuti, che rappresentino la chiave ideale per entrare in contatto con il loro pubblico e realizzare un rapporto di fiducia con l’utente finale.

E’ un lavoro che richiede costanza e coerenza: pubblicare con periodicità i contenuti e far sì che propongano soluzioni effettive all’utente.

Ecco perchè il primo consiglio per le aziende è quello di creare contenuti utili e necessari e, se si ha l’intenzione di dar vita a una strategia di content marketing strutturata, rispettare alcuni step obbligatori che consentono di raggiungere gli obiettivi di business.

In ogni strategia e in ogni azione di marketing, fare chiarezza sugli obiettivi è prioritario, perchè ad essi va subordinato ogni step successivo:

  • allineare blog, sito web e social media
  • identificare le caratteristiche del target di riferimento per creare contenuti realmete utili e interessanti
  • stabilire dove pubblicare i contenuti, tenendo in considerazione dove troverete il vostro pubblico
  • misurare e interpretare i dati relativi alle conversioni, alla brand reputation e all’effettivo engagement ottenuto
  • stabilire un piano editoriale, che rispetti costanza e periodicità delle pubblicazioni.

 

 

 

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Aziende – L’assistenza clienti diventa sempre più social e virtuale, grazie ai chatbot!

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di Maria Rosaria Iglio

Piccole e medie imprese, l’assistente virtuale e i chatbot

Cosa sono i chatbot?

La parola chatbot è una crasi tra chat e robot e rappresenta quei software capaci di interagire con le persone umane. Solitamente con la parola bot si intende dei sistemi capaci di utilizzare le stesse “strategie” comunicative degli umani in modo da portare avanti una conversazione. Sono molti i bot presenti sulla Rete, ognuno con caratteristiche e funzionalità differenti. I chatbot sono una piccola nicchia che sta conquistando sempre più spazio e sempre più aziende. Infatti, sono principalmente le società a essere interessate alle potenzialità dei chatbot. Utilizzare l’intelligenza artificiale per offrire dei servizi aggiuntivi ai propri clienti è uno degli obiettivi futuri delle aziende. Sicuramente non sono ancora adatti alle grandi aziende, ma per le piccole e medie imprese che vogliono offrire un servizio supplementare ai propri utenti, possono essere molto utili.

L’ultima azienda a implementare i chatbot all’interno dei propri servizi è stata proprio Facebook, che, seguendo l’esempio di Telegram, ha permesso alle aziende, ma anche ai semplici utenti, di utilizzare un assistente virtuale per dare informazioni in modo automatico.

Se Facebook e le sue pagine aziendali hanno l’obiettivo di offrire all’utenza un vero e proprio servizio di assistenza oltre che di comunicazione e informazione, i chatbot rapprresentano quel passo in più verso il prefezionamento di questo obiettivo… siamo  sempre più vicini ad identificare una pagina facebook aziendale con un vero e proprio call center o un centralino.” (Maria Rosaria Iglio per Logos in Progress)

Come funzionano?

Al momento i chatbot sono utilizzati principalmente per servizi di customer service. Le aziende integrano sul sito internet un servizio di assistenza clienti: dietro alla faccia sorridente di un ragazzo o di una ragazza si nascondono dei chatbot controllati dall’intelligenza artificiale. Ma gli assistenti personali stanno prendendo sempre più piede anche all’interno delle applicazioni di messaggistica istantanea: prima sono stati lanciati su Telegram e poi su Facebook Messenger. In Italia sono ancora poco diffusi, ma negli Stati Uniti sono oramai una realtà.

…ma l’intelligenza artificiale ha ancora dei limiti

Nonostante i grandi miglioramenti dell’intelligenza artificiale, i chatbot non hanno ancora le capacità comunicative degli esseri umani. Gli algoritmi vengono aggiornati e migliorati quotidianamente e i chatbot sono capaci di elaborare e processare milioni di informazioni in pochissimi secondi, ma l’interazione uomo-uomo è ancora un passo in avanti. Inoltre, i chatbot non sono capaci di rispondere a domande complicate o elaborate in modo particolare. Il futuro sarà sicuramente degli assistenti virtuali, ma saranno necessari ancora un paio di anni prima che riescano a esprimere tutte le loro potenzialità.

Secondo voi è complicato creare un chatbot?

Per nulla! Su Internet è possibile trovare dei servizi che permettono di creare degli assistenti virtuali in cinque minuti senza avere delle grandi conoscenze informatiche.

Motion AI, ad esempio,permette di strutturare l’albero delle risposte e di creare un chatbot a seconda delle proprie necessità. La costruzione del proprio assistente avviene attraverso dei moduli che vanno collegati tra di loro fino alla realizzazione di un vero e proprio chatbot. Si può decidere che la risposta alla domanda debba essere un sì, un no o qualcosa di più complicato. La parte più complicata può essere la concatenazione logica delle risposte, ma bastano un paio di minuti per capire come funziona. Esistono altri servizi sulla Rete che offrono un servizio simile.

(fonte)

 

I NUMERI DEI SOCIAL NETWORK

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E’ una delle informazioni che le aziende richiedono quando proponi strategie di social marketing. “Quanti utenti hanno facebook, instagram e gli altri?” Di seguito riporto due infografiche relative agli ultimi numeri diffusi a fine 2016, riguardo gli utenti attivi (utenti con almeno un’azione digitale al mese, login, like, share, view) e registrati sui più famosi social network.

utenti-social-media-mondo

utenti-social-media-italia

Fonte

In territorio Svizzero, dove svolgo parte della mia attività possiamo dire negli ultimi tre anni l’utilizzo dei social ha visto un trend in continua ascesa: tanto è vero che rispetto al periodo tra 2014 e 2015 è stato rilevato un aumento del 51,3%, a cavallo tra il 2015 ed il 2016.Presto in arrivo i dati della crescita tra 2016 e 2017. Certo è che oggi sono circa 3,4 milioni gli svizzeri che passano il proprio tempo online e considerando che il totale degli utenti del web in Svizzera è di 5,8 milioni, si può parlare di numeri ottimi.