FURTO D’IDENTITA’ IN RETE

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di Maria Rosaria Iglio

Furto d’identità e cybercrime

Social network e servizi interattivi online fanno parte della nostra quotidianità, ma c’è un dettaglio che non sempre cogliamo o che sottovalutiamo:se nella vita reale siamo spesso riservati, poco generosi nel dare informazioni personali e diffidenti nei confronti dello “sconosciuto”, online pecchiamo tutti di ingenuità e la quantità di dati che riguardano la sfera della nostra privacy finiscono in rete in maniera sempre più esponenziale.

Così gli hacker, sempre in agguato, hanno iniziato a sviluppare nuove tecniche, come il social engineering ma non solo, che permettono di rubare password e nome utente di servizi online (come social network e personal banking) grazie a quelle stesse informazioni che noi ingenuamente immettiamo in rete.

Uno degli effetti principali di questa attività è il furto di identità. Gli hacker riescono a entrare in possesso di password, nomi utenti, dati bancari, numeri di carta di credito e altri dati personali e li utilizzano per fingersi persone che in realtà non sono. È tra le attività di cybercrime più pericolose e subdole e fa registrare tassi di crescita altissimi: ogni anno, milioni di internauti in tutto il mondo (complice anche i data breach delle grandi aziende) vedono la loro identità online messa a repentaglio dagli attacchi di hacker e cybercriminali vari. (fonte)

Ma è possibile proteggerci? Per fotuna sì!
Partiamo dalle email: è uno dei consigli che potrebbe sembrare molto banale e scontato, ma dobbiamo fare attenzione  all’indirizzo di posta elettronica di chi  spedisce l’email. Lo spam e il phishing sono i mezzi preferiti dagli hacker per entrare in possesso dei vostri dati personali. La nostra banca o un qualsiasi ente finanziario non ci chiederà mai i nostri dati personali o i dati di accesso al conto online via email. È buona norma, quindi, non fornirli e non effettuare l’accesso tramite link che trovate in messaggi di posta sospetti. Se siete dubbiosi sull’effettiva provenienza della email e sulle informazioni che riporta, effettuate l’accesso ai servizi di personal banking connettendovi direttamente al sito della banca.

…e l’antivirus? Eh sì non dobbiamo sottovalutarne l’efficacia: per proteggere il nostro computer e la nostra identità da attacchi provenienti da hacker,  un buon antivirus è sempre una garanzia così come tenere sempre aggiornati i nostri programmi. Gli hacker utilizzano backdoor, trojan  e gli antivirus con gli antimalware sono l’unico modo per rimanere al riparo da pericoli di questo genere.

La navigazione sicura: mettiamo al sicuro la nostra rete Wi-Fi utilizzando uno standard crittografico adeguato. Se il nostro router ha già impostata una chiave crittografica abbastanza sicura (basata ad esempio sullo standard WPA2 a 256 bit) non va cambiata e soprattutto non va disattivato mai l’accesso via password alla nostra rete senza fili. La navigazione è più sicura se navighiamo in incognito o tramite una connessione criptata, magari utilizzando una VPN o software come HTTPS Everywhere.

L’importanza della password: per comodità spesso utilizziamo sempre la stessa password per tutti i nostri account ma in questo modo siamo più facilmente hackerabili e perderemmo in un solo colpo, l’accesso a tutti i servizi online che utilizziamo. E’ consigliabile  una password differente per ogni servizio web a cui siamo iscritti, ma sappiamo nche quanto sia difficile ricordare tutte. Fortunatamente esistono programmi ed estensioni per browser – come ad esempio LastPass – che ci possono aiutare in questo compito.

La prudenza innanzitutto: sarebbe opportuno che online fossero presenti il minor numero di informazioni personali sul nostro conto. Non dovremmo sovraccaricare i nostri account social (come Facebook, Twitter e Foursquare) con informazioni e dati che ci riguardano personalmente. Non è necessario, ad esempio, effettuare il check-in su Foursquare quando si è in banca: qualche malintenzionato potrebbe aspettarci fuori dal portone e rubarci quanto appena prelevato (oppure obbligarci a prelevare).

E’ buona norma limitare il più possibile le cerchie d’amicizia (virtuali) sui social network: “non parlare con gli sconosciuti” è un monito assolutamente attuale, perché non possiamo mai sapere chi si nasconde dietro una tastiera e uno schermo.

 

 

Lasceresti tuo figlio ore da solo per strada? … e online?

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di Maria Rosaria Iglio

Ci affanniamo e non poco, per insegnare ai nostri figli come attraversare la strada, come diffidare degli sconosciuti o semplicemente come andare in bicicletta, senza cadere e farsi male.

Perché?

E’ così semplice rispondere: perché li amiamo e li proteggiamo. L’esperienza, i fatti di tutti i giorni ci hanno abituati a stare in guardia e ad essere molto diretti con in nostri figli, parlando loro esplicitamente di tutta quella serie di pericoli che potrebbero incontrare nella vita quotidiana: ai giardini o all’oratorio, in autobus o alla stazione, a scuola o in palestra. Siamo altrettanto previdenti rispetto al web? Siamo così preoccupati? Conosciamo l’entità del pericolo che potrebbero correre utilizzando smartphone, computer o Ipad?

Di norma non “demonizzo” l’uso dei social e del web da parte dei ragazzi, anzi, ne apprezzo l’opportunità di approfondimento e conoscenza, ma “demonizzo” l’atteggiamento superficiale di noi adulti, che nella stragrande maggioranza dei casi, veniamo meno al nostro obbligo di protezione e tutela.

Perché se non li abbandoniamo ore da soli per strada, li lasciamo ore online? Perché se ci preoccupiamo di fargli indossare tutte le protezioni del caso, per farsi una corsetta in bicicletta, non ci preoccupiamo di attivare tutti i sistemi di controllo messi a disposizione dalla rete per tutelarli?

E non mi riferisco solo ai bambini e agli adolescenti, perchè  il problema tocca anche quei soggetti fragili per i quali normalmente intervengono e decidono persone cui viene affidata la loro tutela.

Il pericolo ha nuove frontiere e siamo obbligati a conoscerle: si chiamano cyberbullismo, sexting, dipendenza, stalking, ransomware, fake news o chat non sicure… e i nuovi nemici si chiamano troll, haters, pedofili in rete,falsi profili…

Un quadro molto ampio di rischi e derive che potrebbe farci sentire spiazzati, soli e poco preparati, ma non è così, anzi il messaggio che mi sento di dare è più che positivo: possiamo strutturarci iniziando a conoscere meglio quel mondo in cui bazzicano spesso i nostri figli; la rete e i social. Questo non ci obbliga ad utilizzare per forza Facebook o Instagram, ma almeno a conoscerne i regolamenti di iscrizione, le possibilità di gestione della privacy e della sicurezza, le dinamiche di pubblicazione e condivisione.

Lo sapete che Facebook tutela i minori? Lo sapete che Instagram ha un proprio decalogo dedicato a tutti i ragazzi, su come dovrebbero o non dovrebbero essere i contenuti delle loro foto? Informiamoci e creiamo i profili social dei nostri figli insieme a loro, insegnandogli innanzitutto a non mentire sull’età e a comprendere che tutto quello che scrivono, pubblicano e condividono “rimarrà per sempre in rete”, con tutte le conseguenze del caso (anche penali).

Qualche riga più su ho scritto che la rete mette a disposizione strumenti di tutela che possiamo attivare sui dispositivi che utilizzano i nostri figli: li conoscete? Purtroppo non basta scaricare alcuni software, per lo più gratuiti, ad esempio antispam o antivirus e mettere una password d’accesso, niente di più sbagliato. Questo genere di supporti non riescono in alcun modo a proteggere i fragili internauti dai pericoli.

E’ molto meglio installare su smartphone, pc e tablet i parental control; software che permettono di bloccare subito una pagina web sospetta, alcuni seguono molto da vicino la navigazione dei ragazzi, ad esempio sono in grado di registrare le attività e i materiali che non sono sicuri per il pubblico più giovane.

Mi sento di consigliarvi alcune applicazioni tra le più utilizzate nel mondo e testate con successo dagli utenti: Net Nanny, Kaspersky Safe Kids, Anti-Porn ( ma ne esistono molte altre)

NETNANNY

Sì, è proprio lei, la babysitter della rete. Un bambino dovrebbe essere sempre guidato dai propri genitori quando naviga in Rete, ma non sempre è possibile, per cui è necessario che i genitori si adoperino per garantire la sicurezza dei minori nelle ore che trascorrono da soli sui loro dispositivi. NetNanny è un software, che risponde a una serie di finalità, tra cui impedire l’accesso a un certo tipo di contenuti nocivi. E’ una piattaforma che permette ai genitori di gestire in maniera accurata i contenuti cui i più piccoli possono accedere quando utilizzano il computer o lo smartphone. Disponibile per Windows, macOS, Android e iOS, mette a disposizione strumenti quali il controllo parentale, filtro anti pornografia, difesa dal cyberbullismo e molto altro ancora. Il tutto è basato su un sistema di controllo cloud che consente di scansionare in diretta le pagine che si stanno visitando evitando, così, che i più piccoli possano accedere a contenuti – o applicazioni – non adatte alla loro età.

KASPERSKY SAFE KIDS

Suite di protezione a 360 gradi, non protegge i vostri bambini solamente quando navigano online, ma consente anche di monitorarne spostamenti e movimenti, avvisandovi nel caso in cui si allontanino da una safe area stabilita da voi. Disponibile per computer (Windows e Mac) e smartphone (Android e iPhone), Kaspersky Safe Kids permette di selezionare natura e tipologia dei contenuti che i più piccoli possono visualizzare e , allo stesso tempo, controllare modalità di utilizzo del computer e dello smartphone. Oltre a impostare un tempo massimo di utilizzo giornaliero, Safe Kids dà modo di controllare chiamate e messaggi in uscita e l’attività dei propri figli su Facebook.

ANTI-PORN

Il porno è forse una delle nostre maggiori preoccupazioni, ma sappiate che esistono diversi strumenti che permettono di proibire l’accesso a siti hard di ogni genere. Anti-Porn è un’estensione per Chrome e Firefox che impedisce ai giovani internauti di visitare siti a luci rosse: grazie a una piattaforma cloud, monitora costantemente milioni di siti web e miliardi di pagine per aggiornare continuamente la black list di portali dai quali i più giovani devono stare alla larga.

Ne esistono davvero parecchie e tutte molto utili, ma vorrei consigliarvi di prendere confidenza anche voi con quel mondo che tanto affascina i vostri figli, così da saperli accompagnare in ogni loro esperienza in rete.

CONTENT IS KING E’ ANCORA UNA INCONFUTABILE VERITA’

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CONTENT IS KING!
Sapete chi l’ha detto?

Un tale di nome Bill Gates, che già nel 1996, a speigazione di questa sua affermazione diceva: ” … se chiedete alle persone di accendere il computer per leggere su uno shermo, allora devono essere ricompensate con informazioni approfondite e aggiornate, che possono esplorare a piacere. Hanno bisogno di avere l’audio e, magari, pure dei video. Hanno bisogno di un’opportunità per il coinvolgimento personale che va ben al di là di quella offerta dall’editoriale di una rivista”.

Questo è il punto ancora oggi: offrire informazioni e creare coinvolgimento. Questo è il content marketing!

Una vera strategia di content marketing per le aziende non può non basarsi sulla produzione di contenuti, che rappresentino la chiave ideale per entrare in contatto con il loro pubblico e realizzare un rapporto di fiducia con l’utente finale.

E’ un lavoro che richiede costanza e coerenza: pubblicare con periodicità i contenuti e far sì che propongano soluzioni effettive all’utente.

Ecco perchè il primo consiglio per le aziende è quello di creare contenuti utili e necessari e, se si ha l’intenzione di dar vita a una strategia di content marketing strutturata, rispettare alcuni step obbligatori che consentono di raggiungere gli obiettivi di business.

In ogni strategia e in ogni azione di marketing, fare chiarezza sugli obiettivi è prioritario, perchè ad essi va subordinato ogni step successivo:

  • allineare blog, sito web e social media
  • identificare le caratteristiche del target di riferimento per creare contenuti realmete utili e interessanti
  • stabilire dove pubblicare i contenuti, tenendo in considerazione dove troverete il vostro pubblico
  • misurare e interpretare i dati relativi alle conversioni, alla brand reputation e all’effettivo engagement ottenuto
  • stabilire un piano editoriale, che rispetti costanza e periodicità delle pubblicazioni.

 

 

 

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I NUMERI DEI SOCIAL NETWORK

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E’ una delle informazioni che le aziende richiedono quando proponi strategie di social marketing. “Quanti utenti hanno facebook, instagram e gli altri?” Di seguito riporto due infografiche relative agli ultimi numeri diffusi a fine 2016, riguardo gli utenti attivi (utenti con almeno un’azione digitale al mese, login, like, share, view) e registrati sui più famosi social network.

utenti-social-media-mondo

utenti-social-media-italia

Fonte

In territorio Svizzero, dove svolgo parte della mia attività possiamo dire negli ultimi tre anni l’utilizzo dei social ha visto un trend in continua ascesa: tanto è vero che rispetto al periodo tra 2014 e 2015 è stato rilevato un aumento del 51,3%, a cavallo tra il 2015 ed il 2016.Presto in arrivo i dati della crescita tra 2016 e 2017. Certo è che oggi sono circa 3,4 milioni gli svizzeri che passano il proprio tempo online e considerando che il totale degli utenti del web in Svizzera è di 5,8 milioni, si può parlare di numeri ottimi.

LA VERA CREATIVITA’ E’ FIGLIA DI UN PENSIERO NON CONVENZIONALE

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In questo tittolo forse ho già detto tutto. 😉

Quanto è poco efficace una creatività che si affida a stereotipi e quanto è scontata una comunicazione che si limita a collegare immagini e testi attraverso percorsi convenzionali e usuali. Portare un potenziale consumatore alla percezione di un messaggio stereotipato, che non stupisce, è un errore, oggi più che nel passato: abbiamo visto e detto tutto, è difficile che ci sorprendiamo e tutto diventa “superato” molto in fretta.

Proprio per questi motivi una buona parte del modo della comunicazione si è aperto a nuovi percorsi, sperimentando nuove rotte, tra cui quelle del marketing e della comunicazione alternativa:

  • inusuale,
  • innovativa,
  • creativa,
  • fuori dai canoni e dagli schemi tradizionali,
  • originale.

tom le french creative project

Adottare un pensiero non convenzioanle è un’ ottima strategia per attrarre target ormai impermeabili ai messaggi pubblicitari tradizionali.

tom le french creative project

tom le french creative project

Questo progetto creativo di Tom le French  è un esempio efficace di pensiero non convenzionale:

se “la bellezza è un arma”, le immagini delle armi possono essere declinate in varie forme, in cui l’oggetto viene snaturato dal suo contenuto violento per “servire” all’idea di bellezza, che la fa da padrona.

Questo messaggio stupisce, sorprende e soprattutto, cattura l’interesse!

Un tirocinio curricolare presso IMA S.p.A. per preparare la tesi in Scienze della comunicazione

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Iniziativa interessante ! “Ribloggo” volentieri

D I S . A M B . I G U A N D O

ima-spa

IMA S.p.A., capogruppo del Gruppo IMA e azienda leader nella progettazione e produzione di macchine automatiche per l’elaborazione e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè, seleziona un/a tirocinante che voglia preparare la tesi di laurea in Scienze della comunicazione (potrò io stessa fare da relatrice per la tesi) su un caso di studio basato sul tirocinio, lavorando nell’Ufficio Marketing della divisione IMA Active (ambito farmaceutico, farmaci solidi orali). Il progetto di tirocinio/tesi  avrà come argomento

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Aziende – Social e Condivisione dei contenuti – E’ pronto il tuo piano editoriale?

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Se i social media sono strumenti essenziali per incremenatre il proprio fatturato, per rafforzare la propria brand reputation e più in generale per comunicare, quello che maggiormente conta è predisporre un buon piano editoriale.

Come?

Calendarizzandolo! meglio ancora… calendarizzando i contenuti attraverso la scelta di giorni, orari e frequenza di pubblicazione. Naturalmente consiglio di tenersi sempre informati sugli orari più adatti alla pubblicazione, secondo il proprio target e la propria localizzazione geografica. (vedi Quali sono gli orari migliori per postare sui Social? [Infografica])

Attenzione!

Un buon piano editoriale per i social media sarà particolarmente utile nell’organizzare e pubblicare con metodica costanza i contenuti del sito e blog aziendale coprendo un arco di tempo sufficientemente ampio per impostare una strategia e verificarne l’efficacia sulla base dei risultati ottenuti. I social media rappresentano infatti lo strumento ideale per raggiungere determinati obiettivi aziendali che possono essere l’acquisizione di leads (contatti), l’aumento del traffico sul sito, il customer service e l’acquisizione di nuovi clienti attraverso le tecniche di inbound marketing. Naturalmente i social media vanno integrati all’interno di una strategia di web marketing più ampia. (fonte 4Writing)

Partiamo dal presupposto che un piano editoriale si differenzia per ogni azienda e per ogni brand sulla base di elementi specifici:

  • il target di riferimento
  • la mission aziendale
  • l’analisi dei competitor,

fondamentali per la scelta dei canali social di riferimento e dei relativi contenuti. (Non dimentichiamo che i contenuti visuali sono quelli con maggiore percentuale di coinvolgimento, 65% in più rispetto a quelli testuali).

Il piano editoriale ideale non si basa solo su una programmazione di carattere temporale, ma sullo studio di una buona alternanza e un buon bilanciamento tra contenuti di diverso tipo: testi, immagini, infografiche, articoli ecc. La lettura dei dati di gradimento e ancor più di engagement e conversione ci aiuterà nella individuazione della migliore strategia

 

Il Natele 2016 è sempre più digitale con tantissime applicazioni per far divertire i bambini!

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calendario_avvento_digitaleBasta scaricarle dagli store online e sono parecchie, sono le applicazioni nate per i più piccini e che sicuramente piacciono anche a noi grandi. Ecco quindi che per dare al nostro smartphone un veste più natalizia, tra le tante applicazioni non devono mancare queste divertenti novità: digitali e al tempo stesso tradizionali sono le tante applicazioni per il Calendario dell’Avvento. Prese dalla tradizione, che dal 1° al 24 dicembre, ha sempre voluto regalare ai bambini delle sorprese quotidiane, oggi animano i nostri smartphone…

Calendario dell’Avvento 2016: elfi in missione per salvare il Natale

Ecco quindi che il calendario dell’avvento digitale, come vuole la tradizione, accompagnerà i bambini dal 1 al 24 dicembre, con 24 episodi coinvolgenti, che racconteranno l’avventura di alcuni elfi impegnati a salvare il Natale. Ogni giorno i bambini potranno premere su una nuova casella e scoprire cosa gli aspetta: puzzle da risolvere, avventure da affrontare, tutto a sfondo natalizio. La storia è raccontata come se fosse un poema e ogni bambino potrà impersonare uno degli elfi e sentirsi il protagonista della storia.

Calendario dell’Avvento 2016 è sicuramente una delle migliori applicazioni per aspettare l’arrivo di Babbo Natale con i propri bambini. L’applicazione è gratuita ed è disponibile solamente per gli utenti Android.

DIVERTIAMOCI INSIEME AI NOSTRI BAMBINI…

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Scopri altre applicazioni a questo link – E’ molto esaustivo. C’è da divertirsi!

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ABAD COOP | VI PRESENTO UN NUOVO PROGETTO

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di Maria Rosaria Iglio – Owner di Studio Logos in Progress

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Studio Logos in Progress è orgogliosa di annunciare che è online il nuovo sito abadcoop.it

E’ uno dei progetti più interessanti che abbiamo sviluppato in quest’ultimo periodo, perchè ha presentato sin da subito un plus: la necessità e, allo stesso tempo, il privilegio di conoscere il mondo delle cooperative sociali e del volontariato. Naturalmente lo studio e lo sviluppo di una strategia di comunicazione presuppongono sempre una approfondita conoscenza dell’azienda nostra cliente; in quale settore di attività opera, quale posizione ricopra nel mercato territoriale di competenza e così via. In questo caso particolare la conoscenza è andata oltre, perchè ha richiesto una vera e propria sintonia d’intenti fondata sulla consapevolezza che il nostro interlocutore non si muove nel mondo del business, ma di questo mondo si “serve” per realizzare obiettivi ben distanti dalle logiche del profitto: obiettivi umanitaristici e solidaristici.

Come abbiamo affrontato il progetto? Non fermandoci in superficie.

Partendo semplicemente dalla raccolta di dati, informazioni e testi forniti dal cliente, il nostro lavoro sarebbe risultato scarno e poco efficace: abbiamo raggiunto il plus solo quando ai dati e alle nozioni abbiamo sostituito le persone.

Tutto l’impianto di grafica e comunicazione è stato fondato proprio sull’elemento umano: l’immagine che ne è derivata è di assoluta freschezza, originalità e spontaneità. Abbiamo comunicato la serenità di quei tanti ragazzi cui è stata offerta un’opportunità di lavoro, l’umanità e la professionalità di chi li affianca nel percorso educativo, la soddisfazione di chi è impegnato come volontario nel promuovere la causa di Abad.

Tutto queto non è business. Tutto questo è Abad Coop

Visitate il sito e le pagine social scoprirete le tante potenzialità di questa cooperativa sociale.

Leggi anche “Non dimenticare che le aziende sono fatte di persone”

FACEBOOK E LE TRADUZIONI DEI POST

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UN’INTELLIGENZA ARTICIALE COMPRENDE IL SENSO DEI VOSTRI POST E LI TRADUCE

witfbConnettere il mondo  oltre le barriere linguistiche: facebook si preoccupa anche di questo.

Più di 800 milioni di utenti al mese utilizza il sistema di traduzioni. offerto da Facebook Oggi il social network per eccellenza fornisce più di due miliardi di traduzioni di post al giorno, potendo tradurre oltre 40 lingue.

Come lo fa? Affidandosi ad un sistema interno che ha sostituito il motore di ricerca Bing col quale il social network aveva iniziato nel 2011 una collaborazione temporanea, che doveva servire a tappare l’assenza di un servizio di traduzioni interno, ora finalmente implementato.

Avrete notato di sicuro  che, attualmente,  il sistema di traduzione di Facebook, rispetto al precedente offerto da Bing, non si limita solo a tradurre letteralmente il testo, ma prova a capirne il contenuto, per fornire una traduzione più in linea con il contesto del post.

Per fare questo, nel 2015 Facebook ha acquisito Wit.ai, una startup che utilizza un servizio di comprensione del linguaggio. Contemporaneamente anche Google e Skype si stanno accaparrando i migliori tool per la traduzione del testo, tutti col solo obiettivo di abbattere le barriere linguistiche.

Siamo rapidamente entrati nell’era dell’intelligenza artificiale, in un periodo storico in cui ne analizziamo i pro e i contro alla ricerca sempre di nuove implementazioni capaci di renderci la vita più semplice, e aziende come Google, Facebook e Microsoft sono come sempre in prima fila.

(Fonte: http://www.fastweb.it)