Il Natele 2016 è sempre più digitale con tantissime applicazioni per far divertire i bambini!

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calendario_avvento_digitaleBasta scaricarle dagli store online e sono parecchie, sono le applicazioni nate per i più piccini e che sicuramente piacciono anche a noi grandi. Ecco quindi che per dare al nostro smartphone un veste più natalizia, tra le tante applicazioni non devono mancare queste divertenti novità: digitali e al tempo stesso tradizionali sono le tante applicazioni per il Calendario dell’Avvento. Prese dalla tradizione, che dal 1° al 24 dicembre, ha sempre voluto regalare ai bambini delle sorprese quotidiane, oggi animano i nostri smartphone…

Calendario dell’Avvento 2016: elfi in missione per salvare il Natale

Ecco quindi che il calendario dell’avvento digitale, come vuole la tradizione, accompagnerà i bambini dal 1 al 24 dicembre, con 24 episodi coinvolgenti, che racconteranno l’avventura di alcuni elfi impegnati a salvare il Natale. Ogni giorno i bambini potranno premere su una nuova casella e scoprire cosa gli aspetta: puzzle da risolvere, avventure da affrontare, tutto a sfondo natalizio. La storia è raccontata come se fosse un poema e ogni bambino potrà impersonare uno degli elfi e sentirsi il protagonista della storia.

Calendario dell’Avvento 2016 è sicuramente una delle migliori applicazioni per aspettare l’arrivo di Babbo Natale con i propri bambini. L’applicazione è gratuita ed è disponibile solamente per gli utenti Android.

DIVERTIAMOCI INSIEME AI NOSTRI BAMBINI…

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Scopri altre applicazioni a questo link – E’ molto esaustivo. C’è da divertirsi!

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Tecnologia ed emozione a braccetto nelle nuove strategie di mobile marketing

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“…Non dimentichiamo che siamo umani”

E’ quello che mi viene da dire dopo aver letto un bellissimo articolo di Gilad Bechar ( accademico influente, presso l’Università di Tel Aviv, docente di Mobile Marketing and New-Media )

Al di là di quelli che potrebbero essere aspetti tecnici, interessanti più per gli addetti ai lavori, il concetto espresso da Bechar è che, per quanto tutto stia andando verso il digitale e il mobile, la tecnologia non deve sostituirsi all’emozione, ma lavorare con essa.

Negli ultimi tempi sempre più applicazioni mobile hanno introdotto elementi umani: persone al di là degli algoritmi… e pare funzionino di più. Naturalmente in questo caso ogni aspetto dell’umanità di un utente viene considerato ai fini di un miglioramento e perfezionamento delle strategie di mobile marketing. Basti pensare che le “migliori connessioni”, più precisamente le applicazioni mobili di maggior successo, sono proprio quelle che facilitano la connessione da uomo a uomo. L’applicazione funziona ed è performante proprio quando fonda il proprio sistema anche sul collegamento diretto tra esseri umani e non solo tra umani e algoritmi. L’emozione del consumatore non si misura in algoritmi, per parlare la lingua degli utenti e dei clienti i brands non devono mai trascurare la componente umana. Direi che se il marketing da un lato influenza le emozioni dall’altro deve anche ascoltarle.

Insomma l’interazione tra app e utente/consumatore può essere “umanizzata”, perchè qualsiasi tipo di interazione che si basi sulle emozioni umane è molto più forte e più profonda di quella che si basa su messaggi tecnici e sterili.

Mentre gesti umani e intuitività sono stati ampiamente discussi da anni in relazione alle potenzialità di successo del mobile, la psicologia comportamentale per il mobile marketing non è ancora tenuta in considerazione quanto dovrebbe.

Per un mobile marketing di successo dobbiamo capire le persone e i loro comportamenti più intimi e, in futuro, probabilmente ogni app diventerà più intelligente e sarà maggiormente in sintonia con i nostri programmi, le nostre preferenze personali e anche con gli errori che facciamo.

Per approfondire aspetti tecnici consiglio la lettura integrale dell’articolo (vai al link)

APP STORE OPTIMIZATION Vi siete mai chiesti perchè scegliete una app piuttosto che un’altra? Qualcuno ha fatto bene il proprio lavoro!

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Keywords, tag metadescription, naming…ASO e SEO fanno parte della stessa famiglia.

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 Con oltre 700.000 applicazioni tra Google Play e App Store di Apple, la fortuna e la speranza non sono certo sufficienti per far trovare l’App che avete creato. Il passaparola è di certo ancora efficace ,ma non basta.

Il digital marketing non è statico ed evolve al passo con la tecnologia. Un esempio di questa dinamicità è proprio l’app store optimization: ottimizzazione del posizionamento delle app nei motori di ricerca degli store. Attività dalla valenza strategica considerevole, se consideriamo che il 63% degli utenti scopre nuove applicazioni proprio attraverso la ricerca.

Va premesso sicuramente qualche dato e per questo ci rifacciamo al report 2015 di ComScore

Apple mentiene la prima posizione come società che vende più dispositivi in termini assoluti con il 41,8% del market share, seguita da Samsung con il 29,7%. Android invece si conferma il sistema operativo più utilizzato con ben il 52,6% dei dispositivi, seguito ovviamente da iOs fermo a quota 41,8%. E noi utenti scarichiamo le nostre app gratis o a pagamento in App Store e Google Play. Ma come le troviamo? Perchè una piuttosto che l’altra? Come le scopriamo?

La App Store Optimization come abbiamo detto si occupa proprio del posizionamento delle app nei motori di ricerca degli store. La chiamano ASO e secondo una intelligente definizione è una costola del SEO e come nella migliore SEO si rifa a tecniche di posizionamento specifiche (che in realtà non sono poi così differenti da quelle tradizionali.)

Di cosa parliamo? Di app title e app description.

La prima è equivalente al title delle pagine web ed è buona norma, proprio come accade nel mondo SEO, che abbia un nome descrittivo, capace di attrarre l’attenzione e che non sia troppo lungo o che contenga caratteri speciali. La seconda, corrispondente al più noto tag meta description di un sito web, deve essere chiara e spiegare caratteristiche e funzionalità della app. Un’analisi delle parole chiave da utilizzare, sui termini di ricerca relativi alla app, a quelli utilizzati dai competitor o utilizzabili dagli utenti può rivelarsi particolarmente utile per conquistare una posizione vantaggiosa nel ranking. La scelta delle keyword – così come la selezione della categoria di appartenenza della app – è un fattore cruciale di ottimizzazione e deve essere guidata da un criterio di pertinenza assoluta; lo stesso discorso vale per il naming che individui la app, per il quale è necessario raggiungere un compromesso tra keyword di ricerca, originalità, descrittività e immediatezza.

Altre azioni di ottimizzazione, invece, sono tipiche della specificità delle app

La scelta dell’icona, che è il primo elemento che deve attrarre l’attenzione dell’utente e al tempo stesso deve rivelarsi coerente ( riconoscibilità del marchio, nel caso di app relative ad aziende o brand, o alla valenza grafica delle app di giochi), così come la scelta delle cromie, dello stile grafico.

La selezione degli screenshot consultabili dagli utenti, che devono essere in grado di rappresentare le funzionalità e le caratteristiche della app e che comunichino in maniera immediata il tipo di esperienza di navigazione che attende l’utente, che si tratti di un gioco mozzafiato o di una rivoluzionaria app per il benessere psico-fisico o di un comparatore di hotel per prenotare le proprie vacanze. Gli screenshot possono rivelarsi particolarmente utili per stabilire una relazione di fiducia con l’utente.

Best practice e buone regole sono fondamentali soprattutto per piccole e sconosciute start-up decise a farsi conoscere: la competizione è ai massimi livelli.