Strategie social: i nuovi strumenti che agevoleranno il lavoro del vostro social team

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Non è una novità, ovviamente, che per promuovere la propria attività non si può prescindere dall’utilizzo dei social media e dalla conoscenza dei cosiddetti social media tool.

L’uso corretto e consapevole dei social network da parte delle aziende può portare al successo nel medio e lungo termine, portandole in breve tempo a farsi conoscere da un largo numero di persone. Il buon marketer, però, non può trascurare il fatto che, non basta semplicemente raggiungere più utenti possibili per conseguire i propri obiettivi professionali, soprattutto se questi sono diretti alla vendita di un prodotto o di un servizio. Ciò che fa la differenza è la capacità di generare engagement, ovvero la capacità di coinvolgere il pubblico del web e avvicinarlo ai servizi e ai prodotti aziendali.

Ogni marketer e consulente aziendale sa che l’azienda non può essere lasciata da sola nella scelta delle strategie, il marketer deve mantenere la rotta mettendo in piedi una vera e propria strategia editoriale, pianificando nei dettagli obiettivi e azioni:

  • a quale tipo di target rivolgersi
  • quale hashtag creare che si riferisca esclusivamente alla propria attività o a un proprio progetto specifico
  • quale contenuto mettere online, monitorandone i risultati
  • asccoltare i propri utenti per captarne i cambiamenti, modificando di conseguenza il proprio piano editoriale.

Di seguito verranno indicati diversi e nuovi strumenti che sulla base delle necessità e della disponibilità di budget semplificano la vita di marketers e social team!.

DOVE TROVARE CONTENUTI SEMPRE ATTUALI?

La ricerca e l’informazione su argomenti di tendenza nel proprio settore di operatività sono fondamentali per disporre di contenuti sempre aggiornati da condividere con il proprio pubblico
Dove trovare i contenuti? Spidwit  è un tool di content curation che permette di scoprire i migliori contenuti per il proprio settore verticale, creare dei post e condividerli sui propri canali.Il tool è disponibile in lingua italiana e con diversi piani tariffari a seconda delle proprie esigenze.

E PER IL CUSTOMER CARE?

L’utilizzo di canali emergenti per mantenere un filo diretto con i propri clienti è alla base dei moderni servizi di customer care.

Smooch è il tool che permette attraverso un’unica piattaforma di gestire i messaggi provenienti da diversi canali, è una soluzione che ben si sposa con il concetto di customer care delle aziende 2.0 . Il tool è disponibile in lingua inglese e oltre o alla versione free è possibile trovare soluzioni in abbonamento o “a consumo”.L’utilizzo di canali emergenti per mantenere un filo diretto con i propri clienti è alla base dei moderni servizi di customer care.

Ongair è un tool a pagamento per la messagistica integrata multicanale. Una soluzione web based che tiene traccia di tutte le conversazioni effettuate attraverso le app di instant messaging, che misura i tassi di risposta e che offre insights sulle interazioni effettuate integrandosi perfettamente con CRM come Zendesk e Freshadesk.

E PER IL TANTO AMATO EDITING DI FOTO E VIDEO?

Canva I social assumono sempre di più una dimensione visual e Canva si presenta come uno dei più semplici strumenti online per creare ed editare le immagini da postare sui propri canali. Un ricco archivio di immagini, diversi filtri da applicare alle foto e un’interfaccia semplice da utilizzare fanno di Canva uno strumento pratico e intuitivo. Il tool è disponibile sia per il web che per dispositivi mobile iOS.
Accanto ai tool per immagini, si affiancano i tool per creare contenuti video. Lumen5 è uno strumento gratuito che permette, partendo da un link e basandosi su un algoritmo di intelligenza artificiale, di generare il video-slide show di un articolo.

Sicuramente gli strumenti utili sono parecchi e sempre in aggiornamento. Per un marketer tenersi informato è un obbligo ed un piacere: ben vengano i nuovi tools che ci facilitano il lavoro.

(FONTE:Inside Marketing)

LA VERA CREATIVITA’ E’ FIGLIA DI UN PENSIERO NON CONVENZIONALE

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In questo tittolo forse ho già detto tutto. 😉

Quanto è poco efficace una creatività che si affida a stereotipi e quanto è scontata una comunicazione che si limita a collegare immagini e testi attraverso percorsi convenzionali e usuali. Portare un potenziale consumatore alla percezione di un messaggio stereotipato, che non stupisce, è un errore, oggi più che nel passato: abbiamo visto e detto tutto, è difficile che ci sorprendiamo e tutto diventa “superato” molto in fretta.

Proprio per questi motivi una buona parte del modo della comunicazione si è aperto a nuovi percorsi, sperimentando nuove rotte, tra cui quelle del marketing e della comunicazione alternativa:

  • inusuale,
  • innovativa,
  • creativa,
  • fuori dai canoni e dagli schemi tradizionali,
  • originale.

tom le french creative project

Adottare un pensiero non convenzioanle è un’ ottima strategia per attrarre target ormai impermeabili ai messaggi pubblicitari tradizionali.

tom le french creative project

tom le french creative project

Questo progetto creativo di Tom le French  è un esempio efficace di pensiero non convenzionale:

se “la bellezza è un arma”, le immagini delle armi possono essere declinate in varie forme, in cui l’oggetto viene snaturato dal suo contenuto violento per “servire” all’idea di bellezza, che la fa da padrona.

Questo messaggio stupisce, sorprende e soprattutto, cattura l’interesse!

Vini naturali, selezione, degustazione, condivisione

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di Maria Rosaria Iglio

Ho avuto l’opportunità di seguire la nascita di una nuova realtà del settore vino e degustazione, una realtà che ha scelto di distinguersi per un approccio del tutto innovativo e alternativo ad un mondo fino ad oggi troppo legato alle etichette e ai clichè.

EcoPub---2016.04Vini Artigiani, questo è il suo nome, non è la prima azienda che di questi tempi sceglie anticonformismo e sostenibilità come criteri prioritari nella selezione e proposta della propria “vetrina” e dei propri servizi.
Ho scoperto con piacere che è in atto una vera e propria rivoluzione nel settore, che vede da un lato la necessità sempre più impellente di valorizzare i prodotti naturali e che dall’altro trova un nuovo pubblico di estimatori e seguaci interessati più alla qualità dei processi di produzione che al “prestigio” dell’etichetta.
Una vera sfida? Difficle comunicare online e parlare di vini artigianali, biologici, biodinamici e naturali?
Niente affatto! Nel web e nei social è molto più facile trovare il proprio pubblico e i propri clienti! La targetizzazione è più semplice.

PROVA_01E’ così che ho accettato la proposta del sommelier e personal wine shopper Alessandro Moretti, titolare di Vini Artigiani, e insieme, abbiamo sviluppato un piano di comunicazione che partisse proprio dal web: sito e social!
Oggi Vini Artigiani è già presente su Instagram, Pinterest, Facebook, LinkedIn, G+ e Google My Business e YouTube e per ogni social abbiamo pensato a strategie di marketing adeguate, sfruttandone per ciascuno  le specifiche caratteristiche e funzionalità. Abbiamo affidato la parte della considivisione più emozionale a Instagram Facebook e Youtube, metre gli altri social ci aiutano a sostenere la comunicazione istituzionale e professionale. Il vero jolly è il blog di Alessandro Moretti, nel quale verranno postati articoli di settore in lingua italiana e inglese.

Ale VinoAlessandro Moretti
è un sommelier anticonformista che ha la capacità di  farvi “innamorare” del vino attraverso percorsi che trascendono le tradizionali e scontate dinamiche: presenta e seleziona vini il cui valore è dato da quel percorso di produzione sostenibile e sana che evita il più possibile intromissioni da parte dell’uomo.
Ho creato Vini Artigiani per proporre il vino, come prodotto artigiano, in quanto materia viva che nell’evoluzione dalla vigna alla tavola trova nell’uomo una fondamentale guida, un educatore, un interprete ed un coautore. Non mi interessano i vini da concorso, i vini monumento o i vini fatti per bastare a se stessi. Vedo il vino come massima espressione della natura che prende forma grazie alla mano dell’uomo, vignaiolo e vinificatore.” (Alesandro Moretti)

Per questo, tra i prodotti che Alessandro Moretti propone online o negli eventi di degustazione troverete sempre una importante ed esclusiva selezione di vini biologici, vini biodinamici e vini naturali.
Si tratta di quei vini che non rappresentano una moda o un capriccio, ma l’unico futuro possibile, dove la qualità del vino è data dalla provenienza da vigne ed ambienti sempre più sani.

I servizi di Vini Artigiani
L’azienda riveste il ruolo di anello di congiunzione tra viticoltore e cliente finale: interlocutore per i vignaioli, consulente per gli amanti del “buon bere”. In entrambi i casi privilegia una modalità di approccio informale e personalizzata, che valorizza vini selezionati per la loro autenticità e accompagna in un “percorso enologico conoscitivo” chi coltiva la passione e il piacere del bere.

Cosa può fare in concreto Vini Artigiani?
Organizzare degustazioni a domicilio o in locali slezionati (anche in lingua inglese), proporvi delle autentiche novità come i Bio Pic Nic o i Bio Apero, promuovere eventi aziendali. (scopri di più)
Una menzione particolare la meritano i corsi di degustazione emozionale, utili per imparare ad apprezzare il vino al di fuori dai soliti schemi rigidi e peconfezionati
Con la degustazione emozionale andremo oltre la valutazione, il giudizio o l’esame del vino, non daremo punteggi, ma degustazione come racconto del vino e strumento di incontro armonioso con il vino e conoscenza di noi stessi.” (Alessandro Moretti)

Ebbene, da appassionata di strategie social e da fan della “condivisione emozionale”, aggiungo che ogni business non può prescindere dall’attività di condivisione online, ma che questa verità è ancora più “vera” (scusate il gioco di parole) quando lo scopo aziendale è proprio quello di accendere l’emozione.

INSTAGRAM,NON POSSIAMO FARNE A MENO

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Instagram? Beh, oggi rientra assolutamente tra le strategie social che sviluppo per i miei clienti. In realtà, il più delle volte sono loro stessi a propormene l’utilizzo. Nella richiesta è passato al secondo posto, subito dopo Facebook, soppiantando Pinterest e Twitter.

Qual è stato il mio approccio iniziale a Instagram?

millennial_generation

Alla sua comparsa ho compreso subito quanto fosse accattivante per le nuove generazioni: i millennials e Instagram sembravano fatti gli uni per l’altro, la loro esigenza inesauribile di comunicare attraverso le immagini veniva e viene tuttora appagata così come è appagata la loro curiosità, a volte fin troppo morbosa, di sapere sempre più dei loro contatti, ricorrendo alle immagini postate.

Ma il passo è stato breve e Instagram si è subito rivelato valido strumento per le aziende.e visto che dai millennials possiamo apprendere spontaneità, curiosità e molto della loro originale creatività, prima di affidarmi ad un corso di formazione, mi sono rivolta ad una teenager, mia figlia, che mi ha aiutato nell’apprendere i meccanismi di pubblicazione e di ricerca dei contatti, ignara lei stessa di quali potenzialità il nuovo social presentasse per un marketer 🙂

Sono partita dal “basso”, ampliando la mia conoscenza attraverso successivi corsi più specifici e mirati allo sviluppo di Instagram nel marketing. Il grande salto di Instagram è datato luglio 2015, quando “… è entrato nel mondo dell’advertising” (consiglio la lettura di Ora è chiaro perchè Zuckerberg ha investito Istagram) A quel punto non ci si poteva più tirare indietro.

Qual è la situazione attuale?  Instagram oggi

Le aziende che non vogliono essere ignorate o dimenticate, soprattutto dalla generazione di consumatori più giovani, non possono non utilizzare Instagram. Conoscendolo e sviluppandolo al meglio possono sfruttare tante nuove opportunità.

Forrester l’ha eletto “il re dell’engagement sui social”, facendo riferimento al fatto che i post pubblicati dalle marche più importanti hanno un tasso di engagement per follower del 4,21%.

Instagram sta confermandosi quale social network di riferimento per attività di social media marketing … è un social media visivo, pertanto, i contenuti dei brand … e il valore semantico delle immagini possono emergere in un ambiente favorevole alla loro comprensione. Il layout della pagina di Instagram, grazie ad un feed minimale, pone al centro l’immagine favorendo la probabilità che i contenuti dei brand davvero rilevanti siano effettivamente visti dagli utenti (al contrario di quanto avviene su Twitter o Facebook)” (Fonte btboresette- articolo di Domenico Megali)

Come utilizzare Instagram? L'immagine è tutto!

Sono fondamentali alcuni accorgimenti che passano proprio dalla tipologia di questo social. Le foto rappresentative di un brand, di un prodotto o di un’attività devono rispettare canoni di ottima qualità. Mi riferisco in particolare alla qualità del contenuto, che

  • deve carpire l’attenzione con assoluta immediatezza

  • deve rappresentare con cura i dettagli che riconducono all’azienda

  • deve essere costruito per il target di riferimento

L’immagine di qualità è un contenuto di qualità, che, inutile ripeterlo, è fondamentale in qualsiasi strategia di content e visual marketing.

Le campagne e la landing page

Anche Instagram, come detto prima, è entrato nel mondo dell’ads e, al momento, con costi molto contenuti. Perché non sperimentare ? In questo caso è fondamentale

  • assicurarsi che la pagina di atterraggio della campagna sia ottimizzata per il mobile: questo sembra ovvio, ma non lo è. Instagram è mobile. Il traffico che si ottiene attraverso questa applicazione è puramente traffico mobile. E non bisogna dimenticare che ciò che conta è la conversione. Quindi è di vitale importanza ottimizzare la pagina di atterraggio per la conversione del traffico mobile.” (Fonte)

Ogni quanto pubblicare su Instagram?

Regolarità

Prima di decidere quando e quanto pubblicare è necessario prefissarsi un obiettivo: la regolarità della pubblicazione, elemento determinante affinché l’utente percepisca la serietà e credibilità del brand. Regolarità vuole anche dire discrezione: i followers non devono sentirsi sommersi dai vostri post. Non stancateli!

La maggior parte delle marche pubblica da uno a tre post al giorno. Per quanto riguarda l’orario in cui pubblicarli, dipenderà dal pubblico a cui sono diretti. Orario e frequenza, si possono determinare con semplici test: provate a pubblicare post a intervalli diversi e in momenti diversi della giornata e verificate quali ottengono i migliori risultati.

Un piano editoriale

La redazione di un calendario dei contenuti può aiutare ad avere un programma puntuale e preciso.

e più avanti parleremo degli influencer un capitolo che merita un maggiore approfondimento

SNOWBOARDING A NEW YORK | IL VIDEO VIRALE CHE PIACE ANCHE AI MARKETERS

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Probabilmente molti di voi hanno già visto lo spettacolare video dei ragazzi che attraversano New York in snowboard. …Poche ore dopo essere andato online è diventato virale, arrivando in tre giorni a 10 milioni di visualizzazioni. E’ stato girato da un noto regista newyorkese, Casey Neistat in collaborazione con un gruppo di amici e ha una durata di 2 minuti e 41 secondi, tempo sufficiente per trasportare tutti in una dimensione di esaltazione ed emozione. Casey non è nuovo a queste esperienze, anzi il marketing attraverso contenuti e lo storytelling, sono alla base della sua attività promozionale, e nuovamente ci fa parlare di lui e del suo business.

snowboarding with the NYPD_1Come? Con questo bellissimo video in cui vediamo una New York imbiancata e felice, quella delle grandi strade generalmente più battute e più frequentate da newyorkesi e turisti, quella delle commedie hollywoodiane, quella che esalta. Come scrive, in un suo commento il blogger americano Raymond Coppinger questo video è una vera e propria lettera d’amore alla meravigliosa città in cui tutto è possibile. Perché ne parliamo? Sicuramente per riconfermare, se ancora ce ne fosse necessità, l’importanza della viralità dei contenuti nella comunicazione.

In questo più che in altri video possiamo trarre delle lezioni di marketing.

“Indipendentemente dal business di cui vi occupate, i prodotti che create o i servizi che fornite, la vera chiave di successo per la vostra azienda è proprio il racconto di una storia . Senza raccontare la vostra storia, sia attraverso la vostra voce o quella di un vostro cliente le vostre probabilità di successo sono notevolmente ridotte.” Nei contenuti che Casey crea, riesce ad essere innegabilmente se stesso e la sua personalità appare in maniera trasparente conferendo successo alla sua storia e coinvolgendo.

Il concetto di storytelling è ancora poco metabolizzato dalle aziende, che legate ad un concetto tradizionale di pubblicità e marketing, puntano ancora alla promozione del brand e della loro attività attraverso contenuti statici, in cui elogiano se stesse e i loro prodotti, senza creare una connessione effettiva con clienti, fan e utenti. Un video virale come quello di Casey, non è affatto lasciato al caso, è studiato e consapevolmente progettato, ma con un obiettivo preciso: creare una storia che emoziona e che ci fa affezionare a lui e al suo lavoro.

BURBERRY STRIZZA L’OCCHIO A SNAPCHAT E DIVENTA IL FASHION BRAND PIU’ DIGITALE

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Burberry scalza Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton e riconquista lo scettro di brand più digitale nell’annuale classifica Fashion Digital Index stilata da L2. (Fonte) Quest’ultima è una realtà che si occupa della valutazione delle performance digitali dei marchi e che misura l’attività di 83 brand sul web.
Quali sono i dati presi in considerazione per stilare questa analisi?
Offerta del sito web, e-commerce, digital marketing e attività sui social media. Per Burberry è un ritorno in vetta, dove era due anni fa: lo scorso anno, invece, il marchio guidato da Christopher Bailey era sceso al sesto posto lasciando libere le prime posizioni a Gucci, Coach e Tory Burch.
Quest’anno, i primi posti sono occupati, oltre che da Burberry, da Kate Spade, Ralph Lauren e Louis Vuitton.
La carta vincente giocata quest’anno da Burberry è stata la scelta di approdare sue piattaforme ancora poco utilizzate dai fashion brand: Periscope e Snapchat. Sorprendenti le cifre comunicate dalla stessa Burberry: il sito mobile ha visto triplicare le vendite nell’ultimo anno,lo
show di Burberry per la primavera-estate 2016 ha generato 200 milioni di visite sulla piattaforma Snapchat, mentre l’account di Twitter, lanciato nel 2009, ha raggiunto i 5 milioni di follower nel mondo. Burberry, infine, ha sottolineato di essere stato il primo brand a lanciare un canale dedicato su Apple Music.
Social media, piattaforme web di nuova generazione, e-commerce e digital marketing se ben utilizzati rappresentano le fondamenta del marketing di successo, ma attenzione …se mal gestite si ritorcono negativamente contro lo stesso brand, come un boomerang. (Melegatti è uno degli ultimi esempi)

PUBBLICITA’ CONCETTUALE – PROVOCARE PER FARSI SENTIRE (di Maria Rosaria Iglio)

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Con questo breve post torno per un attimo alla mia passione di sempre: la comunicazione concettuale, anzi in questo specifico caso alla pubblicità concettuale.

ink-should-flow-when-blood-flowsL’advertising “intelligente” e “provocatorio” rappresenta uno strumento veloce e di maggior impatto nella comunicazione: solo provocando stimoliamo l’attenzione...

Certo non è il sistema più semplice da gestire per un pubblicitario. Le agenzie orientate in questa direzione lavorano duramente per rendere la loro promozione originale e soprattutto non scontata. L’obiettivo, infatti, è quello di superare qualsiasi banalità, di non cadere nel già visto e nello scontato.

Sicuramente quando portiamo a casa il risultato la soddisfazione è impagabile. Insomma quanto è più gratificante riuscire a dire che un detersivo è il migliore sul mercato, non perchè lava così bianco che più bianco non si può, ma perchè oltre ad aver pulito il nostro bucato, non ha ammazzato migliaia di pesci nel mare? Esagero? Beh questa è pubblicità concettuale.

Ecco di seguito alcune delle migliori conceptual adv degli ultimi anni:

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ORA E’ CHIARO PERCHE’ ZUCKERBERG HA INVESTITO IN INSTAGRAM

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Mentre noi marketer ci impegniamo a spiegare alle aziende perchè e come fare business attraverso facebook, twitter o pinterest, ecco che dobbiamo aggiornarci e prevedere anche instagram nelle nostre strategie di social e web marketing. (aggiungerei di non trascurare le potenzialità di snapchat)

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Anche instagram è entrato nel mondo dell’advertising

Entro due anni Instagram supererà Google e Twitter in quanto a ricavi per annunci display su smartphone (che raggiungeranno quota 2,39 miliardi – pari al 10% dei ricavi di Facebook). L’instagram advertising rappresenterà il futuro commerciale del social, sarà destinato a crescere ancora di più nei prossimi anni: entro il prossimo inverno infatti, sarà possibile utilizzare gli strumenti per l’acquisto di spazi pubblicitari sul social delle foto, integrandoli direttamente da Facebook, consentendo così ad ogni brand di poter pubblicizzare sul social, acquistando anche gli annunci pubblicitari su Instagram. (Fonte: eMarketer)
Gli sviluppatori Instagram, infatti, hanno dichiarato di voler “dare a tutte le imprese la possibilità di raggiungere le il giusto target attraverso l’integrazione delle API di Facebook e Instagram. …questo perché le persone vogliono entrare in contatto con aziende di ogni dimensione su Instagram, dai loro negozi di abbigliamento preferiti vicino casa ai ristoranti, fino ai più grandi brand del mondo”.
Nel corso dell’ultimo anno e mezzo sul “social network delle foto” sono apparse migliaia di inserzioni occasionali e generiche, non profilate e simili più o meno per tutti. Un approccio all’advertising ed alla targetizzazione che ora ci spiega il perchè dell’elevato investimento effettuato da Mark Zuckerberg nel 2012. Instagram, infatti, cambierà radicalmente: grazie ai nostri like, il social network saprà la nostra età, le nostre passioni e ciò che non ci piace fare. Al momento la possibilità di un “Instagram Advertising” è riservata soltanto ai brand multinazionali presenti in otto mercati (Stati Uniti, Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito).
Nei prossimi anni, secondo le previsioni di eMarketer, i ricavi pubblicitari di Instagram ( che attualmente rappresentano il 5% dei ricavi pubblicitari mobile di Facebook) aumenteranno fino al 14,0% entro il 2017, con un picco massimo rappresentato dal mercato statunitense (raggiungendo la quota del 28%). (Fonte)

DONNE DAI 50 IN SU…DITELO A BRUCE WILLIS

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dite_a_bruce_willisInnanzitutto devo ammettere che la pubblicità #vodafone è sempre perfetta enon disattende mai le aspettative, e l’ultima campagna, con un affascinante e maturo Bruce Willis che ascolta Umberto Tozzi, mi ha suggerito questa idea…

E’ una provocazione per la vodafone, mio gestore di fiducia: io non sarei tanto schizzinosa, per una cena con Bruce Willis . Mi va bene qualsiasi sottofondo musicale, quello che conta però è che vodafone lo tenga in considerazione e proponga poi delle tariffe agevolate per le sue clienti over 50.

Ecco perchè ho creato questa semplicissima immagine (che non ha alcuna pretesa grafica) e l’ho pubblicata sui social a me più cari, come facebook, twitter, g+, tumbl., è un appello alle mie coetanee: fatela girare e vodafone ci ascolterà,

Maria Rosaria Iglio

Native advertising e content marketing: il fascino del perfetto mix tra pubblicità e contenuto

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Pubblico di seguito un interessante articolo di Patrick Albano, VP Advertising Solutions EMEA, Yahoo , che riesce a inquadrare molto bene il concetto secondo cui alle aziende si aprano nuove possibilità e opportunità di comunicare i loro messaggi in maniera naturale ed efficace proprio grazie alla continua evoluzione della fruizione di contenuto digitale e mobile.

Amate di più il content marketing o il native advertising? Ebbene la lettura di questo articolo aiuta tutti noi operatori del settore a capire che si tratta di due realtà che devono andare di pari passo, affiancarsi e non escludersi. Come dice Patrick Albano ” … Content marketing e native advertising sono spesso strettamente associati e, a volte, anche considerati sinonimi. Questo accade perché, spesso, chi fa content marketing utilizza il native advertising per distribuire il proprio contenuto. Nonostante questo, però, il native advertising non è solo un’opportunità per distribuire contenuto, è un modo per chiunque faccia marketing di parlare con il proprio target…”

Ecco tutto il testo. Buona lettura!

Il native advertising rappresenta il cuore di un movimento interno al digital advertising. Se per molti publisher questo format viene preferito per la sua capacità di abbinarsi a forma e funzione di un contenuto editoriale o di un’esperienza di prodotto, per i pubblicitari rappresenta un modo efficace di comunicare i loro messaggi di marketing, in maniera più naturale.

Man mano che la fruizione di contenuto digitale e mobile si evolve, anche le opportunità per il native advertising crescono. La prossima generazione di esperienze digitali sarà infatti più visuale, feed driven e personalizzata, e anche il native si evolverà allo stesso modo.

In qualità di leader di settore, è importante per noi alimentare questa nuova opportunità e stare attenti a non ostacolare la crescita del native advertising rinchiudendolo dentro confini troppo stretti. Esso infatti si presenta sotto molte forme a partire dal search advertising (la prima forma di native) all’advertising in stream, a formati che includono giochi e altro ancora.

Content marketing e native advertising sono spesso strettamente associati e, a volte, anche considerati sinonimi. Questo accade perché, spesso, chi fa content marketing utilizza il native advertising per distribuire il proprio contenuto. Nonostante questo, però, il native advertising non è solo un’opportunità per distribuire contenuto, è un modo per chiunque faccia marketing di parlare con il proprio target.

Un buon esempio è rappresentato dalla vasta gamma di native advertising che incontriamo ogni giorno attraverso l’advertising “in stream”, ovvero la serie dei messaggi pubblicitari presenti nel flusso di contenuto che appare quando visitiamo i nostri siti preferiti. In questo flusso, la pubblicità è un mix spesso ben fatto di messaggi che possono essere offerti in tempo reale, download di applicazioni o contenuti video così come messaggi di content marketing.

I consumatori moderni si aspettano che questi flussi portino loro i contenuti migliori e le informazioni più utili, e che i messaggi pubblicitari siano personalizzati, rilevanti, e che riguardino argomenti su cui siano invogliati a rispondere. La trasparenza è fondamentale per mantenere la fiducia dei consumatori ed è importante che la pubblicità sia comunque evidenziata come tale affinché sia sempre riconoscibile rispetto al contenuto editoriale.

Con l’evolversi del settore e di chi realizza campagne marketing, editori e consumatori saranno sempre più immersi nel flusso del native advertising e vedremo questo formato diventare sempre più appealing per un pubblico sempre più vasto. E’ importante che come leader di settore supportiamo questo interesse del mercato per favorire l’innovazione e per continuare a sostenere esperienze digitali di grande qualità per tutti gli attori coinvolti.