Parlare di disabilità acquisita a studenti in DAD e riuscire a interessarli? Dalla triste esperienza del lockdown un inaspettato spunto di narrazione

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Dovevamo parlare di disabilità acquisita a studenti delle superiori in dad.
Mi piace iniziare così questo post nel quale racconterò la storia di una nuova sfida che ho affrontato insieme a un cliente che in quanto a sfide non si è mai tirato indietro.

Il cliente – Una cooperativa sociale e una odv

Progetto98 è una cooperativa sociale impegnata in attività che lasciano ai suoi operatori ben poco tempo per iniziative di comunicazione o strategie di web marketing.
Gli attori in gioco sono psicologi, operatori sociali, educatori e volontari che quotidianamente svolgono attività socio educative e di formazione all’autonomia, affiancando persone con disabilità acquisita in conseguenza di danni celebrali dovuti a coma, gravi traumi encefalici e patologie.

Ma, come a loro piace dire. “Gestire servizi non basta, la nostra attività è anche quella di rispondere con creatività a nuovi bisogni. Da qui la scelta di sviluppare con frequenza progetti con finalità educativa e preventiva, partendo in particolare dal mondo della scuola e dei giovani.
Eh sì. Perché la disabilità conseguente a incidente stradale o a comportamenti non consapevoli, va raccontata proprio partendo dai più giovani.

Purtroppo in questo anno in cui la pandemia ha rappresentato un grosso limite allo svolgimento di alcune delle loro principali attività di sensibilizzazione, hanno compreso la necessità di trovare un’alternativa al loro tradizionale metodo di comunicazione.
In particolare incontrare ragazzi in DAD avrebbe potuto rappresentare una difficoltà nell’ottenere la loro attenzione. Preoccupazione comprensibile.
Per dieci anni erano riusciti a portare con successo nelle scuole il progetto chiamato Rompicapo con l’obiettivo di: 
sfatare la falsa credenza che il risveglio dal coma sia un evento miracoloso coincidente
con la guarigione
;
mostrare ai ragazzi che i deficit acquisiti da eventi traumatici comportano compromissioni a
livello cognitivo motorio e comportamentale;
-impattare sull’immaginario dei giovani affinché trovino motivazioni alla modificazione del
comportamento a rischio individuale o di gruppo.

Come muoverci oggi?
La loro lungimiranza e quella di alcuni istituti scolastici della provincia di Varese ( Isis Facchinetti Castellanza e Liceo Classico Crespi di Busto Arsizio), ci ha consentito di approcciare in modalità del tutto nuova e forse anche un po’ provocatoria.
Per me una vera soddisfazione potermi interfacciare con persone pronte a reinventarsi ed entusiaste nel farlo

L’idea – Il lockdown come esperienza di menomazione temporanea

Intendendo la “disabilità acquisita” come improvvisa esperienza di inibizione della propria libertà di movimento, di espressione e di relazione sociale, un approccio possibile era l’analogia con l’esperienza globale vissuta nel 2020.
Nell’anno del coronavirus tutti abbiamo sperimentato una condizione di disabilità, che ci ha visti “menomati” e relegati ad una condizione di immobilità. Il lockdown ci ha privati di tutto quello davamo per scontato e acquisito: il lavoro, il tempo libero, l’istruzione, lo svago al cinema e a teatro, le relazioni sociali e familiari, i viaggi, le cene al ristorante, lo shopping e il caffè ai tavolini del bar. Senza distinzione d’età, sesso, religione, classe sociale, tutti, proprio tutti, abbiamo dovuto fare i conti con una nuova condizione che ci ha visti “temporaneamente disabili”.

Partendo da questo singolare approccio ha preso forma “ROMPICAPO IN SMART WORKING – 2021”
Un approccio un po’ più “provocatorio”: sia gli studenti, sia i giovani disabili della cooperativa raccontano il loro lockdown e le limitazioni subite. Cosa gli è mancato, come hanno reagito, chi o cosa li ha aiutati di più?


Come lo abbiamo fatto? – video, post e stories, un hashtag e un testimonial – Dalla classe al web

Abbiamo scelto di coinvolgere gli studenti parlando il loro stesso linguaggio, portando il racconto prima in classe (a distanza), per poi dargli seguito sui canali social.
Abbiamo lanciato un hashtag #PRC21 e le scuole realizzeranno progetti mirati che condivideranno nel web.

Progetto 98 ha subito accolto anche la mia proposta di far intervenire un testimonial giovane capace di dialogare empaticamente con gli studenti, anche nel racconto di una vicenda personale tragica.
Si chiama Giorgio Napoli e attualmente è anche testimonial di Bionic People . Laureando in Comunicazione, media e pubblicità all’università IULM di Milano, nel 2019 ha avuto un incidente con la macchina, a seguito del quale ha subito un’amputazione transfemorale alla coscia destra.
“È fondamentale creare nelle nuove generazioni la capacità di relazionarsi con la disabilità, togliendo la paura di fare o dire qualcosa di sbagliato, ma questo non deve passare dalle solite lezioni di morale, noiose, pesanti e che quando sei ragazzo un po’ non ascolti, un po’ non capisci e un po’ non te ne frega niente di capire. Credo sia molto più efficace parlare ai ragazzi da pari a pari.” (Giorgio Napoli – Nella foto)

Siamo solo agli inizi, sono partiti i primi incontri ma sono certa che la strategia di comunicazione scelta, funzionerà . Gli studenti hanno il desiderio di intervenire, chiedono, sono curiosi e si sentono motivati, soprattutto nel momento in cui gli diciamo che possono essere anche loro protagonisti di questa attività di sensibilizzazione, postando, ricondividendo, taggando…

Non dovevamo perdere di vista l’obiettivo – Dal racconto del lockdown a quello della disabilità permanente

Il tema centrale di Rompicapo 2021 è e rimane il racconto della disabilità intesa come perdita o limitazione della capacità di compiere attività che per gli individui normodotati sono considerate normali. A partire dall’esperienza condivisa del lockdown a noi interessava la descrizione di un fatto, una circostanza, un sentimento o una emozione che hanno fatto vivere ai giovani, temporaneamente, questa perdita o limitazione. A partire da ciò l’obiettivo è far riflettere sul fatto che le conseguenze di un danno motorio o cerebrale causate da un trauma potrebbero essere definitive.

Info
Il progetto Rompicapo è promosso da KORU Odv e sostenuto con il contributo Fondazione Comunitaria del Varesotto