Lasceresti tuo figlio ore da solo per strada? … e online?

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di Maria Rosaria Iglio

Ci affanniamo e non poco, per insegnare ai nostri figli come attraversare la strada, come diffidare degli sconosciuti o semplicemente come andare in bicicletta, senza cadere e farsi male.

Perché?

E’ così semplice rispondere: perché li amiamo e li proteggiamo. L’esperienza, i fatti di tutti i giorni ci hanno abituati a stare in guardia e ad essere molto diretti con in nostri figli, parlando loro esplicitamente di tutta quella serie di pericoli che potrebbero incontrare nella vita quotidiana: ai giardini o all’oratorio, in autobus o alla stazione, a scuola o in palestra. Siamo altrettanto previdenti rispetto al web? Siamo così preoccupati? Conosciamo l’entità del pericolo che potrebbero correre utilizzando smartphone, computer o Ipad?

Di norma non “demonizzo” l’uso dei social e del web da parte dei ragazzi, anzi, ne apprezzo l’opportunità di approfondimento e conoscenza, ma “demonizzo” l’atteggiamento superficiale di noi adulti, che nella stragrande maggioranza dei casi, veniamo meno al nostro obbligo di protezione e tutela.

Perché se non li abbandoniamo ore da soli per strada, li lasciamo ore online? Perché se ci preoccupiamo di fargli indossare tutte le protezioni del caso, per farsi una corsetta in bicicletta, non ci preoccupiamo di attivare tutti i sistemi di controllo messi a disposizione dalla rete per tutelarli?

E non mi riferisco solo ai bambini e agli adolescenti, perchè  il problema tocca anche quei soggetti fragili per i quali normalmente intervengono e decidono persone cui viene affidata la loro tutela.

Il pericolo ha nuove frontiere e siamo obbligati a conoscerle: si chiamano cyberbullismo, sexting, dipendenza, stalking, ransomware, fake news o chat non sicure… e i nuovi nemici si chiamano troll, haters, pedofili in rete,falsi profili…

Un quadro molto ampio di rischi e derive che potrebbe farci sentire spiazzati, soli e poco preparati, ma non è così, anzi il messaggio che mi sento di dare è più che positivo: possiamo strutturarci iniziando a conoscere meglio quel mondo in cui bazzicano spesso i nostri figli; la rete e i social. Questo non ci obbliga ad utilizzare per forza Facebook o Instagram, ma almeno a conoscerne i regolamenti di iscrizione, le possibilità di gestione della privacy e della sicurezza, le dinamiche di pubblicazione e condivisione.

Lo sapete che Facebook tutela i minori? Lo sapete che Instagram ha un proprio decalogo dedicato a tutti i ragazzi, su come dovrebbero o non dovrebbero essere i contenuti delle loro foto? Informiamoci e creiamo i profili social dei nostri figli insieme a loro, insegnandogli innanzitutto a non mentire sull’età e a comprendere che tutto quello che scrivono, pubblicano e condividono “rimarrà per sempre in rete”, con tutte le conseguenze del caso (anche penali).

Qualche riga più su ho scritto che la rete mette a disposizione strumenti di tutela che possiamo attivare sui dispositivi che utilizzano i nostri figli: li conoscete? Purtroppo non basta scaricare alcuni software, per lo più gratuiti, ad esempio antispam o antivirus e mettere una password d’accesso, niente di più sbagliato. Questo genere di supporti non riescono in alcun modo a proteggere i fragili internauti dai pericoli.

E’ molto meglio installare su smartphone, pc e tablet i parental control; software che permettono di bloccare subito una pagina web sospetta, alcuni seguono molto da vicino la navigazione dei ragazzi, ad esempio sono in grado di registrare le attività e i materiali che non sono sicuri per il pubblico più giovane.

Mi sento di consigliarvi alcune applicazioni tra le più utilizzate nel mondo e testate con successo dagli utenti: Net Nanny, Kaspersky Safe Kids, Anti-Porn ( ma ne esistono molte altre)

NETNANNY

Sì, è proprio lei, la babysitter della rete. Un bambino dovrebbe essere sempre guidato dai propri genitori quando naviga in Rete, ma non sempre è possibile, per cui è necessario che i genitori si adoperino per garantire la sicurezza dei minori nelle ore che trascorrono da soli sui loro dispositivi. NetNanny è un software, che risponde a una serie di finalità, tra cui impedire l’accesso a un certo tipo di contenuti nocivi. E’ una piattaforma che permette ai genitori di gestire in maniera accurata i contenuti cui i più piccoli possono accedere quando utilizzano il computer o lo smartphone. Disponibile per Windows, macOS, Android e iOS, mette a disposizione strumenti quali il controllo parentale, filtro anti pornografia, difesa dal cyberbullismo e molto altro ancora. Il tutto è basato su un sistema di controllo cloud che consente di scansionare in diretta le pagine che si stanno visitando evitando, così, che i più piccoli possano accedere a contenuti – o applicazioni – non adatte alla loro età.

KASPERSKY SAFE KIDS

Suite di protezione a 360 gradi, non protegge i vostri bambini solamente quando navigano online, ma consente anche di monitorarne spostamenti e movimenti, avvisandovi nel caso in cui si allontanino da una safe area stabilita da voi. Disponibile per computer (Windows e Mac) e smartphone (Android e iPhone), Kaspersky Safe Kids permette di selezionare natura e tipologia dei contenuti che i più piccoli possono visualizzare e , allo stesso tempo, controllare modalità di utilizzo del computer e dello smartphone. Oltre a impostare un tempo massimo di utilizzo giornaliero, Safe Kids dà modo di controllare chiamate e messaggi in uscita e l’attività dei propri figli su Facebook.

ANTI-PORN

Il porno è forse una delle nostre maggiori preoccupazioni, ma sappiate che esistono diversi strumenti che permettono di proibire l’accesso a siti hard di ogni genere. Anti-Porn è un’estensione per Chrome e Firefox che impedisce ai giovani internauti di visitare siti a luci rosse: grazie a una piattaforma cloud, monitora costantemente milioni di siti web e miliardi di pagine per aggiornare continuamente la black list di portali dai quali i più giovani devono stare alla larga.

Ne esistono davvero parecchie e tutte molto utili, ma vorrei consigliarvi di prendere confidenza anche voi con quel mondo che tanto affascina i vostri figli, così da saperli accompagnare in ogni loro esperienza in rete.