MISS ITALIA E’ NOSTRA FIGLIA

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di Maria Rosaria Iglio

Ho voluto condividere sul mio profilo facebook l’articolo di Alex Corlazzoli perché rappresenta quella voce fuori dal coro, in cui tanti, come me, si sono riconosciuti pur avendo preferito il silenzio di fronte alla lapidazione social e mediatica della “sfortunata” di turno.

Alla lettura di quel titolo “Miss Italia che scuole ha fatto?” mi si è aperto un mondo, sapete quale?  Non quello delle miss o dei concorsi di bellezza, ma quello delle mie esperienze lavorative; datori di lavori, clienti o soci in affari per i quali ogni materia è un’opinione. Oggi la frase “la matematica non è un’opinione” è in buona compagnia, possiamo estenderla a qualsiasi materia scolastica: che dire della povera lingua italiana, privata dei suoi “legittimi” apostrofi e delle sue “h”, che vengono spostati per diletto in altre sedi? Di fronte ad un drammatico “qual’è” scritto con l’apostrofo, mi sono sentita rispondere da un “doppia laurea”, che non dovevo fare la maestrina, che oggi la lingua è cambiata e che posiamo concederci una sorta di licenza poetica. Di fronte ad uno striscione, voluto da un ex datore di lavoro, in cui veniva scritto:“La città di … da il benvenuto a …”, ho fatto notare la mancanza dell’accento sul verbo. Mi sono sentita rispondere che non era rilevante, perché ciò che contava era che si leggesse il logo dell’azienda. Bella pubblicità!

Penserete che sono solo aneddoti e che ho il dente avvelenato nei confronti di qualcuno. Non è così! Pensate a quante volte vi è capitato di leggere titoli di giornali o di notiziari in cui la lingua italiana viene maltrattata dagli stessi giornalisti?

Che dire della geografia? Avete mai seguito il programma “L’eredità” condotto da Carlo Conti? I concorrenti faticano a completare il gioco in cui devono abbinare una città alla regione di appartenenza. Perché? Forse proprio perché nella scuola è mancata loro la “maestrina”.

Ovviamente la vicenda di Miss Italia va ben oltre le lacune di carattere nozionistico, è una questione più ampia inerente la conoscenza e la cultura e Alex Corlazzoli lo spiega molto bene nel suo articolo. Non ho le competenze per analizzare o criticare il mondo della scuola e i suoi programmi. Mi limito a quello che vedo e che leggo.

Ci tenevo a scrivere queste righe per esprimere il mio disappunto nei confronti di coloro che soprattutto attraverso i social hanno infierito nei confronti di questa ragazza: a me è parsa una guerra tra perdenti. Prima di insultare dovreste domandarvi cosa avreste risposto voi a quella domanda e quali motivazioni avreste addotto.

Miss Italia è nostra figlia. Miss Italia è una nostra allieva.Miss Italia è una nostra collega di lavoro. Miss Italia è utente di Facebook, Instagramm, Twitter e come tale è convinta che un evento storico tanto drammatico come una guerra, possa essere visto stando alla finestra, così come oggi dal proprio smartphone può vedere passare davanti ai suoi occhi le immagini più disparate che hanno per lei lo stesso significato, dai dolcissimi gattini al cadavere di un bambino adagiato su una spiaggia.

Se siamo educatori, genitori o formatori prendiamoci le nostre colpe!