BLOG AZIENDALE E BUSINESS

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La vostra azienda comunica attraverso un sito perfettamente organizzato che presenta efficacemente servizi e prodotti ?

Ottimo, penserete, ma non è così, siete solo a metà dell’opera.

Quando i vostri potenziali clienti vi avranno trovato attraverso i motori di ricerca, non saranno ancora “sazi” e “soddisfatti”, l’esperienza insegna che il web è un ricco banchetto da cui cibarsi, ma che non sempre il pasto sarà di qualità. Gli utenti lo sanno e non si fermano ai primi assaggi, cercano sempre di più, sono diffidenti, vogliono garanzie, certezze, approfondimenti.

Tutto questo non lo troveranno nel vostro sito, ma nelle notizie che periodicamente pubblicherete sui vostri prodotti, sul funzionamento dei vostri servizi e così via.

Ecco lo scopo del blog aziendale

Oggi i blog sono fondamentali per tutte quelle aziende che vogliano prendere sul serio il proprio business e la commercializzazione dei propri prodotti: sono un investimento relativamente economico e al tempo stesso molto efficace.

Un blog ben scritto, ricco di contenuti utili può avere un enorme impatto sulla vostra reputazione all’interno del vostro settore di mercato e aiuta la connessione con il cliente-base. Le imprese con un blog attivo generano il 67% in più di vendite al mese. (Fonte)
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Il cliente base si aspetta molto dalle aziende, non solo sterili comunicati stampa, ma una produzione di notizie capaci di dare risposte alle sue richieste. Se ad esempio cerchiamo informazioni sugli ultimi condizionatori messi sul mercato, ci aspettiamo che l’azienda ci fornisca una scheda tecnica, consigli d’uso, dettagli sul funzionamento ecc. Questa è proprio la parte di contenuto che va affidata al blog aziendale.

Ma chi crea e gestisce il vostro blog?

Non tutte le aziende dispongono di uffici di redazione e di blogger in esclusiva. Ecco che subentrano in questo ruolo i blogger professionisti e i content writer che conoscono le regole fondamentali del blogging. Ma una cosa è fondamentale: l’azienda deve sentire il blog come proprio, come espressione della propria voce che deve saper trasmettere a chi si occuperà della scrittura dei contenuti.

ORA E’ CHIARO PERCHE’ ZUCKERBERG HA INVESTITO IN INSTAGRAM

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Mentre noi marketer ci impegniamo a spiegare alle aziende perchè e come fare business attraverso facebook, twitter o pinterest, ecco che dobbiamo aggiornarci e prevedere anche instagram nelle nostre strategie di social e web marketing. (aggiungerei di non trascurare le potenzialità di snapchat)

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Anche instagram è entrato nel mondo dell’advertising

Entro due anni Instagram supererà Google e Twitter in quanto a ricavi per annunci display su smartphone (che raggiungeranno quota 2,39 miliardi – pari al 10% dei ricavi di Facebook). L’instagram advertising rappresenterà il futuro commerciale del social, sarà destinato a crescere ancora di più nei prossimi anni: entro il prossimo inverno infatti, sarà possibile utilizzare gli strumenti per l’acquisto di spazi pubblicitari sul social delle foto, integrandoli direttamente da Facebook, consentendo così ad ogni brand di poter pubblicizzare sul social, acquistando anche gli annunci pubblicitari su Instagram. (Fonte: eMarketer)
Gli sviluppatori Instagram, infatti, hanno dichiarato di voler “dare a tutte le imprese la possibilità di raggiungere le il giusto target attraverso l’integrazione delle API di Facebook e Instagram. …questo perché le persone vogliono entrare in contatto con aziende di ogni dimensione su Instagram, dai loro negozi di abbigliamento preferiti vicino casa ai ristoranti, fino ai più grandi brand del mondo”.
Nel corso dell’ultimo anno e mezzo sul “social network delle foto” sono apparse migliaia di inserzioni occasionali e generiche, non profilate e simili più o meno per tutti. Un approccio all’advertising ed alla targetizzazione che ora ci spiega il perchè dell’elevato investimento effettuato da Mark Zuckerberg nel 2012. Instagram, infatti, cambierà radicalmente: grazie ai nostri like, il social network saprà la nostra età, le nostre passioni e ciò che non ci piace fare. Al momento la possibilità di un “Instagram Advertising” è riservata soltanto ai brand multinazionali presenti in otto mercati (Stati Uniti, Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito).
Nei prossimi anni, secondo le previsioni di eMarketer, i ricavi pubblicitari di Instagram ( che attualmente rappresentano il 5% dei ricavi pubblicitari mobile di Facebook) aumenteranno fino al 14,0% entro il 2017, con un picco massimo rappresentato dal mercato statunitense (raggiungendo la quota del 28%). (Fonte)