APP STORE OPTIMIZATION Vi siete mai chiesti perchè scegliete una app piuttosto che un’altra? Qualcuno ha fatto bene il proprio lavoro!

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Keywords, tag metadescription, naming…ASO e SEO fanno parte della stessa famiglia.

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 Con oltre 700.000 applicazioni tra Google Play e App Store di Apple, la fortuna e la speranza non sono certo sufficienti per far trovare l’App che avete creato. Il passaparola è di certo ancora efficace ,ma non basta.

Il digital marketing non è statico ed evolve al passo con la tecnologia. Un esempio di questa dinamicità è proprio l’app store optimization: ottimizzazione del posizionamento delle app nei motori di ricerca degli store. Attività dalla valenza strategica considerevole, se consideriamo che il 63% degli utenti scopre nuove applicazioni proprio attraverso la ricerca.

Va premesso sicuramente qualche dato e per questo ci rifacciamo al report 2015 di ComScore

Apple mentiene la prima posizione come società che vende più dispositivi in termini assoluti con il 41,8% del market share, seguita da Samsung con il 29,7%. Android invece si conferma il sistema operativo più utilizzato con ben il 52,6% dei dispositivi, seguito ovviamente da iOs fermo a quota 41,8%. E noi utenti scarichiamo le nostre app gratis o a pagamento in App Store e Google Play. Ma come le troviamo? Perchè una piuttosto che l’altra? Come le scopriamo?

La App Store Optimization come abbiamo detto si occupa proprio del posizionamento delle app nei motori di ricerca degli store. La chiamano ASO e secondo una intelligente definizione è una costola del SEO e come nella migliore SEO si rifa a tecniche di posizionamento specifiche (che in realtà non sono poi così differenti da quelle tradizionali.)

Di cosa parliamo? Di app title e app description.

La prima è equivalente al title delle pagine web ed è buona norma, proprio come accade nel mondo SEO, che abbia un nome descrittivo, capace di attrarre l’attenzione e che non sia troppo lungo o che contenga caratteri speciali. La seconda, corrispondente al più noto tag meta description di un sito web, deve essere chiara e spiegare caratteristiche e funzionalità della app. Un’analisi delle parole chiave da utilizzare, sui termini di ricerca relativi alla app, a quelli utilizzati dai competitor o utilizzabili dagli utenti può rivelarsi particolarmente utile per conquistare una posizione vantaggiosa nel ranking. La scelta delle keyword – così come la selezione della categoria di appartenenza della app – è un fattore cruciale di ottimizzazione e deve essere guidata da un criterio di pertinenza assoluta; lo stesso discorso vale per il naming che individui la app, per il quale è necessario raggiungere un compromesso tra keyword di ricerca, originalità, descrittività e immediatezza.

Altre azioni di ottimizzazione, invece, sono tipiche della specificità delle app

La scelta dell’icona, che è il primo elemento che deve attrarre l’attenzione dell’utente e al tempo stesso deve rivelarsi coerente ( riconoscibilità del marchio, nel caso di app relative ad aziende o brand, o alla valenza grafica delle app di giochi), così come la scelta delle cromie, dello stile grafico.

La selezione degli screenshot consultabili dagli utenti, che devono essere in grado di rappresentare le funzionalità e le caratteristiche della app e che comunichino in maniera immediata il tipo di esperienza di navigazione che attende l’utente, che si tratti di un gioco mozzafiato o di una rivoluzionaria app per il benessere psico-fisico o di un comparatore di hotel per prenotare le proprie vacanze. Gli screenshot possono rivelarsi particolarmente utili per stabilire una relazione di fiducia con l’utente.

Best practice e buone regole sono fondamentali soprattutto per piccole e sconosciute start-up decise a farsi conoscere: la competizione è ai massimi livelli.

IL TUO SITO NON E’ RESPONSIVE? NON E’ OTTIMIZZATO PER I DISPOSITIVI MOBILI? GOOGLE TI PENALIZZA!

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IL TUO SITO WEB NON E' A MISURA DI SMARTPHONE? DEVI INTERVENIRE SUBITO!

Se ne è parlato tanto e poi, il 21 Aprile 2015 è arrivato!  E’ l’algoritmo di Google annunciato già nel mese di febbraio, che ha portato alla Mobile Geddon, una vera e propria rivoluzione (mobile-armageddon), che favorisce i siti mobile friendly e penalizza quelli che non sono ottimizzati per smartphone, tablet e tutti i dispositivi mobili. Sebbene Google abbia dichiarato che il nuovo algoritmo sarà applicato solo alle ricerche effettuate con i dispositivi mobili, resta da vedere se nei prossimi mesi ci saranno dei cambiamenti anche nelle versioni desktop.

Google ci ha abituati a continui cambiamenti dell’algoritmo con cui indicizza i siti web: Panda, Penguin e Pigeon sono solo alcune di queste revisioni. Ogni modifica ha cambiato sensibilmente il modo con cui il motore di ricerca genera la SERP (le pagine con i risultati di ricerca).
Nel caso della MobileGeddon la rivoluzione è più profonda e porta il web ad essere sempre più vicino ai dettami di Google: un web a misura di smartphone appunto mobile friendly.
È evidente quanto l’uso di internet su device sia in aumento. L’accesso quotidiano a internet da smartphone è soggetto ad una incontrollabile ascesa: come registra Business Insider, il 60% del traffico web negli USA è generato da smatphone e tablet; secondo l’Osservatorio del Politecnico di Torino, in Italia gli acquisti tramite e-commerce nel 2015 saranno per il 25% effettuati tramite mobile.
Quindi, è naturale che il web abbia bisogno di un “incentivo” ad adeguarsi alle nuove tecnologie e alle dimensioni ridotte dei dispositivi; solo che per molti, questa novità sembra una vera e propria imposizione, in quanto forza la Rete ad adeguarsi al modello di dettato da Google

NON AVETE UN SITO RESPONSIVE OTTIMIZZATO PER I DISPOSITIVI MOBILI?

Gli effetti si faranno sentire fin da subito! Se avete basato il vostro business proprio sul web, purtroppo vedrete scendere drasticamente il rank nella SERP di Google.
In sostanza, sono penalizzati quei siti che fanno uso di software esterni per visualizzare i contenuti (vedi Flash e Silverlight), che richiedono di zoomare per poter leggere il testo o che non adattano il layout alla dimensione dello schermo (distinguendo adeguatamente la pubblicità dai contenuti).

COME INTERVENIRE?
Ecco alcuni suggerimenti per evitare la penalizzazione:
Se hai creato il tuo sito o blog con i consueti CMS come Joomla o WordPress, accertati di aver utilizzato un template responsive, ovvero che si adatti in base alla dimensione dello schermo. Se non lo fosse, valuta di sostituirlo o di aggiornarlo con uno più adeguato.
Dimentica Flash (finalmente – “morto” da tempo). Se hai una splash page, delle animazioni o dei contenuti realizzati in Flash o Silverlight, controlla che sia disponibile una versione sostitutiva in HTML. Questi formati, infatti, non sono supportati da quasi nessun dispositivo mobile in commercio.

…ANCHE GOOGLE TI VIENE IN AIUTO
Google ha messo a disposizione le linee guida con cui definisce un sito mobile friendly e ha un’intera sezione dedicata allo sviluppo di mobile-sites. (Fonte notizia)

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