SITI E RESPONSIVE DESIGN

Standard

Il tuo sito è stato creato prima del 2015?

Scopri se Google l’ha tagliato fuori dalla ricerca

Fai il test di responsività

Tagliato fuori dalla ricerca su google?
Il tuo sito forse è stato penalizzato.
Dal 21 Aprile 2015 Google ha modificato il proprio algoritmo e se il tuo sito non è responsive non piace al motore di ricerca.
Cosa vuol dire responsive?
I visitatori devono poter vedere il tuo sito, ottimizzato per le diverse dimensioni dello schermo da cui guardano:
 | COMPUTER | TABLET | SMARTPHONE |
Hai già provato a vedere se il tuo sito passa il Test di responsività? E’ un sistema messo a disposizione da google per vedere se il tuo sito è navigabile anche da smartphone e tablet.

Verifica la navigabilità del tuo sito. Provalo ora facendo clik al link di seguito:

Prova Test
Che risultato hai ottenuto?

Appare il testo:”Fantastico. Questa pagina è ottimizzata per i dispositivi mobili.” ? Allora puoi stare tranquillo.
Non è così?  Non preoccuparti non è successo solo a te! Noi possiamo aiutarti creando un nuovo sito responsive per la tua attività.

CONTATTACI SENZA IMPEGNO

La mamma di Cappuccetto Rosso non è un’irresponsabile e neanche voi…

Standard

Insegniamo ai nostri figli come diventare cittadini digitali

Premessa

Minori e Internet | Dati UNICEF 2018

Ogni giorno oltre 175.000 bambini si connettono ad internet per la prima volta (un bambino ogni mezzo secondo)

Nel mondo1 utente su 3 è un bambino ( i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso)

——————————————————————————————————————————

Nel nostro immaginario collettivo, se c’è una fiaba che più di ogni altra ha un’efficacia tale da poter essere attualizzata in ogni tempo e contesto sociale, questa è proprio “Cappuccetto Rosso”.

Il suo messaggio è indiscutibilmente  attuale e per tanti genitori è il racconto ideale per mettere in guardia i loro piccoli dai rischi della disobbedienza e dai pericoli in cui incorrerebbero dando retta agli sconosciuti.     “Attento al lupo

Vi faccio una domanda.  Guardando l’immagine qui sopra cosa vi viene in mente?

L’ho mostrata a più persone di età diverse e tutte mi hanno risposto: “Cappuccetto Rosso”. Quando ho chiesto di approfondire con altri dettagli, tutte hanno iniziato a narrare la fiaba.

Mi piacerebbe invece soffermarmi su un altro particolare: la mamma! Secondo me è un personaggio sottovalutato, in realtà è lei che innesca il meccanismo “diabolico”: manda la piccola tutta sola nel bosco. E’ una sconsiderata?

Direi proprio di no, anzi! Lo sappiamo tutti che più e più volte raccomanderà alla piccola di non allontanarsi dal sentiero e di non fermarsi con gli sconosciuti.

Ma, ahimè, il male è subdolo, non ha scrupoli e, nascoto dietro il volto della lusinga tende agguati  diabolici. La mamma non conosce tutte le trappole del male, non ne prevede le sue azioni, per cui non può prevenirle. Si sente tranquilla: ha ben istruito la sua piccola.

Proprio così, se  leggiamo la storia come monito per noi adulti, tutto cambia e la mamma di Cappuccetto Rosso acquisisce un ruolo nuovo e determinante. La mamma deve imparare qualcosa in più, quello che sa non basta a proteggere Cappuccetto Rosso.

Adesso la vedete meglio nella foto? E’ il genitore che ha impegni al lavoro o che deve uscire per la spesa.  E’ la mamma che deve assentarsi da casa, per cui lascia soli per qualche ora i suoi figli. E’ il padre che rientra tardi dal lavoro a causa di un ritardo del treno…è la mamma che non può accompagnare i suoi figli a scuola, per cui ci andranno da soli…

Questi e tanti altri sono i motivi per cui spesso non possiamo stare con i nostri figli, ma cerchiamo di sentirci comunque tranquilli, perchè abbiamo spiegato loro tante cose, li abbiamo messi in guardia e gli abbiamo insegnato a fidarsi solo di noi e poche altre persone.

Spesso le nostre raccomandazioni non sono sufficienti perchè non sempre sappiamo da cosa dobbiamo proteggerlii: il bosco non è fatto solo di verde, cespugli, piante e un sentiero. Il bosco nasconde molte insidie ed è giunto il momento di scovarle, conoscerle e affrontarle quando si manifestano.

Oggi il bosco si chiama rete e come il bosco ha tantissimi pregi, ci tiene in contatto col mondo, ci informa e velocizza il nostro lavoro ma … qualcuno ha imparato a nascondersi tra le sue maglie.

Il lupo della rete oggi ha tanti nomi: sexting, grooming, sextortion, cyberbullismo, stalking, fake profile…per dirne alcuni. Li conoscete? Sapete di cosa si tratta?

I vostri ragazzi hanno uno smartphone? Allora è il momento di parlarne.

Vi propongo uno dei miei corsi che si terrà a novembre a Gallarate.Se siete interessati a corsi in altre città contattatemi su info@logosinprogress.com. (anche con minimo partecipanti 5)

Mi piacerebbe incontrarvi!

 

 

 

Serial killer e utente online … Quante analogie! E’ pur sempre una questione di analisi comportamentale

Standard

Sapete cosa dico ai miei clienti o agli allievi dei miei corsi quando introduco il discorso sulla creazione e gestione delle pagine social?

Una parte del lavoro che dovrete svolgere, richiede che siate dei veri profilers” . Sarà la mia passione, esagerata, per il “mondo del crimine (in tv) “, ma, tra caccia al soggetto ignoto e ricerca dell’utente tipo, vedo molte assonanze.

Se siete fan della serie Criminal Minds (o delle altrettanto note serie tv  Law & Order: Criminal Intent, Profiler – Intuizioni mortaliMindhunter o di film di successo comeIl silenzio degli innocenti) sapete di cosa sto parlando: i profilers hanno il compito di individuare un profilo criminale che permetta di portare alla luce un soggetto criminale ignoto. Come lo fanno? Attraverso tecniche e competenze acquisite con studi di psicologia, medicina, criminologia e avvalendosi del prezioso supporto della casistica e della analogia con casi già risolti. Naturalmente le mie nozioni in materia si limitano ad una esperienza da fiction, non è il mio campo e preferisco che il mio faccia a faccia con un serial killer sia filtrato da uno schermo, mentre me ne sto comoda sul divano. Certo è che la figura del profiler mi aiuta molto a rendere l’idea.

E’ proprio così! Quando create una pagina facebook o un account instagram, quando lavorate alla seo del vostro sito, dovrete avere ben chiaro il “profilo del vostro utente tipo“, quel  soggetto ignoto, del quale dovrete scoprire, gusti, preferenze, ricerche effettuate online, richieste specifiche di prodotti o servizi, posizione geografica, età, sesso…

Questa “analisi comportamentale” può avvenire solo ed esclusivamente online ed è definita profilazione utente e si basa sulla lettura e analisi dei dati di comportamento che ciascuno di noi ha in rete.

Un nostro like è una manifestazione di interesse, un click sul banner posizionato nella home page del sito che stiamo consultando fa sapere al web che stiamo cercando un particolare servizio. Click, like, condivisioni, esattamente come accade con le azioni di un serial killer, sono azioni che riconducono alla nostra “identità digitale”, quella identità che un sito aziendale o una pagina social ben costruiti devono saper intercettare.

Ricordate che “l’analisi digitale comportamentale” va affidata a professionisti, ma la consocenza del vostro lavoro, di come e perchè lo svolgete è innanzitutto una vostra risorsa, che potrete sfruttare nelle strategie di social e web marketing.

Seguite i vostri amici, guardate quello che pubblicano, guardate quello che condividono e portateli alle vostre pagine convertendoli in clienti o testimonial: e come nela caso di un serial killer, l’utente tipo potrebbe essere proprio un vostro amico, un amico di un amico e, ovviamente, anche un perfetto estraneo.

 

Logos in Progress | La tua web agency

Immagine

Zuckerberg mantiene la parola! E voi avete già ricevuto la nuova notifica di facebook?

Standard

Quante applicazioni abbiamo usato tramite il login di facebook? Ebbene è ora di dare una controllatina e rimuovere quei siti e quelle app che non utilizziamo più e ai quali abbiamo dato accesso alle nostre informazioni personali.

Come fare? Zuckerberg ci aiuta inviandoci una notifica e un link e soprattutto snellendo e velocizzando la procedura. Ecco di seguito la notifica di Facebook

E’ così che dal 15 Aprile alcuni utenti registrati su facebook hanno iniziato a ricevere una notifica non appena effettuato l’accesso al proprio account personale di Facebook.
Si tratta di uno dei tanti provvedimenti che la compagnia con sede a Menlo Park ha deciso di attuare in seguito al datagate causato dall’uso inappropriato dei dati da parte di Cambridge Analytica.

La notifica è arrivata puntuale dopo che  Mark Zuckerberg si è presentato davanti al Congresso degli USA, ammettendo le proprie colpe e responsabilità e promettendo maggiore trasparenza..

Il team che lavora dietro le quinte di Facebook ha già attuato diverse contromisure per arginare il problema:

  1. Sono in corso indagini per analizzare una ad una tutte le applicazioni che hanno richiesto l’accesso attraverso il login di Facebook, e che pertanto hanno potuto mettere le mani su informazioni sensibili condivise dall’utente sul proprio profilo;
  2. Sarà limitato l’accesso ai dati degli iscritti da parte degli sviluppatori;
  3. Vengono messi a disposizione degli utenti strumenti di facile utilizzo per avere un maggiore controllo della propria privacy.

In quest’ultimo rientra anche la notifica che sta comparendo sulle bacheche degli utenti di Facebook che recita:

Protezione delle tue informazioni

Sappiamo quanto sia importante che i tuoi dati siano al sicuro e stiamo semplificando il modo in cui puoi decidere con quali app condividere le tue informazioni.
Puoi accedere alla sezione App e siti web delle tue impostazioni in qualsiasi momento, per vedere a quali app e siti web hai effettuato l’accesso tramite Facebook. Puoi anche rimuovere quelli che non vuoi più che siano connessi a Facebook.

Al di sotto del messaggio, un pratico pulsante con la dicitura “Vai alle Impostazioni” permette di accedere in maniera immediata alla sezione che raccoglie tutte le applicazioni che abbiamo utilizzato attraverso il login di Facebook e, nel caso, di revocare il consenso a quelle sospette o non più utilizzate.

Si tratta di una manovra di notevole importanza perché esistono alcune applicazioni, in passato davvero virali, che sotto le mentite spoglie di innocenti giochi o quiz hanno ricevuto dagli stessi iscritti l’autorizzazione per ottenere informazioni come:

  • Rete di contatti
  • Gruppi ai quali si è iscritti
  • Post sul diario
  • Relazioni
  • Posizioni lavorative
  • Grado di istruzione
  • Indirizzo e-mail
  • Città di origine o attuale
  • Compleanno
  • Eventi
  • Foto
  • Contenuti a cui è stato lasciato un “Mi Piace”

In realtà, va detto che Facebook è sempre stato molto cauto quando si trattava della privacy dei suoi iscritti, e negli ultimi anni gli utenti hanno avuto gradualmente più controllo sui propri dati inseriti nel mondo del social network.

Oggi, però, gli sforzi di Facebook sono tutti in direzione della semplicità e della trasparenza, per questo motivo procedure che prima risultavano lunghe e noiose ora sono state rese più semplici ed immediate: basta un tap o un click sul pulsante mostrato dalla recente notifica per decidere se lasciare che applicazioni, servizi o software possano continuare ad accedere alle nostre info, oppure se fermare lo spionaggio.(fonte)

Privacy dei minori online, come tutelarla

Standard

Per anni, a partire dall’avvento di internet e in particolare del fenomeno social network, abbiamo sostenuto l’importanza della condivisione di contenuti in rete, come strategia di marketing vincente per aziende e organizzazioni.

E’ il ruolo di noi marketers è il nostro business.

Oggi le cose non sono cambiate, anzi, le strategie possono essere supportate da strumenti online sempre più performanti e dalla nascita di specilaisti del settore, che sono diventati figure indispensabili all’interno delle aziende.

…ma possiamo fermarci qui? Forse sì, nulla ci vieta di andare avanti a testa bassa senza guardarci intorno e senza tenere in considerazione le derive del mondo internet .

Se da un lato le dinamiche social e il mondo internet rappresentano una risorsa di business per le aziende e e organizzazioni, dall’altro sono diventati una vera trappola per chi li utilizza in maniera impropria, mettendo a rischio la propria privacy e la propria sicurezza.

… mi riferisco ai singoli individui che con i loro profili popolano il mondo del web.

Credo sia fondamentale per chi ha una maggiore conoscenza dei nuovi strumenti di comunicazione, dare il proprio contributo di informazione e formazione ai cittadini digitali, perchè la loro presenza nel web sia più consapevole e responsabile.

Oggi condivido un articolo di  Eleonora Tricarico , pubblicato da Ninja Marketing, voce autorevole, in materia di comunicazione digitale.

Di cosa si parla? Di quanto conta oggi la privacy dei minori e di quali siano i rischi che ancora alcuni genitori ignorano. Non dimentichiamo che la legge tutela l’immagine…e prevede conseguenze penali per il trattamento illecito di dati

Se siete genitori che spesso pubblicano e condividono immagini dei propri figli minori, vi invito alla lettura dell’articolo andando a questo link.

FURTO D’IDENTITA’ IN RETE

Standard

di Maria Rosaria Iglio

Furto d’identità e cybercrime

Social network e servizi interattivi online fanno parte della nostra quotidianità, ma c’è un dettaglio che non sempre cogliamo o che sottovalutiamo:se nella vita reale siamo spesso riservati, poco generosi nel dare informazioni personali e diffidenti nei confronti dello “sconosciuto”, online pecchiamo tutti di ingenuità e la quantità di dati che riguardano la sfera della nostra privacy finiscono in rete in maniera sempre più esponenziale.

Così gli hacker, sempre in agguato, hanno iniziato a sviluppare nuove tecniche, come il social engineering ma non solo, che permettono di rubare password e nome utente di servizi online (come social network e personal banking) grazie a quelle stesse informazioni che noi ingenuamente immettiamo in rete.

Uno degli effetti principali di questa attività è il furto di identità. Gli hacker riescono a entrare in possesso di password, nomi utenti, dati bancari, numeri di carta di credito e altri dati personali e li utilizzano per fingersi persone che in realtà non sono. È tra le attività di cybercrime più pericolose e subdole e fa registrare tassi di crescita altissimi: ogni anno, milioni di internauti in tutto il mondo (complice anche i data breach delle grandi aziende) vedono la loro identità online messa a repentaglio dagli attacchi di hacker e cybercriminali vari. (fonte)

Ma è possibile proteggerci? Per fotuna sì!
Partiamo dalle email: è uno dei consigli che potrebbe sembrare molto banale e scontato, ma dobbiamo fare attenzione  all’indirizzo di posta elettronica di chi  spedisce l’email. Lo spam e il phishing sono i mezzi preferiti dagli hacker per entrare in possesso dei vostri dati personali. La nostra banca o un qualsiasi ente finanziario non ci chiederà mai i nostri dati personali o i dati di accesso al conto online via email. È buona norma, quindi, non fornirli e non effettuare l’accesso tramite link che trovate in messaggi di posta sospetti. Se siete dubbiosi sull’effettiva provenienza della email e sulle informazioni che riporta, effettuate l’accesso ai servizi di personal banking connettendovi direttamente al sito della banca.

…e l’antivirus? Eh sì non dobbiamo sottovalutarne l’efficacia: per proteggere il nostro computer e la nostra identità da attacchi provenienti da hacker,  un buon antivirus è sempre una garanzia così come tenere sempre aggiornati i nostri programmi. Gli hacker utilizzano backdoor, trojan  e gli antivirus con gli antimalware sono l’unico modo per rimanere al riparo da pericoli di questo genere.

La navigazione sicura: mettiamo al sicuro la nostra rete Wi-Fi utilizzando uno standard crittografico adeguato. Se il nostro router ha già impostata una chiave crittografica abbastanza sicura (basata ad esempio sullo standard WPA2 a 256 bit) non va cambiata e soprattutto non va disattivato mai l’accesso via password alla nostra rete senza fili. La navigazione è più sicura se navighiamo in incognito o tramite una connessione criptata, magari utilizzando una VPN o software come HTTPS Everywhere.

L’importanza della password: per comodità spesso utilizziamo sempre la stessa password per tutti i nostri account ma in questo modo siamo più facilmente hackerabili e perderemmo in un solo colpo, l’accesso a tutti i servizi online che utilizziamo. E’ consigliabile  una password differente per ogni servizio web a cui siamo iscritti, ma sappiamo nche quanto sia difficile ricordare tutte. Fortunatamente esistono programmi ed estensioni per browser – come ad esempio LastPass – che ci possono aiutare in questo compito.

La prudenza innanzitutto: sarebbe opportuno che online fossero presenti il minor numero di informazioni personali sul nostro conto. Non dovremmo sovraccaricare i nostri account social (come Facebook, Twitter e Foursquare) con informazioni e dati che ci riguardano personalmente. Non è necessario, ad esempio, effettuare il check-in su Foursquare quando si è in banca: qualche malintenzionato potrebbe aspettarci fuori dal portone e rubarci quanto appena prelevato (oppure obbligarci a prelevare).

E’ buona norma limitare il più possibile le cerchie d’amicizia (virtuali) sui social network: “non parlare con gli sconosciuti” è un monito assolutamente attuale, perché non possiamo mai sapere chi si nasconde dietro una tastiera e uno schermo.

 

 

Lasceresti tuo figlio ore da solo per strada? … e online?

Standard

di Maria Rosaria Iglio

Ci affanniamo e non poco, per insegnare ai nostri figli come attraversare la strada, come diffidare degli sconosciuti o semplicemente come andare in bicicletta, senza cadere e farsi male.

Perché?

E’ così semplice rispondere: perché li amiamo e li proteggiamo. L’esperienza, i fatti di tutti i giorni ci hanno abituati a stare in guardia e ad essere molto diretti con in nostri figli, parlando loro esplicitamente di tutta quella serie di pericoli che potrebbero incontrare nella vita quotidiana: ai giardini o all’oratorio, in autobus o alla stazione, a scuola o in palestra. Siamo altrettanto previdenti rispetto al web? Siamo così preoccupati? Conosciamo l’entità del pericolo che potrebbero correre utilizzando smartphone, computer o Ipad?

Di norma non “demonizzo” l’uso dei social e del web da parte dei ragazzi, anzi, ne apprezzo l’opportunità di approfondimento e conoscenza, ma “demonizzo” l’atteggiamento superficiale di noi adulti, che nella stragrande maggioranza dei casi, veniamo meno al nostro obbligo di protezione e tutela.

Perché se non li abbandoniamo ore da soli per strada, li lasciamo ore online? Perché se ci preoccupiamo di fargli indossare tutte le protezioni del caso, per farsi una corsetta in bicicletta, non ci preoccupiamo di attivare tutti i sistemi di controllo messi a disposizione dalla rete per tutelarli?

E non mi riferisco solo ai bambini e agli adolescenti, perchè  il problema tocca anche quei soggetti fragili per i quali normalmente intervengono e decidono persone cui viene affidata la loro tutela.

Il pericolo ha nuove frontiere e siamo obbligati a conoscerle: si chiamano cyberbullismo, sexting, dipendenza, stalking, ransomware, fake news o chat non sicure… e i nuovi nemici si chiamano troll, haters, pedofili in rete,falsi profili…

Un quadro molto ampio di rischi e derive che potrebbe farci sentire spiazzati, soli e poco preparati, ma non è così, anzi il messaggio che mi sento di dare è più che positivo: possiamo strutturarci iniziando a conoscere meglio quel mondo in cui bazzicano spesso i nostri figli; la rete e i social. Questo non ci obbliga ad utilizzare per forza Facebook o Instagram, ma almeno a conoscerne i regolamenti di iscrizione, le possibilità di gestione della privacy e della sicurezza, le dinamiche di pubblicazione e condivisione.

Lo sapete che Facebook tutela i minori? Lo sapete che Instagram ha un proprio decalogo dedicato a tutti i ragazzi, su come dovrebbero o non dovrebbero essere i contenuti delle loro foto? Informiamoci e creiamo i profili social dei nostri figli insieme a loro, insegnandogli innanzitutto a non mentire sull’età e a comprendere che tutto quello che scrivono, pubblicano e condividono “rimarrà per sempre in rete”, con tutte le conseguenze del caso (anche penali).

Qualche riga più su ho scritto che la rete mette a disposizione strumenti di tutela che possiamo attivare sui dispositivi che utilizzano i nostri figli: li conoscete? Purtroppo non basta scaricare alcuni software, per lo più gratuiti, ad esempio antispam o antivirus e mettere una password d’accesso, niente di più sbagliato. Questo genere di supporti non riescono in alcun modo a proteggere i fragili internauti dai pericoli.

E’ molto meglio installare su smartphone, pc e tablet i parental control; software che permettono di bloccare subito una pagina web sospetta, alcuni seguono molto da vicino la navigazione dei ragazzi, ad esempio sono in grado di registrare le attività e i materiali che non sono sicuri per il pubblico più giovane.

Mi sento di consigliarvi alcune applicazioni tra le più utilizzate nel mondo e testate con successo dagli utenti: Net Nanny, Kaspersky Safe Kids, Anti-Porn ( ma ne esistono molte altre)

NETNANNY

Sì, è proprio lei, la babysitter della rete. Un bambino dovrebbe essere sempre guidato dai propri genitori quando naviga in Rete, ma non sempre è possibile, per cui è necessario che i genitori si adoperino per garantire la sicurezza dei minori nelle ore che trascorrono da soli sui loro dispositivi. NetNanny è un software, che risponde a una serie di finalità, tra cui impedire l’accesso a un certo tipo di contenuti nocivi. E’ una piattaforma che permette ai genitori di gestire in maniera accurata i contenuti cui i più piccoli possono accedere quando utilizzano il computer o lo smartphone. Disponibile per Windows, macOS, Android e iOS, mette a disposizione strumenti quali il controllo parentale, filtro anti pornografia, difesa dal cyberbullismo e molto altro ancora. Il tutto è basato su un sistema di controllo cloud che consente di scansionare in diretta le pagine che si stanno visitando evitando, così, che i più piccoli possano accedere a contenuti – o applicazioni – non adatte alla loro età.

KASPERSKY SAFE KIDS

Suite di protezione a 360 gradi, non protegge i vostri bambini solamente quando navigano online, ma consente anche di monitorarne spostamenti e movimenti, avvisandovi nel caso in cui si allontanino da una safe area stabilita da voi. Disponibile per computer (Windows e Mac) e smartphone (Android e iPhone), Kaspersky Safe Kids permette di selezionare natura e tipologia dei contenuti che i più piccoli possono visualizzare e , allo stesso tempo, controllare modalità di utilizzo del computer e dello smartphone. Oltre a impostare un tempo massimo di utilizzo giornaliero, Safe Kids dà modo di controllare chiamate e messaggi in uscita e l’attività dei propri figli su Facebook.

ANTI-PORN

Il porno è forse una delle nostre maggiori preoccupazioni, ma sappiate che esistono diversi strumenti che permettono di proibire l’accesso a siti hard di ogni genere. Anti-Porn è un’estensione per Chrome e Firefox che impedisce ai giovani internauti di visitare siti a luci rosse: grazie a una piattaforma cloud, monitora costantemente milioni di siti web e miliardi di pagine per aggiornare continuamente la black list di portali dai quali i più giovani devono stare alla larga.

Ne esistono davvero parecchie e tutte molto utili, ma vorrei consigliarvi di prendere confidenza anche voi con quel mondo che tanto affascina i vostri figli, così da saperli accompagnare in ogni loro esperienza in rete.

“Fare” business con Instagram

Standard

INSTAGRAM, nel frenetico mondo dei social network, è l’ultimo nato, ma ha conquistato subito gli utenti per la possibilità di postare foto e immagini, modificate o meno da appositi filtri e condividerle mediante degli hashtag.

Un social di assoluto e indiscusso successo che ha messo non poco in difficoltà i competitor Facebook e Twitter, tanto che, è ormai storia nota, Mark Zuckerberg ha deciso di acquisirlo. Per tenere la app al passo con i tempi, sono stati effettuati vari aggiornamenti, come l’aggiunta dei video, le famose Instagram Stories, potenziato i filtri e quant’altro e la maggior parte degli utenti iscritti lo utilizza per tenersi in contatto con il web.

Ma come è possibile fare business con un social di fotografie virtuali ? Ci sono degli step fondamentali da osservare, ad esempio aumentare i follower, scegliere i contenuti giusti e studiare i famigerati hashtag.

I followers

E’ vero che per aumentare i followers è necessario comprarli? Beh, inizialmente sì. Si tratta di un investimento mirato a far crescere la propria brand awarness e aumentare visulaizzazioni e likes. Ogni tanto bisogna investire per diventare ricchi!

Attenzione! E’ solo l’inizio. Per mantenere vivo l’interesse ed acquisire Mi Piace e incominciare a incrementare le proprie probabilità di guadagno, curando la foto del profilo, il testo della propria bio e il link. Perchè un link? Il motivo è semplice: Instagram è su Internet e oltre alla ricerca diretta sul social, alcune persone possono essere trovate tramite i motori di ricerca. Un link che suggersico è quello al proprio profilo o alla propria pagina facebook.

Le immagini

Fondamentale è scegliere un tema e cercare di mantenerlo soprattutto attraverso le immagini. Alcune ricerche hanno dimostrato che i profili con più click e follower postano foto luminose (non scure o fluo), con un solo colore dominante a bassa saturazione (specialmente il blu, pochissimo il rosso). Molte agenzie di viaggio utilizzano questo sistema e, incredibilmente, riescono a creare foto originali e distintive. Ma anche girare brevi video di vita quotidiana, o di presentazione dei prodotti, o semplicemente raccontando qualcosa di sé può far piovere Mi Piace, seguendo sempre queste dritte. Non c’è nulla di peggio di un filmato breve con immagini scure o con troppi colori molto appariscenti.(Fonte)

Gli hashtag

Esistono tre categorie di hashtag: piccoli, medi e grandi. Sono le parole chiave che utilizza il social per premiare le immagini più originali mettendole in evidenza. In base al numero di follower, si possono scegliere fino a 10 hashtag grandi, fino a 10 hashtag medi e fino a 10 hashtag piccoli. Attenzione, però che siano formati da una sola parola e che siano scritti nella lingua più consona al vostro scopo, al vostro target.

Cercate sempre di ampliare il vostro pubblico, seguendo profili che si collegano al vostro per interessi e obiettivi e non dimenticate di mettere il vostro Like!