Piano editoriale – Come funziona?

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Il tuo content marketing ha bisogno di un piano editoriale.
Che si tratti del sito, del tuo blog o dei tuoi canali social il piano editoriale è fondamentale.
Nel mondo della comunicazione digitale la mole di canali a disposizione è alquanto corposa e vale la pena sfruttarne tutte le potenzialità.
In questo contesto potrebbe essere facile perdersi.
Il sito, il blog, facebook, instagram , linkedin, twitter, whatsapp ecc. una volta individuati i contenitori più adatti ala vostra attività digital non commettete l’errore del’autoposting: un contenuto unico ovunque.
Ogni canale ha proprie regole: metriche e grammatiche diverse, misure diverse per immagini e video, orari differenti di pubblicazione…
Le regole seo per i testi di un sito non varranno certo per un tweet o per un testo di instant messaging.
Che dire? Prima di impostare un calendario editoriale approfondisci e metabolizza le regole di tutti quei contenitori digitali che deciderai di utilizzare.

IL PIANO EDITORIALE

Una definizione esaustiva potrebbe essere quella indicata da digital-coach.it

Il piano editoriale cos’è? È un documento che ti permette di pianificare i contenuti da pubblicare online per raggiungere un determinato obiettivo misurandolo nel tempo. Il piano editoriale è un importante strumento di marketing che, se opportunamente pianificato, aiuta le aziende ad acquisire visibilità su internet e raggiungere i propri obiettivi di business. Il piano editoriale ti consente di avere sotto controllo tutti i tuoi canali di comunicazione ed integrarli perfettamente nella tua strategia di marketing.”

Mi piace questa impostazione perché propone il piano editoriale come uno strumento che va ben al di là di un mero strumento di organizzazione del lavoro. In realtà ha una funzione ben più interessante per un marketer: se ben impostato aiuta ad acquisire visibilità su internet e a raggiungere i propri obiettivi di business.

La costanza, la strategia organizzativa e soprattutto l’immediata misurabilità dei risultati sono i punti vincenti.

Piano e calendario editoriale

Un calendario editoriale prende forma solo dopo aver stabilito il piano editoriale.
Quest’ultimo riguarda strategie e obiettivi per cui rientra in una vera e propria azione di marketing che terrà conto di

  • target
  • contenuto da veicolare
  • mission aziendale – brand
  • tone of voice

E’ un insieme di azioni strategiche, per raggiungere un target preciso e un certo obiettivo, quantitativamente e qualitativamente misurabile.

Andiamo in concreto alla impostazione del calendario delle pubblicazioni:
altro non è che un foglio di lavoro articolato secondo alcuni punti essenziali da tenere sempre presenti, in primis, date e contenuti.

  • date
  • ricorrenze particolari: in questo caso sono importanti per contenuti di real marketing
  • copy
  • obiettivi
  • Immagine/link – casella dedicata alle immagini o ai link da pubblicare

La costanza delle pubblicazioni sarà sempre un punto di forza per l’azienda. Un post qua e là, un articolo ogni tanto sul blog, non servono se non a riempire degli spazi, ma non a consolidare fiducia per il brand.

Il calendario come abbiamo detto potrebbe essere un semplice foglio di lavoro, ma oggi esistono diverse soluzioni online che aiutano marketer e social media manager.
Vediamo i più noti e performanti
 Google Calendar
Google Drive con la creazione di un foglio excell
Trello – Come i primi due ha il vantaggio di rendere condivisibili i progetti per cui è ideale per lavoro in team o per la condivisione con i clienti. La novità e la sua originalità sta nella possibilità di creare delle vere e proprie lavagne pubbliche o private (board) o bacheche virtuali. E’ un software nato nel 2011

Per chi intenda creare un calendario delle pubblicazioni su wordpress, la piattaforma mette a disposizione un plug-in ad hoc, Editorial Calendar integrato con la bacheca di WordPress.


Il tuo brand è sempre visibile?

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Stai facendo pubblicità sui social, su youtube e google?
Utilizzi anche spazi fisici per promuovere il tuo prodotto? Vetrina, scaffali, espositori?
A questo punto sai qual è la prima cosa che devi chiederti?
Il mio marchio è sempre visibile e riconoscibile?
Prima ancora della visibilità di un prodotto o di un servizio, quello che deve rilevare è la visibilità del brand.

Come potremmo definire la visibilità del brand?


Il brand è effettivamente visibile non solo se presente, ma se riconoscibile.
Colori, payoff, font ecc. sono elementi “stabili” del brand e devono apparire con coerenza e costanza in ogni contesto pubblicitario, dal Instagram a Youtube, dallo scaffale alla vetrina.

La presenza e la riconoscibilità non possono prescindere l’una dall’altra.
Un esempio può rendere meglio il concetto

In queste due immagini ho riportato i frame di due video della Barilla, che promuovono due prodotti e, se vogliamo, anche due differenti emozioni.
Qui sotto lo scaffale di un supermercato

Cosa non manca ? Il brand! Presente, evidente, riconoscibile

Immagino che tutti stiate pensando alla banalità di quello che sto dicendo.
Certo, sono d’accordo, ma solo perché si sta parlando di Barilla, così come se si stesse parlando di Coca Cola, Apple, Nike…
Ma provate a pensare ai brand più piccoli, alle organizzazioni o aziende locali che magari si muovono in un mercato più ristretto dal punto di vista geografico e che devono farsi conoscere e riconoscere per accaparrarsi quella fetta di clientela che altri potrebbero sottrargli.

Se non sei Barilla o Coca Cola dovrai fare ancora più attenzione a non trascurare il tuo brand.

Prendo ad esempio un settore molto interessante e molto pubblicizzato: bellezza e benessere.
Dite la verità, capita anche a voi di vedere scorrere sul vostro smartphone immagini bellissime postate sui social, tutte simili tra loro? Sono belle, accattivanti, promuovono un risultato, magari sono in grado di trasmettere un valore e sicuramente sanno intercettare una vostra esigenza…”caspita devo dare una spuntatina ai capelli e magari rifare il colore”, ma poi manca il brand.

Chi ha postato quella foto o quel video? Se in quel particolare momento sono impegnata in altra attività, sono al lavoro, devo rispondere ad una telefonata…perderò quella particolare foto e non saprò più ricondurla a un brand.

Un’attività di marketing non può prescindere da questa priorità.
Anche quando sei titolare di una piccola attività commerciale, di un centro benessere, di un ristorante, di un hotel o di uno studio professionale, rendi visibile il tuo brand.
Ogni post sui social network , ogni video che posterai su youtube e soprattutto ogni campagna ads deve mettere in evidenza il tuo brand.

PERCHE’ IL BRAND DEVE ESSERE SEMPRE VISIBILE?

Se capiamo il motivo non ci dimenticheremo mai più di ricorrere al nostro brand nelle nostre attività di marketing.
Ritorniamo all’esempio delle foto di una bella acconciatura: se alla foto la mia memoria associa un brand è più facile che io diventi cliente di quel parrucchiere . Ha intercettato una mia esigenza, mi ha trasmesso un’emozione, magari anche un valore, perché mi ha raccontato che utilizza prodotti cruelty free, ma innanzitutto…mi ha detto chi è, si è palesato attraverso il suo brand.

Quando deciderò finalmente di cambiare tinta o sistemare la mia acconciatura, la mia memoria mi aiuterà a scegliere ripescando tra le immagini, i video o i cartelloni pubblicitari in cui quel brand mi è apparso.

Cos’è allora la visibilità del brand?

Se dal punto di vista descrittivo possiamo definirla come l’ insieme degli elementi di identificazione, dal punto di vista dell’azione di marketing, la visibilità del brand è la sua presenza strategica, capace di andare ad occupare uno spazio significativo nella nostra memoria.

Covid 19 e messaggi su WhatsApp. Da oggi possiamo verificarne l’autenticità.

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di Maria Rosaria Iglio

Facebook lancia in Italia il progetto pilota di fact-checking per monitorare fake in materia di Coronavirus

Quanti messaggi avete ricevuto sul tema Covid19?

Dallo scoppio della pandemia tutti abbiamo ricevuto tramite WhatsApp messaggi di vario genere con informazioni allarmanti arrivate da pseudo medici e infermieri o consigli su rimedi miracolosi per prevenire la malattia.
Come verificare la veridicità delle notizie e come combattere la disinformazione?

In Italia il progetto pilota di fact-checking

Facebook non ha sottovalutato il problema e ha dato il via a un progetto pilota che parte proprio in Italia.
Di cosa si tratta? Di un’attività di fact-checking su WhatsApp che risponde all’iniziativa di co-regolamentazione definita da Agcom per affrontare la sfida della disinformazione sul Coronavirus attraverso le piattaforme digitali.

Il servizio si basa sulla partnership con Facta, il nuovo progetto di Pagella Politica, che è partner di Facebook in Italia dal 2018, nell’ambito del programma globale di fact-checking dell’azienda. ” (Fonte Facebook Italia)

Come funziona il servizio di fact-checking? Un numero a vostra disposizione

Il servizio di controllo funziona in maniera molto semplice ed immediata:
è stato messo a disposizione degli utenti un numero, il  +39 345 6022504 cui inviare i messaggi arrivati su WhatsApp riguardanti il Coronoavirus:
Può trattarsi di qualsiasi tipo di messaggio:

  • messaggio vocale
  • messaggio con immagini
  • messaggio con video

In questo modo il servizio può verificarne la veridicità e l’autenticità. Facta però non si limiterà a mandare una notifica all’utente che ha inviato la richiesta.
Se dovesse trattarsi di una nuova notizia falsa la inserirà su http://www.facta.news all’interno di un “un database di fatti e miti sul nuovo coronavirus, ad uso del pubblico e dei media come fonte di informazione”.

Le bufale purtroppo sono una  vera “malattia” che contamina piattaforme social e instant messaging. La lotta alle fake è una delle battaglie più difficili da combattere anche per il colosso di Mark Zuckerberg.
Un consiglio “memorizzate in rubrica il numero +39 345 6022504, così potrete condividere subito i messaggi sospetti“.