Lasceresti tuo figlio ore da solo per strada? … e online?

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di Maria Rosaria Iglio

Ci affanniamo e non poco, per insegnare ai nostri figli come attraversare la strada, come diffidare degli sconosciuti o semplicemente come andare in bicicletta, senza cadere e farsi male.

Perché?

E’ così semplice rispondere: perché li amiamo e li proteggiamo. L’esperienza, i fatti di tutti i giorni ci hanno abituati a stare in guardia e ad essere molto diretti con in nostri figli, parlando loro esplicitamente di tutta quella serie di pericoli che potrebbero incontrare nella vita quotidiana: ai giardini o all’oratorio, in autobus o alla stazione, a scuola o in palestra. Siamo altrettanto previdenti rispetto al web? Siamo così preoccupati? Conosciamo l’entità del pericolo che potrebbero correre utilizzando smartphone, computer o Ipad?

Di norma non “demonizzo” l’uso dei social e del web da parte dei ragazzi, anzi, ne apprezzo l’opportunità di approfondimento e conoscenza, ma “demonizzo” l’atteggiamento superficiale di noi adulti, che nella stragrande maggioranza dei casi, veniamo meno al nostro obbligo di protezione e tutela.

Perché se non li abbandoniamo ore da soli per strada, li lasciamo ore online? Perché se ci preoccupiamo di fargli indossare tutte le protezioni del caso, per farsi una corsetta in bicicletta, non ci preoccupiamo di attivare tutti i sistemi di controllo messi a disposizione dalla rete per tutelarli?

E non mi riferisco solo ai bambini e agli adolescenti, perchè  il problema tocca anche quei soggetti fragili per i quali normalmente intervengono e decidono persone cui viene affidata la loro tutela.

Il pericolo ha nuove frontiere e siamo obbligati a conoscerle: si chiamano cyberbullismo, sexting, dipendenza, stalking, ransomware, fake news o chat non sicure… e i nuovi nemici si chiamano troll, haters, pedofili in rete,falsi profili…

Un quadro molto ampio di rischi e derive che potrebbe farci sentire spiazzati, soli e poco preparati, ma non è così, anzi il messaggio che mi sento di dare è più che positivo: possiamo strutturarci iniziando a conoscere meglio quel mondo in cui bazzicano spesso i nostri figli; la rete e i social. Questo non ci obbliga ad utilizzare per forza Facebook o Instagram, ma almeno a conoscerne i regolamenti di iscrizione, le possibilità di gestione della privacy e della sicurezza, le dinamiche di pubblicazione e condivisione.

Lo sapete che Facebook tutela i minori? Lo sapete che Instagram ha un proprio decalogo dedicato a tutti i ragazzi, su come dovrebbero o non dovrebbero essere i contenuti delle loro foto? Informiamoci e creiamo i profili social dei nostri figli insieme a loro, insegnandogli innanzitutto a non mentire sull’età e a comprendere che tutto quello che scrivono, pubblicano e condividono “rimarrà per sempre in rete”, con tutte le conseguenze del caso (anche penali).

Qualche riga più su ho scritto che la rete mette a disposizione strumenti di tutela che possiamo attivare sui dispositivi che utilizzano i nostri figli: li conoscete? Purtroppo non basta scaricare alcuni software, per lo più gratuiti, ad esempio antispam o antivirus e mettere una password d’accesso, niente di più sbagliato. Questo genere di supporti non riescono in alcun modo a proteggere i fragili internauti dai pericoli.

E’ molto meglio installare su smartphone, pc e tablet i parental control; software che permettono di bloccare subito una pagina web sospetta, alcuni seguono molto da vicino la navigazione dei ragazzi, ad esempio sono in grado di registrare le attività e i materiali che non sono sicuri per il pubblico più giovane.

Mi sento di consigliarvi alcune applicazioni tra le più utilizzate nel mondo e testate con successo dagli utenti: Net Nanny, Kaspersky Safe Kids, Anti-Porn ( ma ne esistono molte altre)

NETNANNY

Sì, è proprio lei, la babysitter della rete. Un bambino dovrebbe essere sempre guidato dai propri genitori quando naviga in Rete, ma non sempre è possibile, per cui è necessario che i genitori si adoperino per garantire la sicurezza dei minori nelle ore che trascorrono da soli sui loro dispositivi. NetNanny è un software, che risponde a una serie di finalità, tra cui impedire l’accesso a un certo tipo di contenuti nocivi. E’ una piattaforma che permette ai genitori di gestire in maniera accurata i contenuti cui i più piccoli possono accedere quando utilizzano il computer o lo smartphone. Disponibile per Windows, macOS, Android e iOS, mette a disposizione strumenti quali il controllo parentale, filtro anti pornografia, difesa dal cyberbullismo e molto altro ancora. Il tutto è basato su un sistema di controllo cloud che consente di scansionare in diretta le pagine che si stanno visitando evitando, così, che i più piccoli possano accedere a contenuti – o applicazioni – non adatte alla loro età.

KASPERSKY SAFE KIDS

Suite di protezione a 360 gradi, non protegge i vostri bambini solamente quando navigano online, ma consente anche di monitorarne spostamenti e movimenti, avvisandovi nel caso in cui si allontanino da una safe area stabilita da voi. Disponibile per computer (Windows e Mac) e smartphone (Android e iPhone), Kaspersky Safe Kids permette di selezionare natura e tipologia dei contenuti che i più piccoli possono visualizzare e , allo stesso tempo, controllare modalità di utilizzo del computer e dello smartphone. Oltre a impostare un tempo massimo di utilizzo giornaliero, Safe Kids dà modo di controllare chiamate e messaggi in uscita e l’attività dei propri figli su Facebook.

ANTI-PORN

Il porno è forse una delle nostre maggiori preoccupazioni, ma sappiate che esistono diversi strumenti che permettono di proibire l’accesso a siti hard di ogni genere. Anti-Porn è un’estensione per Chrome e Firefox che impedisce ai giovani internauti di visitare siti a luci rosse: grazie a una piattaforma cloud, monitora costantemente milioni di siti web e miliardi di pagine per aggiornare continuamente la black list di portali dai quali i più giovani devono stare alla larga.

Ne esistono davvero parecchie e tutte molto utili, ma vorrei consigliarvi di prendere confidenza anche voi con quel mondo che tanto affascina i vostri figli, così da saperli accompagnare in ogni loro esperienza in rete.

“Fare” business con Instagram

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INSTAGRAM, nel frenetico mondo dei social network, è l’ultimo nato, ma ha conquistato subito gli utenti per la possibilità di postare foto e immagini, modificate o meno da appositi filtri e condividerle mediante degli hashtag.

Un social di assoluto e indiscusso successo che ha messo non poco in difficoltà i competitor Facebook e Twitter, tanto che, è ormai storia nota, Mark Zuckerberg ha deciso di acquisirlo. Per tenere la app al passo con i tempi, sono stati effettuati vari aggiornamenti, come l’aggiunta dei video, le famose Instagram Stories, potenziato i filtri e quant’altro e la maggior parte degli utenti iscritti lo utilizza per tenersi in contatto con il web.

Ma come è possibile fare business con un social di fotografie virtuali ? Ci sono degli step fondamentali da osservare, ad esempio aumentare i follower, scegliere i contenuti giusti e studiare i famigerati hashtag.

I followers

E’ vero che per aumentare i followers è necessario comprarli? Beh, inizialmente sì. Si tratta di un investimento mirato a far crescere la propria brand awarness e aumentare visulaizzazioni e likes. Ogni tanto bisogna investire per diventare ricchi!

Attenzione! E’ solo l’inizio. Per mantenere vivo l’interesse ed acquisire Mi Piace e incominciare a incrementare le proprie probabilità di guadagno, curando la foto del profilo, il testo della propria bio e il link. Perchè un link? Il motivo è semplice: Instagram è su Internet e oltre alla ricerca diretta sul social, alcune persone possono essere trovate tramite i motori di ricerca. Un link che suggersico è quello al proprio profilo o alla propria pagina facebook.

Le immagini

Fondamentale è scegliere un tema e cercare di mantenerlo soprattutto attraverso le immagini. Alcune ricerche hanno dimostrato che i profili con più click e follower postano foto luminose (non scure o fluo), con un solo colore dominante a bassa saturazione (specialmente il blu, pochissimo il rosso). Molte agenzie di viaggio utilizzano questo sistema e, incredibilmente, riescono a creare foto originali e distintive. Ma anche girare brevi video di vita quotidiana, o di presentazione dei prodotti, o semplicemente raccontando qualcosa di sé può far piovere Mi Piace, seguendo sempre queste dritte. Non c’è nulla di peggio di un filmato breve con immagini scure o con troppi colori molto appariscenti.(Fonte)

Gli hashtag

Esistono tre categorie di hashtag: piccoli, medi e grandi. Sono le parole chiave che utilizza il social per premiare le immagini più originali mettendole in evidenza. In base al numero di follower, si possono scegliere fino a 10 hashtag grandi, fino a 10 hashtag medi e fino a 10 hashtag piccoli. Attenzione, però che siano formati da una sola parola e che siano scritti nella lingua più consona al vostro scopo, al vostro target.

Cercate sempre di ampliare il vostro pubblico, seguendo profili che si collegano al vostro per interessi e obiettivi e non dimenticate di mettere il vostro Like!

 

CONTENT IS KING E’ ANCORA UNA INCONFUTABILE VERITA’

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CONTENT IS KING!
Sapete chi l’ha detto?

Un tale di nome Bill Gates, che già nel 1996, a speigazione di questa sua affermazione diceva: ” … se chiedete alle persone di accendere il computer per leggere su uno shermo, allora devono essere ricompensate con informazioni approfondite e aggiornate, che possono esplorare a piacere. Hanno bisogno di avere l’audio e, magari, pure dei video. Hanno bisogno di un’opportunità per il coinvolgimento personale che va ben al di là di quella offerta dall’editoriale di una rivista”.

Questo è il punto ancora oggi: offrire informazioni e creare coinvolgimento. Questo è il content marketing!

Una vera strategia di content marketing per le aziende non può non basarsi sulla produzione di contenuti, che rappresentino la chiave ideale per entrare in contatto con il loro pubblico e realizzare un rapporto di fiducia con l’utente finale.

E’ un lavoro che richiede costanza e coerenza: pubblicare con periodicità i contenuti e far sì che propongano soluzioni effettive all’utente.

Ecco perchè il primo consiglio per le aziende è quello di creare contenuti utili e necessari e, se si ha l’intenzione di dar vita a una strategia di content marketing strutturata, rispettare alcuni step obbligatori che consentono di raggiungere gli obiettivi di business.

In ogni strategia e in ogni azione di marketing, fare chiarezza sugli obiettivi è prioritario, perchè ad essi va subordinato ogni step successivo:

  • allineare blog, sito web e social media
  • identificare le caratteristiche del target di riferimento per creare contenuti realmete utili e interessanti
  • stabilire dove pubblicare i contenuti, tenendo in considerazione dove troverete il vostro pubblico
  • misurare e interpretare i dati relativi alle conversioni, alla brand reputation e all’effettivo engagement ottenuto
  • stabilire un piano editoriale, che rispetti costanza e periodicità delle pubblicazioni.

 

 

 

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Strategie social: i nuovi strumenti che agevoleranno il lavoro del vostro social team

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Non è una novità, ovviamente, che per promuovere la propria attività non si può prescindere dall’utilizzo dei social media e dalla conoscenza dei cosiddetti social media tool.

L’uso corretto e consapevole dei social network da parte delle aziende può portare al successo nel medio e lungo termine, portandole in breve tempo a farsi conoscere da un largo numero di persone. Il buon marketer, però, non può trascurare il fatto che, non basta semplicemente raggiungere più utenti possibili per conseguire i propri obiettivi professionali, soprattutto se questi sono diretti alla vendita di un prodotto o di un servizio. Ciò che fa la differenza è la capacità di generare engagement, ovvero la capacità di coinvolgere il pubblico del web e avvicinarlo ai servizi e ai prodotti aziendali.

Ogni marketer e consulente aziendale sa che l’azienda non può essere lasciata da sola nella scelta delle strategie, il marketer deve mantenere la rotta mettendo in piedi una vera e propria strategia editoriale, pianificando nei dettagli obiettivi e azioni:

  • a quale tipo di target rivolgersi
  • quale hashtag creare che si riferisca esclusivamente alla propria attività o a un proprio progetto specifico
  • quale contenuto mettere online, monitorandone i risultati
  • asccoltare i propri utenti per captarne i cambiamenti, modificando di conseguenza il proprio piano editoriale.

Di seguito verranno indicati diversi e nuovi strumenti che sulla base delle necessità e della disponibilità di budget semplificano la vita di marketers e social team!.

DOVE TROVARE CONTENUTI SEMPRE ATTUALI?

La ricerca e l’informazione su argomenti di tendenza nel proprio settore di operatività sono fondamentali per disporre di contenuti sempre aggiornati da condividere con il proprio pubblico
Dove trovare i contenuti? Spidwit  è un tool di content curation che permette di scoprire i migliori contenuti per il proprio settore verticale, creare dei post e condividerli sui propri canali.Il tool è disponibile in lingua italiana e con diversi piani tariffari a seconda delle proprie esigenze.

E PER IL CUSTOMER CARE?

L’utilizzo di canali emergenti per mantenere un filo diretto con i propri clienti è alla base dei moderni servizi di customer care.

Smooch è il tool che permette attraverso un’unica piattaforma di gestire i messaggi provenienti da diversi canali, è una soluzione che ben si sposa con il concetto di customer care delle aziende 2.0 . Il tool è disponibile in lingua inglese e oltre o alla versione free è possibile trovare soluzioni in abbonamento o “a consumo”.L’utilizzo di canali emergenti per mantenere un filo diretto con i propri clienti è alla base dei moderni servizi di customer care.

Ongair è un tool a pagamento per la messagistica integrata multicanale. Una soluzione web based che tiene traccia di tutte le conversazioni effettuate attraverso le app di instant messaging, che misura i tassi di risposta e che offre insights sulle interazioni effettuate integrandosi perfettamente con CRM come Zendesk e Freshadesk.

E PER IL TANTO AMATO EDITING DI FOTO E VIDEO?

Canva I social assumono sempre di più una dimensione visual e Canva si presenta come uno dei più semplici strumenti online per creare ed editare le immagini da postare sui propri canali. Un ricco archivio di immagini, diversi filtri da applicare alle foto e un’interfaccia semplice da utilizzare fanno di Canva uno strumento pratico e intuitivo. Il tool è disponibile sia per il web che per dispositivi mobile iOS.
Accanto ai tool per immagini, si affiancano i tool per creare contenuti video. Lumen5 è uno strumento gratuito che permette, partendo da un link e basandosi su un algoritmo di intelligenza artificiale, di generare il video-slide show di un articolo.

Sicuramente gli strumenti utili sono parecchi e sempre in aggiornamento. Per un marketer tenersi informato è un obbligo ed un piacere: ben vengano i nuovi tools che ci facilitano il lavoro.

(FONTE:Inside Marketing)

Aziende – L’assistenza clienti diventa sempre più social e virtuale, grazie ai chatbot!

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di Maria Rosaria Iglio

Piccole e medie imprese, l’assistente virtuale e i chatbot

Cosa sono i chatbot?

La parola chatbot è una crasi tra chat e robot e rappresenta quei software capaci di interagire con le persone umane. Solitamente con la parola bot si intende dei sistemi capaci di utilizzare le stesse “strategie” comunicative degli umani in modo da portare avanti una conversazione. Sono molti i bot presenti sulla Rete, ognuno con caratteristiche e funzionalità differenti. I chatbot sono una piccola nicchia che sta conquistando sempre più spazio e sempre più aziende. Infatti, sono principalmente le società a essere interessate alle potenzialità dei chatbot. Utilizzare l’intelligenza artificiale per offrire dei servizi aggiuntivi ai propri clienti è uno degli obiettivi futuri delle aziende. Sicuramente non sono ancora adatti alle grandi aziende, ma per le piccole e medie imprese che vogliono offrire un servizio supplementare ai propri utenti, possono essere molto utili.

L’ultima azienda a implementare i chatbot all’interno dei propri servizi è stata proprio Facebook, che, seguendo l’esempio di Telegram, ha permesso alle aziende, ma anche ai semplici utenti, di utilizzare un assistente virtuale per dare informazioni in modo automatico.

Se Facebook e le sue pagine aziendali hanno l’obiettivo di offrire all’utenza un vero e proprio servizio di assistenza oltre che di comunicazione e informazione, i chatbot rapprresentano quel passo in più verso il prefezionamento di questo obiettivo… siamo  sempre più vicini ad identificare una pagina facebook aziendale con un vero e proprio call center o un centralino.” (Maria Rosaria Iglio per Logos in Progress)

Come funzionano?

Al momento i chatbot sono utilizzati principalmente per servizi di customer service. Le aziende integrano sul sito internet un servizio di assistenza clienti: dietro alla faccia sorridente di un ragazzo o di una ragazza si nascondono dei chatbot controllati dall’intelligenza artificiale. Ma gli assistenti personali stanno prendendo sempre più piede anche all’interno delle applicazioni di messaggistica istantanea: prima sono stati lanciati su Telegram e poi su Facebook Messenger. In Italia sono ancora poco diffusi, ma negli Stati Uniti sono oramai una realtà.

…ma l’intelligenza artificiale ha ancora dei limiti

Nonostante i grandi miglioramenti dell’intelligenza artificiale, i chatbot non hanno ancora le capacità comunicative degli esseri umani. Gli algoritmi vengono aggiornati e migliorati quotidianamente e i chatbot sono capaci di elaborare e processare milioni di informazioni in pochissimi secondi, ma l’interazione uomo-uomo è ancora un passo in avanti. Inoltre, i chatbot non sono capaci di rispondere a domande complicate o elaborate in modo particolare. Il futuro sarà sicuramente degli assistenti virtuali, ma saranno necessari ancora un paio di anni prima che riescano a esprimere tutte le loro potenzialità.

Secondo voi è complicato creare un chatbot?

Per nulla! Su Internet è possibile trovare dei servizi che permettono di creare degli assistenti virtuali in cinque minuti senza avere delle grandi conoscenze informatiche.

Motion AI, ad esempio,permette di strutturare l’albero delle risposte e di creare un chatbot a seconda delle proprie necessità. La costruzione del proprio assistente avviene attraverso dei moduli che vanno collegati tra di loro fino alla realizzazione di un vero e proprio chatbot. Si può decidere che la risposta alla domanda debba essere un sì, un no o qualcosa di più complicato. La parte più complicata può essere la concatenazione logica delle risposte, ma bastano un paio di minuti per capire come funziona. Esistono altri servizi sulla Rete che offrono un servizio simile.

(fonte)

 

Guest Wi-Fi e la vetrina digitale in un negozio fisico

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di Maria Rosaria Iglio

Internet ha modificato le nostre abitudini di acquisto: navighiamo, scandagliamo, valutiamo, ci informiamo, acquistiamo e pretendiamo. Cosa pretendiamo? Coupon, promozioni mirate e tante altre attenzioni da parte del negozio online, che ci gratifichino e ci facciano sentire dei privilegiati.

Se entriamo in un negozio fisico è molto più difficile effettuare le azioni cui ci ha abituato il web, non siamo sicuri di avere  a portata di mano l’intera gamma dei prodotti e non riusciamo a mettere a confronto, in maniera minuziosa i vari prezzi. …e i coupon o i buoni acquisto che ci premiano per la nostra fedeltà dove sono?

Ebbene nell’era digitale è sempre più auspicabile che alcune abitudini acquisite online, non vengano a  mancare all’interno di un negozio fisico. E’ una lezione che i commercianti devono apprendere molto in fretta, sfruttando appieno le potenzialità della comunicazione digitale, per arrivare ad offrire ai propri clienti un’esperienza digitale analoga a quella online.

Con il web abbiamo metabolizzato dei meccanismi che ci fanno sentire più sicuri e più garantiti in fase di acquisto: pensate ad esempio alla possibilità di “interrogare” altri utenti, per avere un riscontro sulla qualità di un prodotto. Le recensioni condizionano parecchio le nostre scelte.

Un traguardo significativo nello sviluppo dell’esperienza digitale all’interno di un negozio fisico è il Guest Wi-Fi.

Come funziona?

Cito direttamente un articolo di Digital4Marketing e ne consiglio l’intera lettura.

Grazie al guest Wi-Fi, direttamente da terminale mobile, i retailer possono accogliere i clienti in negozio con un portale di benvenuto, in linea con la propria “immagine”, ingaggiarli esponendo nella vetrina digitale le ultime offerte, promuovendo i programmi di loyalty, incentivando l’utilizzo della mobile app, oppure coinvolgendoli in sondaggi mirati per conoscere i gusti e le preferenze della clientela.Il guest Wi-Fi, dunque, può accelerare il processo di trasformazione digitale, anche ottimizzando gli investimenti già esistenti. La chiave di volta è, tuttavia, la piattaforma che abilita i servizi a valore aggiunto over guest Wi-Fi. Infatti, solo scegliendo la soluzione giusta i retailer possono offrire il guest Wi-Fi aumentando sia la customer satisfaction sia i ricavi.”

Che dire?

Sentiremo parlare sempre più di Guest Wi-Fi e una sfida per noi marketer sarà proprio quella di acquisire le giuste competenze per preparare i nostri clienti del settore retail a “pensare digitale” anche offline!

Che ne dite? E’ un’interessante opportunità! Abbiamo “insegnato” alle aziende quanto fosse indispensabile  ” pensare social” – “pensare seo” e soprattutto “pensare ecommerce” (passatemi l’espressione), oggi parte una nuova sfida! 

I NUMERI DEI SOCIAL NETWORK

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E’ una delle informazioni che le aziende richiedono quando proponi strategie di social marketing. “Quanti utenti hanno facebook, instagram e gli altri?” Di seguito riporto due infografiche relative agli ultimi numeri diffusi a fine 2016, riguardo gli utenti attivi (utenti con almeno un’azione digitale al mese, login, like, share, view) e registrati sui più famosi social network.

utenti-social-media-mondo

utenti-social-media-italia

Fonte

In territorio Svizzero, dove svolgo parte della mia attività possiamo dire negli ultimi tre anni l’utilizzo dei social ha visto un trend in continua ascesa: tanto è vero che rispetto al periodo tra 2014 e 2015 è stato rilevato un aumento del 51,3%, a cavallo tra il 2015 ed il 2016.Presto in arrivo i dati della crescita tra 2016 e 2017. Certo è che oggi sono circa 3,4 milioni gli svizzeri che passano il proprio tempo online e considerando che il totale degli utenti del web in Svizzera è di 5,8 milioni, si può parlare di numeri ottimi.

LA VERA CREATIVITA’ E’ FIGLIA DI UN PENSIERO NON CONVENZIONALE

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In questo tittolo forse ho già detto tutto. 😉

Quanto è poco efficace una creatività che si affida a stereotipi e quanto è scontata una comunicazione che si limita a collegare immagini e testi attraverso percorsi convenzionali e usuali. Portare un potenziale consumatore alla percezione di un messaggio stereotipato, che non stupisce, è un errore, oggi più che nel passato: abbiamo visto e detto tutto, è difficile che ci sorprendiamo e tutto diventa “superato” molto in fretta.

Proprio per questi motivi una buona parte del modo della comunicazione si è aperto a nuovi percorsi, sperimentando nuove rotte, tra cui quelle del marketing e della comunicazione alternativa:

  • inusuale,
  • innovativa,
  • creativa,
  • fuori dai canoni e dagli schemi tradizionali,
  • originale.

tom le french creative project

Adottare un pensiero non convenzioanle è un’ ottima strategia per attrarre target ormai impermeabili ai messaggi pubblicitari tradizionali.

tom le french creative project

tom le french creative project

Questo progetto creativo di Tom le French  è un esempio efficace di pensiero non convenzionale:

se “la bellezza è un arma”, le immagini delle armi possono essere declinate in varie forme, in cui l’oggetto viene snaturato dal suo contenuto violento per “servire” all’idea di bellezza, che la fa da padrona.

Questo messaggio stupisce, sorprende e soprattutto, cattura l’interesse!

Un tirocinio curricolare presso IMA S.p.A. per preparare la tesi in Scienze della comunicazione

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Iniziativa interessante ! “Ribloggo” volentieri

D I S . A M B . I G U A N D O

ima-spa

IMA S.p.A., capogruppo del Gruppo IMA e azienda leader nella progettazione e produzione di macchine automatiche per l’elaborazione e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè, seleziona un/a tirocinante che voglia preparare la tesi di laurea in Scienze della comunicazione (potrò io stessa fare da relatrice per la tesi) su un caso di studio basato sul tirocinio, lavorando nell’Ufficio Marketing della divisione IMA Active (ambito farmaceutico, farmaci solidi orali). Il progetto di tirocinio/tesi  avrà come argomento

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Aziende – Social e Condivisione dei contenuti – E’ pronto il tuo piano editoriale?

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Se i social media sono strumenti essenziali per incremenatre il proprio fatturato, per rafforzare la propria brand reputation e più in generale per comunicare, quello che maggiormente conta è predisporre un buon piano editoriale.

Come?

Calendarizzandolo! meglio ancora… calendarizzando i contenuti attraverso la scelta di giorni, orari e frequenza di pubblicazione. Naturalmente consiglio di tenersi sempre informati sugli orari più adatti alla pubblicazione, secondo il proprio target e la propria localizzazione geografica. (vedi Quali sono gli orari migliori per postare sui Social? [Infografica])

Attenzione!

Un buon piano editoriale per i social media sarà particolarmente utile nell’organizzare e pubblicare con metodica costanza i contenuti del sito e blog aziendale coprendo un arco di tempo sufficientemente ampio per impostare una strategia e verificarne l’efficacia sulla base dei risultati ottenuti. I social media rappresentano infatti lo strumento ideale per raggiungere determinati obiettivi aziendali che possono essere l’acquisizione di leads (contatti), l’aumento del traffico sul sito, il customer service e l’acquisizione di nuovi clienti attraverso le tecniche di inbound marketing. Naturalmente i social media vanno integrati all’interno di una strategia di web marketing più ampia. (fonte 4Writing)

Partiamo dal presupposto che un piano editoriale si differenzia per ogni azienda e per ogni brand sulla base di elementi specifici:

  • il target di riferimento
  • la mission aziendale
  • l’analisi dei competitor,

fondamentali per la scelta dei canali social di riferimento e dei relativi contenuti. (Non dimentichiamo che i contenuti visuali sono quelli con maggiore percentuale di coinvolgimento, 65% in più rispetto a quelli testuali).

Il piano editoriale ideale non si basa solo su una programmazione di carattere temporale, ma sullo studio di una buona alternanza e un buon bilanciamento tra contenuti di diverso tipo: testi, immagini, infografiche, articoli ecc. La lettura dei dati di gradimento e ancor più di engagement e conversione ci aiuterà nella individuazione della migliore strategia